Garante per la protezione
    dei dati personali


Ordinanza di ingiunzione nei confrontidi Concetta Vivino

PROVVEDIMENTO DEL 8 MAGGIO 2014

Registro dei provvedimenti
 n. 234 dell'8 maggio 2014

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATIPERSONALI

NELLAriunione odierna, alla presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della dott.ssa Giovanna BianchiClerici e della prof.ssa Licia Califano, componenti e del dott. Giuseppe Busia,segretario generale;

RILEVATOche il Comando Compagnia della Guardia di finanza di Catanzaro, nell'ambito diun'attività di controllo in materia di scontrini e ricevute fiscali, haaccertato, in data 27 aprile 2012, che l'Impresa Individuale Vivino Concetta.Cod. Fisc.: VVN CCT 63C61C352V, con sede in Catanzaro, via Bausan n. 3/5, inpersona della titolare sig.ra Concetta Vivino, nata a Catanzaro, il 21 marzo1963, effettua, quale titolare, un trattamento di dati personali mediantel'utilizzo di un impianto di videosorveglianza composto da nr. 6 telecamere,un'unità di registrazione e un monitor, omettendo di rendere un'idoneainformativa semplificata ai sensi dell'art. 13 del d.lg. 30 giugno 2003, n. 196recante Codice in materia di protezione dei dati personali (di seguitodenominato Codice) e del provvedimento in materia di videosorveglianza datato 8aprile 2010;

VISTOil verbale n. 01/2012 del 27 aprile 2012 con cui è stata contestata allapredetta Impresa Individuale, la violazione amministrativa prevista dall'art.161, in relazione all'art. 13 del Codice, informandola della facoltà dieffettuare il pagamento in misura ridotta ai sensi dell'art. 16 della legge 24novembre 1981 n. 689;

ESAMINATOil rapporto della Compagnia della Guardia di finanza di Catanzaro predispostoai sensi dell'art. 17 della legge n. 689/1981, dal quale risulta che non èstato effettuato il pagamento in misura ridotta;

VISTOlo scritto difensivo, datato 22 maggio 2012, inviato ai sensi dell'art. 18della legge n. 689/1981 nel quale l'Impresa Individuale, precisando di averpresentato in data 19 ottobre 2009 istanza di autorizzazione all'istallazionedi impianti audiovisivi ai sensi dell'art. 4 della legge 20 maggio 1970 n. 300alla Direzione provinciale del lavoro di Catanzaro, ha evidenziato di essersiavvalsa, in data 14 settembre 2009, dell'Impresa Individuale Sicurel di GarceaGraziano Mattia per la manutenzione e l'ampliamento dell'impianto divideosorveglianza in questione nonché per "() l'applicazione dei cartelliin prossimità della porta di ingresso clienti e nelle vicinanze dellecasse", giustificando l'accertata assenza delle informative semplificateai sensi dell'art. 13 del Codice presso le casse e all'ingresso dell'eserciziocon il fatto che "() con tutta probabilità – poiché erano in attole sostituzioni delle vetrofanie-adesive pubblicitarie in loco da parte delpersonale - il medesimo cartello o perché volontariamente danneggiato o perdisattenzione del personale è stato momentaneamente occultato o asportato ()".Ha rilevato, altresì, come "() vi era la presenza di un altro cartello perfettamentedistinguibile nonché dei monitor nell'immediate vicinanze dell'ingresso e talecircostanza assolve all'obiettivo previsto dalla legge ()", ove,peraltro, "La mancanza () sul cartello della sola indicazione delnominativo della titolare non rappresenta elemento tale da giustificare unasanzione di siffatta portata";

VISTOil verbale di audizione delle parti redatto in data 3 dicembre 2012 ai sensidell'art. 18 della legge n. 689/1981, nel quale l'Impresa Individuale hasostanzialmente ribadito quanto argomentato negli scritti difensivi;

RITENUTOche le argomentazioni addotte non risultano idonee per escludere laresponsabilità in relazione a quanto contestato. Posto che aver presentatoistanza di autorizzazione all'istallazione di impianti audiovisivi ai sensidell'art. 4 della legge 20 maggio 1970 n. 300, non assolve dall'obbligo difornire la prescritta informativa agli interessati ai sensi dell'art. 13 delCodice, si evidenzia come le predette argomentazioni non sostanziano ladisciplina di cui all'art. 3 della legge n. 689/1981, inapplicabile al caso dispecie, atteso che l'errore sulla liceità del fatto, comunemente indicato comebuona fede, può rilevare come causa di esclusione della responsabilità soloquando esso risulti incolpevole. A tal fine occorre, cioè, un elemento positivoidoneo ad indurre un errore siffatto, non ovviabile dall'interessato conl'ordinaria diligenza (Cass. Civ. sez. I del 21 febbraio 1995 n. 1873; Cass.Civ. sez II del 13 marzo 2006, n. 5426), elemento che, nel caso di specie, non èriscontrabile. Inoltre, la circostanza che il titolare del trattamento si siaavvalso della collaborazione di una ditta esterna per la manutenzionedell'impianto di videosorveglianza non esime il medesimo dall'obbligo diverificare la correttezza del trattamento e, pertanto, di renderel'informativa. Riguardo alla"() la presenza di un altro cartelloperfettamente distinguibile ()", si osserva come la Guardia di finanza,nel verbale di contestazione, abbia puntualmente accertato, ai sensi dell'art.13 della legge n. 689/1981, come l'unico cartello recante l'informativasemplificata di cui all'art. 13 del Codice non solo non fosse visibile agliinteressati che accedevano ai locali dell'Impresa Individuale, ma fosse ancheprivo dell'indicazione del titolare del trattamento, atteso che taleindicazione, unitamente alla finalità del medesimo sono requisiti essenziali,ai sensi del citato art. 13 del Codice e del provvedimento del Garante inmateria di videosorveglianza dell'8 aprile 2010, dell'informativa"minima" così come definita dall'Autorità. Inoltre, in ordine allaquantificazione dell'importo della contestazione, si evidenzia come l'organoaccertatore ha solamente indicato, così come prescritto dall'art. 16 dellalegge n. 689/1981, l'importo da pagare ai fini dell'esercizio della facoltà didefinire in via breve il procedimento sanzionatorio;

RILEVATO,pertanto, che l'Impresa Individuale ha effettuato un trattamento di datipersonali (art. 4 comma 1, lett. a) e b) del Codice) , omettendo di rendereun'idonea informativa di ai sensi dell'art. 13 del Codice, nella formasemplificata prevista dal provvedimento in materia di videosorveglianza datato8 aprile 2010;

VISTOl'art. 161 del Codice, che punisce la violazione delle disposizioni di cuiall'art. 13 del medesimo Codice con la sanzione amministrativa del pagamento diuna somma da seimila euro a trentaseimila euro;

RITENUTO,in ogni caso, che sussistono gli elementi che consentono di applicare laprevisione di cui all'art. 164-bis, comma 1, del Codice per l'illecitocontestato;

CONSIDERATOche, ai fini della determinazione dell'ammontare della sanzione pecuniaria,occorre tenere conto, ai sensi dell'art. 11 della legge n. 689/1981, dell'operasvolta dall'agente per eliminare o attenuare le conseguenze della violazione,della gravità della violazione, della personalità e delle condizioni economichedel contravventore e che pertanto l'ammontare della sanzione pecuniaria deveessere quantificato nella misura di euro 2.400,00 (duemilaquattrocento);

VISTAla documentazione in atti;

VISTAla legge n. 689/1981, e successive modificazioni e integrazioni;

VISTEle osservazioni dell'Ufficio, formulate dal segretario generale ai sensidell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000, adottato con deliberazionedel 28 giugno 2000;

RELATOREla prof.ssa Licia Califano;

ORDINA

allasig.ra Concetta Vivino, nata a Catanzaro, il 21 marzo 1963, nella sua qualitàdi titolare dell'Impresa Individuale Vivino Concetta. Cod. Fisc.: VVN CCT63C61C352V, con sede in Catanzaro, via Bausan n. 3/5, di pagare la somma dieuro 2.400,00 (duemilaquattrocento) a titolo di sanzione amministrativapecuniaria per la violazione prevista dall'art. 161 del Codice, in combinatodisposto con l'art. 164-bis, comma 1 del Codice;

INGIUNGE

allamedesima Impresa individuale di pagare la somma di euro 2.400,00(duemilaquattrocento), secondo le modalità indicate in allegato, entro 30giorni dalla notificazione del presente provvedimento, pena l'adozione deiconseguenti atti esecutivi a norma dall'art. 27 della legge 24 novembre 1981,n. 689, prescrivendo che, entro il termine di giorni 10 (dieci) dal versamento,sia inviata a questa Autorità, in originale o in copia autentica, quietanzadell'avvenuto versamento.

Aisensi degli artt. 152 del Codice e 10 del d.lg. n. 150/2011, avverso ilpresente provvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziariaordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha laresidenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trentagiorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessantagiorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 8 maggio 2014

Il presidente
Soro

Il relatore
Califano

Il segretario generale
Busia