Garante per la protezione
    dei dati personali


Ordinanza di ingiunzione nei confrontidi Anthea Preziosi s.a.s.

PROVVEDIMENTO DEL 6 FEBBRAIO 2014

Registro dei provvedimenti
 n. 62 del 6 febbraio 2014

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATIPERSONALI

NELLAriunione odierna, alla presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della dott.ssa Giovanna BianchiClerici e della prof.ssa Licia Califano, componenti e del dott. Giuseppe Busia,segretario generale;

RILEVATOche la Compagnia della Guardia di finanza di Ragusa, in esecuzione dellarichiesta di informazioni ex art. 157 del Codice in materia di protezione deidati personali – d.lg. 30 giugno 2003, n. 196 (di seguito denominatoCodice) (n. 28377/53969 del 20 dicembre 2011), ha svolto gli accertamenti dicui al verbale di operazioni compiute del 26 e 29 marzo 2012 nei confronti diAnthea Preziosi s.a.s., P.Iva: 00857590889, con sede in Ragusa, via Roma n.178, in persona del legale rappresentante pro-tempore, dai quali è risultato,tra l'altro, che la società effettua una raccolta di dati personali (datianagrafici e indirizzo di posta elettronica) tramite un form di raccoltapresente nel sito Internet www.antheapreziosi.com, a fronte della quale è statariscontrata l'assenza dell'informativa di cui all'art. 13 del Codice;

VISTOil verbale n. 200 del 29 marzo 2012 con cui è stata contestata, alla predettasocietà quale titolare del trattamento, la violazione amministrativa, previstadall'art. 161 del Codice, in relazione all'art. 13, informandola della facoltàdi effettuare il pagamento in misura ridotta ai sensi dell'art. 16 della legge24 novembre 1981, n. 689, in relazione all'omessa informativa;

RILEVATOdal rapporto della predetta Compagnia, predisposto ai sensi dell'art. 17 dellalegge 24 novembre 1981, n. 689, relativo al suddetto verbale di contestazione,che non risulta essere stato effettuato il pagamento in misura ridotta;

VISTOlo scritto difensivo inviato ai sensi dell'art. 18 della legge 24 novembre1981, n. 689, con il quale è stato evidenziato come, posta la definizionesecondo la quale"() per form può () solo intendersi quella modalità dicompilazione dei dati che, processati da tecnologia lato server ASP JSP PHPCGI, consentono all'utente o di usufruire di altri servizi o di interagire colsito", "Ciò che in sede di accertamento è stato considerato form,invero, null'altro è () che la semplice possibilità di contattare l'aziendaattraverso la spedizione di una mail". Inoltre,"() non potrà nonrilevarsi nella fattispecie in esame ed in relazione alle modalità concrete edinesistenza di qualsivoglia effettivo o potenziale danno, l'insussistenza diqualsivoglia violazione risultando di fatto ricevute solo due mail in due annied anche in relazione alle modalità e finalità di acquisizione dei dati".Ha rilevato, altresì, come "() risulta eccessiva la quantificazione dellasanzione operata nell'opposto verbale ()";

VISTOil verbale di audizione delle parti redatto in data 22 marzo 2013 ai sensidell'art. 18 della legge 24 novembre 1981, n. 689, nel quale la società, nelribadire quanto argomentato negli scritti difensivi, ha motivato la richiestadi rateizzazione dell'eventuale sanzione, producendo un documento di sintesiinerente le proprie condizioni economiche;

RITENUTOche le argomentazioni addotte non risultano idonee in relazione a quantocontestato. Lo strumento informatico utilizzato dalla società nel proprio sitoInternet, a prescindere dalla definizione utilizzata, è preposto alla raccoltae quindi, ai sensi dell'art. 4, comma 1 lett. a) del Codice, al trattamento deidati personali degli interessati, ciò determinando l'obbligo di renderel'informativa di cui all'art. 13 del Codice. Riguardo quanto argomentato circa"() l'insussistenza di qualsivoglia violazione ()", si rileva come,da un lato le modalità concrete della condotta contestata, con particolareriferimento alle due mail ricevute dalla società, siano state opportunamentevalutate dagli accertatori ai fini dell'applicazione dell'art. 164-bis, comma 1del Codice, mentre dall'altro, l'inesistenza di alcun danno potenziale oeffettivo, non rappresenta alcun elemento costitutivo dell'illecito contestato.In ordine alla quantificazione dell'importo della contestazione, si evidenziacome l'organo accertatore, dopo aver rilevato la ricorrenza dei casi di minoregravità di cui all'art. 164-bis, comma 1 del Codice, ha solamente indicato, cosìcome prescritto dall'art. 16 della legge 24 novembre 1981, n. 689, l'importo dapagare ai fini dell'esercizio della facoltà di definire  in via breve ilprocedimento sanzionatorio;

RILEVATOche la società ha quindi effettuato un trattamento di dati personali (art. 4comma 1, lett. a) e b) del Codice) senza rendere la prescritta informativa agliinteressati ai sensi dell'art. 13 del Codice attraverso un form di raccoltadati presente sul sito web www.antheapreziosi.com;

VISTOl'art. 161 del Codice che punisce la violazione delle disposizioni di cuiall'art. 13 con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma daseimila euro a trentaseimila euro per ciascun rilievo;

RITENUTOche, nel caso di specie, così come già rilevato nel verbale di contestazione,considerata l'esiguità dei dati raccolti con il form in questione, ricorrano lecondizioni per applicare l'art. 164-bis, comma 1, del Codice il quale prevedeche se taluna delle violazioni di cui agli art. 161, 162, 163 e 164 è di minoregravità, i limiti minimi e massimi stabiliti negli stessi articoli sonoapplicati in misura pari a due quinti;

CONSIDERATOche, ai fini della determinazione dell'ammontare della sanzione pecuniaria,occorre tenere conto, ai sensi dell'art. 11 della legge 24 novembre 1981, n.689, dell'opera svolta dall'agente per eliminare o attenuare le conseguenzedella violazione, della gravità della violazione, della personalità e dellecondizioni economiche del contravventore;

RITENUTOdi dover determinare, ai sensi dell'art. 11 della legge 24 novembre 1981, n.689, l'ammontare della sanzione pecuniaria di cui all'art. 161 del Codice incombinato disposto con l'art. 164-bis, comma 1, nella misura di euro 2.400,00(duemilaquattrocento);

VISTAla documentazione in atti;

VISTAla legge 24 novembre 1981 n. 689, e successive modificazioni ed integrazioni;

VISTEle osservazioni dell'Ufficio, formulate dal segretario generale ai sensidell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000;

RELATOREla dott.ssa Giovanna Bianchi Clerici;

ORDINA

adAnthea Preziosi s.a.s., P.Iva: 00857590889, con sede in Ragusa, via Roma n.178, in persona del legale rappresentante pro-tempore, di pagare la somma dieuro 2.400,00 (duemilaquattrocento) a titolo di sanzione amministrativapecuniaria per la violazione prevista dall'art. 161 del Codice indicata inmotivazione, frazionandola in 10 rate mensili dell'importo di 240,00 eurociascuna;

INGIUNGE

almedesimo soggetto di pagare la somma di euro 2.400,00 (duemilaquattrocento)secondo le modalità indicate in allegato, i cui versamenti frazionati sarannoeffettuati a partire dal giorno 15 del mese successivo a quello in cui avverràla notifica della presente ordinanza, pena l'adozione dei conseguenti attiesecutivi a norma dall'art. 27 della legge 24 novembre 1981, n. 689,prescrivendo che, entro il termine di giorni 10 (dieci) dal versamento, siainviata a questa Autorità, in originale o in copia autentica, quietanzadell'avvenuto versamento.

Ai sensidegli artt. 152 del Codice e 10 del d.lg. n. 150/2011, avverso il presenteprovvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziariaordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha laresidenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trentagiorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessantagiorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 6 febbraio 2014

Il presidente
Soro

Il relatore
Bianchi Clerici

Il segretario generale
Busia