Garante per la protezione
    dei dati personali


Ordinanza di ingiunzione nei confrontidi Roma Capitale (già Comune di Roma)

PROVVEDIMENTO DEL 13 FEBBRAIO 2014

Registro dei provvedimenti
 n.  70 del 13 febbraio2014

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATIPERSONALI

NELLAriunione odierna, alla presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della dott.ssa Giovanna BianchiClerici e della prof.ssa Licia Califano, componenti e del dott. Giuseppe Busia,segretario generale;

RILEVATOche, nell'ambito di un'istruttoria relativa a una segnalazione nella quale silamentava la diffusione, attraverso la pubblicazione delle ordinanze delSindaco nn. rr. 123 e 124 del 19 giugno 2009 nel sito web istituzionale delComune di Roma, ora Roma Capitale, con sede in Roma, via del Campidoglio n. 1(C.F.: 02438750586), di dati relativi a una contestazione disciplinare mossanei confronti della segnalante, già dirigente dell'Ente, l'Ufficio ha formulatouna richiesta di informazioni a fronte della quale il Comune, con la notadatata 28 settembre 2011, ha fornito riscontro consentendo, successivamente, diaccertare che i dati della segnalante sono stati diffusi dal citato Ente senzache ciò fosse previsto da una norma di legge o regolamento, in violazione diquanto previsto dall'art. 19, comma 3 del d.lg. 30 giugno 2003, n. 196 recanteCodice in materia di protezione dei dati personali (di seguito denominatoCodice);

VISTOil verbale n. 2121/65171 del 26 gennaio 2012 con cui è stata contestata alComune di Roma, in persona del legale appresentante pro-tempore, la violazioneamministrativa prevista dall'art. 162, comma 2-bis, del Codice, in relazioneall'art. 19, comma 3, informandolo della facoltà di effettuare il pagamento inmisura ridotta ai sensi dell'art. 16 della legge 24 novembre 1981 n. 689;

ESAMINATOil rapporto dell'Ufficio del Garante predisposto ai sensi dell'art. 17 dellalegge 24 novembre 1981, n. 689, relativo al verbale di contestazione diviolazione amministrativa redatto in data 26 gennaio 2012 per violazionedell'art. 19, comma 3 del Codice dal quale non risulta essere stato effettuatoil pagamento in misura ridotta;

VISTOlo scritto difensivo inviato ai sensi dell'art. 18 della legge 24 novembre 1981n. 689, con il quale Roma Capitale, dopo aver osservato come i "I datiriguardanti i provvedimenti disciplinari non possono (Š) essere ricompresi nelnovero dei dati sensibili, né di quelli giudiziari (Š)", ha evidenziatocome per effetto di quanto disposto dall'art. 19 del Codice "(Š) lapubblicazione dell'Ordinanza di revoca dell'incarico dirigenziale, e lasuccessiva nomina di altro Dirigente a Direttore del Dipartimento XVI adinterim, quale adempimento all'obbligo di motivare il provvedimentodisciplinare, ben costituisce l'espletamento delle funzioni istituzionali (Š)",ove, peraltro, rileva che "(Š) non viola la legge sulla privacy lapubblicazione dei provvedimenti disciplinari assunti nei confronti deidipendenti pubblici. In particolare l'Autorità (con provvedimento del 27 marzo2000) ha dichiarato infondato il ricorso di un dipendente statale avverso lapubblicazione, sul bollettino del Ministero di appartenenza, dellacomunicazione con la quale era stata disposta nei suoi confronti la sanzionedisciplinare. Per il Garante tale pubblicazione costituiva un atto doveroso perl'Amministrazione";

CONSIDERATOche le argomentazioni addotte non permettono di escludere la responsabilitàdell'ente in relazione alla contestazione in oggetto. Posta l'irrilevanza dellespecificazioni in ordine al fatto che i dati della segnalante non sono dinatura sensibile o giudiziaria, si evidenzia come l'art. 24, comma 3, deld.P.R. 3 maggio 1957 n. 686 – richiamato nel citato provvedimento del 9marzo 2000 del Garante – prevede semplicemente che nel Bollettinoufficiale di ciascuna amministrazione «va data notizia», fra gli altri, di atticome «i provvedimenti coi quali sono inflitte punizioni disciplinari con lerelative deliberazioni della Commissione di disciplina ove prescritte, iprovvedimenti di sospensione cautelare, di sospensione per effetto di condannapenale e quelli d'esclusione dagli esami e dagli scrutini previsti dall'art. 93del T.U. approvato con D.P.R. 10 gennaio 1957, n. 3, le decisionigiurisdizionali ed i decreti che decidono ricorsi gerarchici o straordinarirelativi a tali provvedimenti, i decreti di riabilitazione disciplinareprevisti dall'art. 87 del T.U. approvato con D.P.R. 10 gennaio 1957, n. 3», «conl'indicazione degli estremi delle disposizioni in base alle quali gli attistessi sono stati adottati». Ciò considerato, l'art. 24, comma 3, del d.P.R. 3maggio 1957 n. 686 non costituisce pertanto un idoneo presupposto normativo perla diffusione dei dati oggetto della segnalazione in quanto, l'ordinanza n. 124del 19 agosto 2009, avendo a oggetto il conferimento di un incarico "adinterim" di Direzione del Dipartimento XVII, non rientra in alcunatipologia di atti previsti dalla citata disposizione; l'ordinanza n. 123 del 19agosto 2009, avendo a oggetto la sospensione dell'incarico di direzione del dirigentedel Dipartimento XVII, anche se rientra nella tipologia di atti previsti dallacitata disposizione, è stata pubblicata per intero con i dati in chiaro dellasegnalante. La disposizione citata prevede, infatti, solo la possibilità didare notizia degli atti adottati indicando gli estremi delle disposizioni allabase dei provvedimenti. Inoltre, sul punto, si precisa che il richiamatoprovvedimento del Garante del 9 marzo 2000 aveva a oggetto la pubblicazione diun provvedimento disciplinare riportato non nella sua integralità, ma solamentetramite indicazione degli estremi, proprio nel pieno rispetto di quantodisposto dal citato art. 24, comma 3, del d.P.R. 3 maggio 1957 n. 686;

RILEVATO,pertanto, che Roma Capitale (già Comune di Roma) ha effettuato un trattamentodi dati personali ai sensi dell'art. 4, comma 1, lett. a) e b) del Codice,atteso che ha diffuso dati personali relativi a una contestazione disciplinaremossa nei confronti della segnalante attraverso il sito Internet istituzionale,in violazione del citato art. 19, comma 3, del Codice;

VISTOl'art. 162, comma 2-bis, del Codice che punisce la violazione delledisposizioni indicate nell'art. 167, tra le quali l'art. 19 del Codice, con lasanzione amministrativa del pagamento di una somma da diecimila euro acentoventimila euro;

CONSIDERATOche, ai fini della determinazione dell'ammontare della sanzione pecuniaria,occorre tenere conto, ai sensi dell'art. 11 della legge 24 novembre 1981 n.689, dell'opera svolta dall'agente per eliminare o attenuare le conseguenzedella violazione, della gravità della violazione, della personalità e dellecondizioni economiche del contravventore;

RITENUTO,pertanto, di dover determinare, ai sensi dell'art. 11 della legge 24 novembre1981 n. 689, l'ammontare della sanzione pecuniaria per la violazione nellamisura di euro 10.000,00 (diecimila);

VISTAla documentazione in atti;

VISTAla legge 24 novembre 1981 n. 689, e successive modificazioni e integrazioni;

VISTEle osservazioni dell'Ufficio, formulate dal segretario generale ai sensidell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000, adottato con deliberazionedel 28 giugno 2000;

RELATOREla dott.ssa Augusta Iannini;

ORDINA

a RomaCapitale (già Comune di Roma), con sede in Roma, via del Campidoglio n. 1(C.F.: 02438750586), in persona del legale appresentante pro-tempore, di pagarela somma di euro 10.000,00 (diecimila) a titolo di sanzione amministrativapecuniaria per la violazione prevista dall'art. 162, comma 2-bis, del Codiceindicata in motivazione;

INGIUNGE

allamedesima di pagare la somma di euro 10.000,00 (diecimila) secondo le modalitàindicate in allegato, entro 30 giorni dalla notificazione del presenteprovvedimento, pena l'adozione dei conseguenti atti esecutivi a norma dall'art.27 della legge 24 novembre 1981, n. 689, prescrivendo che, entro il termine digiorni 10 (dieci) dal versamento, sia inviata a questa Autorità, in originale oin copia autentica, quietanza dell'avvenuto versamento.

Siavvisa che avverso il presente provvedimento, ai sensi degli artt. 152 delCodice e 10 del d.lg. n. 150/2011, può essere proposta opposizione davanti altribunale ordinario del luogo ove ha sede il titolare del trattamento entro iltermine di trenta giorni dalla notificazione del presente provvedimento.

Roma, 13 febbraio 2014

Il presidente
Soro

Il relatore
Iannini

Il segretario generale
Busia