Garante per la protezione
    dei dati personali

Comunicato Stampa

CODICE DEONTOLOGICO DEI GIORNALISTI:PRECISAZIONE DI ANTONELLO SORO, PRESIDENTE DEL GARANTE PRIVACY

Sonoapparse in questi giorni, su testate e agenzie, prese di posizione contro ilnuovo testo del codice deontologico dei giornalisti attribuito al Garanteprivacy, con formule suggestive e utili a creare allarme come"bavaglio", "coltre di silenzio" "divieti al dirittodi cronaca". E' dunque bene chiarire subito alcuni punti essenziali.

IlGarante per la privacy aveva espresso a suo tempo l'esigenza di aggiornarel'attuale codice dei giornalisti, vecchio di più di quindici anni. Taleesigenza è stata condivisa dall'Ordine nazionale dei giornalisti, con il qualesi è avviato un proficuo confronto.  E' auspicabile che il lavoro svoltoin questi mesi con l'Ordine non vada sprecato.

E,dunque, la prima cosa da sottolineare è che il Garante non ha imposto nulla.All'Autorità spetta, per legge, il compito di promuovere l'adozione del codicedi deontologia, il quale, come tale, deve quindi essere proposto dagli stessigiornalisti. Il Garante, al momento, è in attesa che il testo venga sottopostoal Consiglio nazionale dell'ordine che dovrà a breve esaminarlo.

Nonesiste quindi nessuna "via amministrativa", come qualcunostrumentalmente tenta di accreditare presso gli stessi giornalisti, per imporrelimiti alla libertà di stampa.

Néil Garante ha mai pensato di stabilire divieti o attentare alla libertà diinformazione che è la cifra della nostra democrazia: gli interventi adottati inquesti anni dall'Autorità dimostrano infatti il massimo rispetto per il dirittodi cronaca. L'esercizio di tale diritto deve essere sempre libero: ma chi loesercita deve sapere che può arrivare fino al punto di mettere in gioco altridiritti fondamentali, fino al limite di violare, in alcune circostanze, ladignità delle persone. Quel limite non è puntualmente predeterminato per legge:è piuttosto un punto di equilibrio che sta nella responsabilità del giornalistaricercare, non una volta per tutte, ma ogni volta che fa uso del potere e dellalibertà di informare. L'"essenzialità dell'informazione" costituisce,da oltre un decennio, la dimensione giuridica utilizzata dai giornalisti peresercitare il bilanciamento tra diritto di informare e diritto alla privacy.

Ilcodice deontologico, previsto dal legislatore e non dal Garante, costituisceuna forma di autoregolamentazione attraverso la quale i giornalisti possonoindividuare criteri e misure più adatti per realizzare questo equilibrio. Erappresenta, a parere del Garante, la via migliore per definire autonomamentequei criteri rispetto ad eventuali decisioni o limiti dettati per legge.

Quantoad alcune affermazioni lette in questi giorni, spesso sull'onda del sentitodire, va precisato che:

    il "diritto all'oblio" è un principio consolidatonella giurisprudenza europea (sancito anche nel Regolamento votato giorni fadall'Europarlamento), ancor più valido oggi in presenza degli archivi on linedei giornali (il cui aggiornamento, peraltro, da alcuni anni viene giànormalmente attuato dagli editori su richiesta degli interessati);

    la proposta di "privilegiare", non imporre,  lapubblicazione del contenuto delle intercettazioni e non la pura e semplicetrascrizione - "salvo i casi in cui non sia compromesso il diritto dicronaca" - fa riferimento ai principi già previsti dal codice di procedurapenale;

    la tutela delle persone totalmente estranee al procedimentogiudiziario, rispetto a fatti privi di interesse pubblico, è prevista non solonella Raccomandazione del Consiglio d'Europa del 2003, ma costituisce unprincipio di civiltà.

Roma, 18 marzo 2014