Garante per la protezione
    dei dati personali


Ordinanza di ingiunzione nei confrontidi Franco Oro più srl

PROVVEDIMENTO DEL 20 MARZO 2014

Registro dei provvedimenti
 n. 140 del 20 marzo 2014

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATIPERSONALI

NELLAriunione odierna, alla presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della prof.ssa Licia Califano,componente e del dott. Giuseppe Busia, segretario generale;

RILEVATOche la Guardia di finanza, Gruppo Venezia, II Nucleo operativo Mestre, inesecuzione della richiesta di informazioni n. 28377/53969 del 20 dicembre 2011formulata ai sensi dell'art. 157 del d.lgs. 30 giugno 2003 n. 196, recante ilCodice in materia di protezione dei dati personali (di seguito"Codice"), ha svolto gli accertamenti di cui al verbale di operazionicompiute del 1 marzo 2012 nei confronti di Franco Oro più srl, con sede legalein Mestre (VE), viale San Marco n. 49/A, P.I. 04079070274, dai quali èrisultato che la società effettua un trattamento di dati personali mediante unmodulo cartaceo, denominato "Ricevuta per acquisto di beni da soggettoprivato", in calce al quale è riportata la denominazione "Autorizzoal trattamento dei miei dati personali, per scopi promozionali e/o informativi,nel pieno rispetto di quanto esposto nel Decreto legislativo n. 196/2003".E' stato, inoltre, verificato che la società effettua un trattamento di datipersonali anche tramite un modulo presente sul sito internetwww.francocomprooro.it, rispetto al quale è stata riscontrata l'assenzadell'informativa di cui all'art. 13 del Codice;

VISTOil verbale n. 365 dell'8 marzo 2012 con cui sono state contestate alla predettasocietà, in persona del legale rappresentante pro-tempore, la violazioneamministrativa prevista dall'art. 161 del Codice, in relazione all'omessainformativa sul modulo di raccolta dati cartaceo, e  la violazioneamministrativa di cui all'art. 161 in combinato disposto con l'art 164-bis,comma 1, in relazione all'omessa informativa sul sito web, informandola dellafacoltà di effettuare il pagamento in misura ridotta ai sensi dell'art. 16della legge 24 novembre 1981 n. 689;

RILEVATOche dal rapporto predisposto dal predetto Comando ai sensi dell'art. 17 dellalegge 24 novembre 1981 n. 689 non risultano effettuati i pagamenti in misuraridotta;

VISTIgli scritti difensivi, datati 4 aprile 2012, inviati ai sensi dell'art. 18della legge 24 novembre 1981 n. 689, con cui la parte ha dichiarato che, afronte dell'acquisto di oro da privati, rilascia una ricevuta fiscale che, afronte della raccolta dei dati personali dei clienti, prevede una formula,contenente l'autorizzazione al trattamento dei dati personali per finipromozionali e informativi. Tuttavia, la parte ha precisato che tali finalitànon sono mai state perseguite, avendo la società utilizzato i moduli inquestione unicamente per la registrazione delle operazioni ai fini fiscali. Laparte ha, inoltre, dichiarato che i fatti in questione possono facilmenteessere ricondotti nella disciplina di cui all'art. 13, comma 5, del Codicesecondo cui "la disposizione di cui al comma 4 non si applica quando () idati sono trattati in base ad un obbligo di legge, regolamento o normativacomunitaria", come avvenuto nel caso di specie. Quanto, invece, allacontestazione per omessa informativa sul sito internet, la parte ha fattopresente di aver incaricato una ditta esterna per la realizzazione del sito, laquale non aveva provveduto ad inserire l'informativa di cui all'art. 13 delCodice e non lo aveva informato degli obblighi derivanti dalla raccolta di datipersonali sul web. In ogni caso, "il sito non prevede alcun linkfinalizzato alla vendita e/o acquisto di oro usato; () il sito prevede,invece, un link contatti finalizzato solamente a dare informazioni e recapitidelle unità locali aziendali". Ha, infine, evidenziato come il sitointernet sia stato scarsamente utilizzato, avendo ricevuto, nel corso di unanno, solo 5 visualizzazioni e 2 contatti tramite il form;

LETTOil verbale di audizione, redatto ai sensi dell'art. 18 della legge 24 novembre1981 n. 689, datato 10 febbraio 2014, in cui la parte ha ribadito quanto giàdichiarato negli scritti difensivi, rilevando che la società Franco Oro più srlha iniziato la propria attività di impresa il 19.01.2012, mentreprecedentemente la medesima attività era svolta dalla ditta Beltrame Franco.Poiché i rilievi oggetto di violazioni non sono riferiti a un preciso momentotemporale, deriva un'incertezza nell'individuazione del soggetto trasgressore;

RITENUTOche le argomentazioni addotte non risultano idonee per escludere laresponsabilità della parte in relazione a quanto contestato. In primo luogo, siprecisa che entrambe le contestazioni sono state addebitate dalla Guardia difinanza nei confronti della società Franco Oro più srl che, al momentodell'accertamento ispettivo, effettuato in data 1 marzo 2012, è risultataessere titolare dei trattamenti effettuati mediante i due moduli (cartaceo edelettronico) di raccolta dati. Nella stessa occasione è stata accertata lamancanza dell'informativa di cui all'art. 13 del Codice in calce a entrambi imoduli. Pertanto, nessuna incertezza relativa all'individuazione deltrasgressore o al momento in cui le violazioni sono state accertate èravvisabile al caso di specie. Procedendo con l'esame delle violazioni oggettodi contestazione, si evidenzia che, su entrambi i moduli utilizzati dallasocietà, è stata rilevata la mancanza dell'informativa. Per quanto riguarda ilmodulo cartaceo, predisposto per raccogliere i dati personali dei clienti (tracui nome, cognome, residenza, codice fiscale e documento di riconoscimento),questo prevede una formula di consenso per finalità commerciali, senza che siaresa un'informativa che permetta all'interessato di conoscere le modalità deltrattamento posto in essere, l'eventuale comunicazione di dati a terzi e tuttigli altri elementi indicati nell'art. 13. Tra l'altro, a nulla rileva il fattoche i dati sono raccolti per adempiere a un obbligo di legge, che nel caso dispecie è individuato nell'art. 128 del TULPS, in quanto non è applicabile alcaso di specie la disposizione di cui all'art. 13, comma 5, lett. a), cheesonera dall'informativa solo nell'ipotesi in cui i dati personali, trattati inbase a un obbligo previsto dalla legge, da un regolamento o dalla normativacomunitaria, sono raccolti presso terzi (e non dall'interessato). Pertanto, lasussistenza di un obbligo di legge non esime il titolare del trattamentodall'obbligo di rendere l'informativa. In questo caso, occorre, comunque,considerare che non risultando in atti che i dati raccolti attraverso i modulicartacei fossero inseriti in banche dati informatiche, la violazione può essereconsiderata di minore gravità. Quanto, invece, al form presente sul sito internet,le circostanze richiamate dalla parte non sono idonee ad escludere laresponsabilità in ordine alla relativa contestazione. Infatti, l'incaricoaffidato a una ditta esterna, documentato solo per ciò che riguarda ilcorrispettivo e non anche per gli adempimenti ad essa spettanti, non può inogni caso escludere che debba essere il titolare del trattamento a predisporretutti gli adempimenti necessari in materia di privacy, al fine di rendere iltrattamento conforme alle disposizioni del Codice. Così non può sostenersi cheil mancato inserimento dell'informativa sia dovuta a una ignoranza del precettonormativo, che ai sensi dell'art. 3 della legge 24 novembre 1981 n. 689 puòescludere la colpa quando si fondi su un elemento positivo e idoneo adeterminare un errore scusabile, elementi non riscontrabili in questo caso. Ilnumero assai esiguo di contatti effettuati è, invece, valutabile sotto ilprofilo della gravità della violazione, che deve considerarsi di lieve entità,e ai fini della quantificazione della sanzione;

RILEVATOche Franco Oro più srl ha effettuato un trattamento di dati personali (art. 4comma 1, lett. a) e b) del Codice) attraverso due moduli di raccolta dati senzarendere l'informativa agli interessati ai sensi dell'art. 13 del Codice;

VISTOl'art. 161 del Codice che punisce la violazione delle disposizioni di cuiall'art. 13 con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma daseimila euro a trentaseimila euro;

RITENUTOche ricorrono le condizioni per applicare l'art. 164-bis, comma 1, del Codiceil quale prevede che se taluna delle violazioni di cui agli artt. 161, 162, 163e 164 è di minore gravità, i limiti minimi e massimi stabiliti negli stessiarticoli sono applicati in misura pari a due quinti;

VISTAla legge 24 novembre 1981 n. 689, e successive modificazioni e integrazioni;

CONSIDERATOche, ai fini della determinazione dell'ammontare della sanzione pecuniaria,occorre tenere conto, ai sensi dell'art. 11 della legge 24 novembre 1981 n.689, dell'opera svolta dall'agente per eliminare o attenuare le conseguenzedella violazione, della gravità della violazione, della personalità e dellecondizioni economiche del contravventore;

RITENUTOdi dover determinare, ai sensi dell'art. 11 della legge 24 novembre 1981 n.689, l'ammontare delle sanzioni pecuniarie previste dall'art. 161 nella misuradi euro 2.400,00 (duemilaquattrocento), in relazione all'omessa informativa suimoduli cartacei, e nella misura di euro 2.400,00 (duemilaquattrocento), inrelazione all'omessa informativa sul sito internet, entrambe applicate incombinato disposto con l'art. 164-bis, comma 1, per un ammontare complessivopari a euro 4.800,00 (quattromilaottocento);

VISTAla documentazione in atti;

VISTEle osservazioni dell'Ufficio, formulate dal segretario generale ai sensidell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000, adottato con deliberazionedel 28 giugno 2000;

RELATORE la prof.ssa Licia Califano;

ORDINA

a FrancoOro più srl, con sede legale in Mestre (VE), viale San Marco n. 49/A, P.I.04079070274, in persona del legale rappresentante pro-tempore, di pagare lasomma di euro 4.800,00 (quattromilaottocento) a titolo di sanzioneamministrativa pecuniaria per le violazioni previste dall'art. 161 del Codice;

INGIUNGE

allamedesima società di pagare la somma di euro 4.800,00 (quattromilaottocento)secondo le modalità indicate in allegato, entro 30 giorni dalla notificazionedel presente provvedimento, pena l'adozione dei conseguenti atti esecutivi anorma dall'art. 27 della legge 24 novembre 1981, n. 689, prescrivendo che,entro il termine di giorni 10 (dieci) dal versamento, sia inviata a questaAutorità, in originale o in copia autentica, quietanza dell'avvenutoversamento.

Ai sensidegli artt. 152 del Codice e 10 del d. lg. n. 150/2011, avverso il presenteprovvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziariaordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha laresidenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trentagiorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessantagiorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 20 marzo 2014

Il presidente
Soro

Il relatore
Califano

Il segretario generale
Busia