Garante per la protezione
    dei dati personali


Comunicazione per via telefonica didati personali relativi ad un dipendente

PROVVEDIMENTO DEL 10 APRILE 2014

Registro dei provvedimenti
 n. 187 del 10 apriile 2014

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATIPERSONALI

NELLAriunione odierna, in presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della dott.ssa Giovanna BianchiClerici e della prof.ssa Licia Califano, componenti, e del dott. GiuseppeBusia, segretario generale;

VISTOil d.lg. 30 giugno 2003, n. 196 (Codice in materia di protezione dei datipersonali, di seguito "Codice");

VISTAil reclamo del 5 luglio 2013 presentato da XY nei confronti del Tribunalemilitare di Verona;

ESAMINATAla documentazione in atti;

VISTEle osservazioni formulate dal segretario generale ai sensi dell'art. 15 delregolamento del Garante n. 1/2000;

RELATOREil dott. Antonello Soro;

PREMESSO

1.Con reclamo del 5 luglio 2013 (riferito ad una vicenda oggetto di segnalazionepresentata il 28 maggio 2012), XY ha lamentato che il responsabile dellagestione del personale civile del Tribunale militare di Verona (presso il qualeil reclamante prestava servizio), ponendosi "al di fuori di ogni normativaattinente la gestione del personale in malattia", avrebbe contattatotelefonicamente il proprio medico di base "contestando il fatto che [gli]fosse stato concesso un ulteriore periodo di malattia".

2.1.A seguito di una richiesta di elementi formulata dall'Ufficio il Presidente delTribunale militare di Verona, con comunicazione del 10 ottobre 2012, harappresentato che:

a. ilreclamante, a far data dal 6 aprile 2012, ha usufruito di periodi di assenzadal servizio per malattia – alternati a permessi studio e a un permessoelettorale – in occasione dei quali il datore di lavoro ha dispostoalcune visite fiscali il cui esito (in due specifici casi: giudizio di idoneitàa riprendere servizio formulato dal medico fiscale; assenza del reclamante alproprio domicilio), unitamente ad ulteriori circostanze apprese successivamente(partecipazione del reclamante in qualità di relatore ad un seminario di studioin ambito universitario nel corso del periodo di assenza per malattia), è statoritenuto "suscettibil[e] di valutazione da parte della competente autoritàgiudiziaria";

b. ilPresidente del Tribunale ha, quindi, delegato il "direttore dellacancelleria, responsabile della gestione del personale civile [] nonchéresponsabile del trattamento dei dati personali", ad accertare "laveridicità materiale dei certificati rilasciati dal medico curante [delreclamante] non avendo ancora quest'Ufficio la possibilità di riceverli per viatelematica, ma anche per metterlo al corrente di quanto constatato, in modo chepotesse trarre le sue pertinenti conclusioni e operare per il meglio, nelrispetto della sua scienza e coscienza";

c. diconseguenza il responsabile del personale "ha contattato il medico che haconfermato l'autenticità dei certificati e, senza minimamente chiedergliindicazioni sul tipo di patologia diagnosticato [] gli ha solo rappresentatoquanto constatato in merito alla partecipazione del suo assistito al convegno []in luogo ben distante dalla residenza, nel periodo di diagnosticatamalattia" nonché la circostanza che nel medesimo periodo il reclamante avevaaltresì "svolto funzioni di rappresentante di lista"; sempre in basea quanto dichiarato, pertanto, nel corso di un "brevissimo colloquio []il tutto si è risolto nell'informare il sanitario di ciò che era statoconstatato".

2.2.Il reclamante, con successive note, ribadita la valutazione di illiceità dellacomunicazione effettuata, ha rappresentato che:

a. lacomunicazione telefonica con il medico che aveva redatto i certificati dimalattia, effettuata "onde sindacare il motivo del mancato rientro inservizio del lavoratore a seguito della scadenza di precedente periodo diassenza [] appare del tutto ultrone[a] [] quando tali certificati,debitamente muniti di numero di protocollo, sono inviati all'INPS, di talchéogni verifica di autenticità poteva essere effettuata presso l'Istitutoprevidenziale" (cfr. nota di replica del 13 novembre 2012);

b. ilPresidente del Tribunale aveva già segnalato alla Procura della Repubblica –"in data 14 maggio 2012 [] anteriormente alla telefonata del 22 maggio2012" – sia il comportamento dello stesso reclamante che quello delmedico che aveva provveduto a redigere le certificazioni sanitarie (cfr.comunicazioni del 24 e 28 maggio 2013).

2.3.Il Ministero della Difesa – Direzione generale per il personale civile, alquale sono stati richiesti elementi relativamente alla titolarità deltrattamento di dati personali oggetto di reclamo, nel rappresentare che ilTribunale Militare di Verona "ha già fornito esaustivi chiarimenti sullavicenda", ha altresì evidenziato che l'amministrazione, con D.M. n. 203del 13 aprile 2006 (e, successivamente, con d.P.R. n. 90 del 15 marzo 2010) haindividuato "i tipi di dati sensibili e giudiziari e le operazionieseguibili da parte dell'Amministrazione della Difesa nello svolgimento delleproprie funzioni istituzionali" (cfr. nota trasmessa il 4.12.2013).

3.1.Con riferimento alla vicenda in esame deve preliminarmente ritenersi che, aisensi e per gli effetti previsti dall'art. 28 del Codice, il Ministero dellaDifesa risulta titolare del trattamento dei dati personali del reclamante.Infatti è il Ministero che, in base alla normativa vigente (cfr., inparticolare, l'art. 23 del D.M. 16 gennaio 2013 "Struttura delSegretariato generale, delle Direzioni generali e degli Uffici centrali delMinistero della difesa, in attuazione dell'articolo 113, comma 4 del decretodel Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 90, recante il testo unicodelle disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare"),decide sulle finalità e le modalità dei trattamenti riferiti al personale,ancorché materialmente effettuati presso i singoli Uffici giudiziari (ivicompreso il Tribunale militare di Verona) (in merito v. anche: Provv. 5 dicembre 2013, n. 545 e 5 dicembre 2013, n. 546).

3.2.Ciò premesso, in base alle dichiarazioni ed alla documentazione in atti fornitadalle parti – della cui veridicità si può essere chiamati a rispondere aisensi dell'art. 168 del Codice ("Falsità nelle dichiarazioni enotificazioni al Garante") – risulta accertato che la responsabiledel personale del Tribunale militare ha comunicato telefonicamente al medicoautore delle certificazioni sanitarie riferite allo stato di malattia delreclamante, informazioni relative a quest'ultimo di natura non sensibile(partecipazione ad un convegno e, in qualità di rappresentante di lista, ad unaconsultazione elettorale) nell'ambito di un'attività volta a far valere idiritti dell'amministrazione in relazione ad una certificazione medicaasseritamente non veritiera (finalità, quest'ultima, risultante anchedall'inoltro di una segnalazione alla competente Procura della Repubblica).

3.3.Posto che il datore di lavoro può, in relazione a tale menzionata finalità ditutela, legittimamente attivare gli strumenti di controllo previsti dalladisciplina di settore anche al fine di prevenire o contrastare condotteassenteistiche (visite fiscali, contestazione diretta al dipendente; cfr. art.5, l. 20 maggio 1970, n. 300, Accertamenti sanitari; d. lg. 30 marzo 2001, n.165, art. 55-septies, Controlli sulle assenze) nonché rivolgersi all'autoritàgiudiziaria competente al fine di verificare l'attendibilità dellacertificazione prodotta dal lavoratore ed accertare eventuali illeciti (cfr.sul punto Linee guida in materia di trattamento di dati personali di lavoratoriper finalità di gestione del rapporto di lavoro in ambito pubblico del 14giugno 2007, punto 8.2), purtuttavia in base alla disciplina inmateria di protezione dei dati personali, tale attività – da svolgersicomunque nel rispetto dei principi di pertinenza e non eccedenza rispetto allefinalità perseguite – qualora comporti una comunicazione di dati devetrovare fondamento in una norma di legge o di regolamento (ex art. 19, comma 3,del Codice; cfr., nello stesso senso, Provv. 24 settembre 2001).

Inproposito non risultano, invece, contemplate dalla disciplina vigente attivitàdi accertamento svolte dal datore di lavoro direttamente presso il medico cheredige la certificazione sanitaria (semmai, in aggiunta agli strumenti suindicati, è possibile effettuare una segnalazione all'ordine professionale diappartenenza del medico).

4.Ritenuto pertanto illecito per i motivi suesposti il trattamento dei datipersonali del reclamante effettuato nell'ambito della comunicazione telefonicaintercorsa tra il responsabile del personale del Tribunale militare e il medicoche aveva redatto le certificazioni sanitarie riferite al reclamante stesso, siprescrive al Ministero della Difesa - Direzione generale per il personalecivile, di adottare opportune misure, idonee a conformare il trattamento deidati personali alle disposizioni previste dal Codice, con particolareriferimento alla comunicazione di dati personali dei dipendenti (cfr. artt. 18e ss. del Codice).

TUTTO CIO' PREMESSO, IL GARANTE

ritenutaillecita nei termini di cui in motivazione la comunicazione di dati personaliriferiti al reclamante effettuata nell'ambito della comunicazione telefonicaintercorsa tra la responsabile del personale del Tribunale militare e il medicoche aveva redatto le certificazioni sanitarie (riferite al reclamante), aisensi degli artt. 143, comma 1, lett. b) e 154, comma 1, lett. c) del Codiceprescrive al Ministero della Difesa - Direzione generale per il personalecivile, di adottare opportune misure, idonee a conformare il trattamento deidati personali alle disposizioni previste dal Codice, con particolareriferimento alla comunicazione di dati personali dei dipendenti (cfr. artt. 18e ss. del Codice).

Ai sensidegli artt. 152 del Codice e 10 del d.lg. n. 150/2011, avverso il presenteprovvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziariaordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha laresidenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trentagiorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessantagiorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 10 aprile 2014

Il presidente
Soro

Il relatore
Soro

Il segretario generale
Busia