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SANITà, PAGAMENTO DEL TICKET ALLE POSTE: SERVONOTUTELE PER GLI ASSISTITI

Un'aziendasanitaria dovrà innalzare i livelli di sicurezza a tutela dei cittadini cheusano il suo sito Internet o la rete "Sportello amico" di Posteitaliane per il pagamento del ticket sulle prestazioni sanitarie, introducendomodalità che identifichino con certezza gli utenti.

Dagliaccertamenti svolti dall'Autorità per la privacy, intervenuta su segnalazionedi alcuni cittadini, sono emerse infatti serie criticità sulle procedureadottate.

Né ilservizio di pagamento offerto dall'azienda attraverso il proprio sito, néquello erogato tramite lo sportello postale garantisce che informazioni sullasalute, contenute nelle fatture rilasciate all'atto del pagamento, sianofornite esclusivamente al diretto interessato o una persona da lui delegata.

Ilservizio on line, in particolare, consente a chiunque, in possesso del codicefiscale di una persona che abbia prenotato una prestazione sanitaria, diaccedere a informazioni personali e, nel caso in cui paghi il ticket e stampila ricevuta fiscale, di conoscere anche il tipo di prestazione sanitariarichiesta (ad es. visita chemioterapica, radioterapia ecc.).

Persanare questa grave irregolarità, il Garante ha prescritto all'Azienda di introdurre unsistema di identificazione, modificando la "maschera" di accesso alservizio di pagamento on line con l'introduzione di un apposito campo in cuil'utente possa inserire il suo codice fiscale e il codice di prenotazione Cup.

Analogamentel'operatore di sportello della posta, a differenza di quanto accaduto finora,prima di erogare il servizio, dovrà verificare l'identità di chi effettua ilpagamento del ticket, controllando un documento di riconoscimento e annotandonegli estremi. E se allo sportello si presenta una persona diversa da chiusufruirà della prestazione, l'operatore dovrà consegnare la fattura in bustachiusa, o spillata, dopo aver verificato che il delegato sia in possesso delcodice fiscale del diretto interessato e del codice di prenotazione rilasciatodal Cup.

All'Azienda sanitaria, cui spetta anche il compito di verificareche Poste italiane fornisca idonee istruzioni ai propri impiegati e dieffettuare controlli a campione, sono stati concessi tre mesi di tempoper  mettersi in regola.