Garante per la protezione
    dei dati personali

Comunicato Stampa

PRIVACY, ANTONELLO SORO: 'PIU' GARANZIE AI CITTADINI,MA NORME NON SIANO RIGIDE'

AntonelloSoro, Garante per la Protezione dei Dati Personali, al convegno organizzato aRoma dall'Accademia Italiana del Codice di Internet. 'Lo squilibrio tra leaziende dei big data e i cittadini preoccupa'.

 

Ladirettiva europea attuale sulla protezione dei dati personali era stata pensataper garantire la libertà di movimento dei cittadini, mentre oggi rischiamo diprodurre un quadro normativo che sia troppo sbilanciamento verso i dirittidelle imprese". Così Antonello Soro, Garante per la Protezione dei DatiPersonali, durante il convegno "Governance di Internet ed efficienza delleregole: verso il nuovo regolamento europeo sulla privacy" organizzato aRoma dall'Accademia Italiana per il Codice di Internet.

Pacchetto europeo

"Miriferisco soprattutto all'istituto del one stop shop – dice Soro -Occorre senza dubbio apportare dei miglioramenti. Sotto un altro e più generalepunto di vista, non si può non considerare l'enorme squilibrio di poteri tra imonopolisti che raccolgono, elaborano e profilano le nostre vite sulla base deidati raccolti e il singolo utente che si affida a regole che sono piùfacilmente spendibili sullo spazio fisico che in quello immateriale. Sullosfondo c'è il non facile percorso del pacchetto di norme pensate dallaCommissione europea e ora sottoposto ad un non velocissimo esame da parte delConsiglio e che difficilmente potrà concludere il suo percorso con lapresidenza italiana. Si cerca di creare un quadro armonizzato di principi persuperare quel po' di frammentazione tra gli stati e per assicurare a 500milioni di utenti europei di avere un maggiore controllo di dati. Masoprattutto adeguare la normativa all'evoluzione tecnologica e a quella che persemplicità chiamiamo società digitale. Un quadro normativo che intendaaffrontare adeguatamente queste sfide non può prevedere regole troppo rigideche rischiano ancor prima di essere effettive di danneggiare l'economia fondatasulla società digitale".

Profilazione

"Seè vero che i principi fondativi della direttiva sulla quale noi operiamo ancorahanno ancora la loro validità e sono tecnologicamente neutri – haproseguito Soro – in realtà le norme europee di riferimento richiedononuove modalità di applicazione. Le minacce sono i fenomeni della profilazione edella sorveglianza globale, che in qualche modo si tengono fra di loro. Quellodella profilazione è uno dei temi più dibattuti; l'intento è rafforzare latutela prevedendo vincoli alla profilazione così da consentire una maggioretrasparenza dei processi, un maggiore controllo sui dati condivisi ma senzalimitarsi a riconoscere all'interessato il diritto ad una opposizione algenerico consenso al trattamento dei suoi dati. Pensiamo anche al fatto che iBig Data possono essere utilizzati e riutilizzati per finalità diverse rispettoa quando è avvenuta, con consenso, la loro raccolta, e le informazioni sullepersone sono ricavabili all'insaputa degli interessati anche da dati cheall'origine erano anonimi, cresce la capacità del sistema di re-identificarcigrazie a dati che erano stati condivisi senza quell'intento. L'organizzazionedel diritto europeo deve così porsi come avanguardia, e la protezione dei dati èil primo nuovo diritto della società digitale. Ma una sola autorità locale nonpuò attuare l'enforcement nei confronti delle grandi corporation".

Diritto all'oblio

Poi un passaggio sulla sentenzadella Corte di Giustizia dell'Unione Europea sul diritto all'oblio: "Maè giusto che venga notificata la deindicizzazione agli spazi online che hannooriginariamente pubblicato le informazioni? Io penso di no. Abbiamo avutol'esempio in Inghilterra, dove si è avuto un boomerang di visibilità per ciòche era stato rimosso alla notifica che la notizia era stata deindicizzata. Mac'è un'altra riflessione che voglio fare: come non c'è un diritto allaindicizzazione, che è un atto totalmente nella disponibilità e discrezionalitàdel motore di ricerca e nessuno notifica a chi viene indicizzato, così nessunodeve notificare la deindicizzazione".

Roma, 13 novembre 2014