Garante per la protezione
    dei dati personali


Ordinanza di ingiunzione nei confronti di Eismanns.r.l.

PROVVEDIMENTO DEL 22 MAGGIO 2014

Registrodei provvedimenti
 n. 262 del 22 maggio 2014

 

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

NELLAriunione odierna, alla presenza del dott. Antonello Soro, presidente, della dott.ssaAugusta Iannini, vicepresidente, della dott.ssa Giovanna Bianchi Clerici edella prof.ssa Licia Califano, componenti e del dott. Giuseppe Busia,segretario generale;

RILEVATOche, con il provvedimento n. 126 del 29 marzo 2012, il Garante per la protezionedei dati personali ha accertato, tra l'altro, che Eismann s.r.l., con sede inSona (Vr), via Molino n. 18, P.I.: 01718750233, in persona del legalerappresentante pro-tempore, ha effettuato una chiamata telefonica di naturapromozionale nei confronti del sig. Massimo Adami, senza acquisirne unpreventivo consenso espresso in violazione di quanto previsto dall'art. 23 delCodice in materia di protezione dei dati personali (di seguito denominato"Codice") e camuffando o celando l'identità del chiamante ovverosenza fornire un idoneo recapito presso il quale l'interessato possa esercitarei diritti di cui all'art. 7 del Codice, in violazione delle disposizioni di cuiall'art. 130, comma 5, del Codice;

VISTO ilverbale n. 11367/75576 del 2 maggio 2012 (che qui deve intendersi integralmenterichiamato) con cui sono state contestate alla predetta società, in persona dellegale rappresentante pro-tempore, due violazioni amministrative previstedall'art. 162, comma 2-bis del Codice, in relazione, una all'art. 23 e l'altraall'art. 130, comma 5, informandola della facoltà di effettuare, per entrambe,il pagamento in misura ridotta ai sensi dell'art. 16 della legge n. 689/1981;

ESAMINATOil rapporto dell'Ufficio del Garante per la protezione dei dati personali,predisposto, per entrambi i rilievi di cui alla contestazione in argomento, aisensi dell'art. 17 della legge n. 689/1981, dal quale non risulta essere statoeffettuato il pagamento in misura ridotta;

VISTO loscritto difensivo datato 9 luglio 2012 e inviato ai sensi dell'art. 18 dellalegge n. 689/1981, con il quale la società, dopo aver specificato che "() non intende certamente negare la circostanza di aver effettuato telefonatecommerciali nei confronti del signor Massimo Adami, né quella di non essere ingrado di documentare per iscritto un eventuale consenso a taletrattamento", ha evidenziato la propria buona fede in ragione del fattoche "() la società non intendeva certamente effettuare una comunicazionecommerciale anonima, () avendo espressamente dichiarato le proprie generalitàall'inizio della chiamata  ()". Inoltre, illustrandodettagliatamente tutte le iniziative intraprese sin dalla ricezione dellarichiesta di informazioni dell'Ufficio corredata dalla segnalazione del sig. MassimoAdami, e al fine di rendere leciti i trattamenti di dati secondo quantoindicato nel provvedimento del Garante n. 126 del 29 marzo 2012, ha richiesto,tra l'altro, l'applicazione dell'art. 164-bis, comma 1 del Codice;

VISTO ilverbale di audizione delle parti del 12 novembre 2012 nel quale la società haribadito quanto argomentato negli scritti difensivi;

RITENUTOche le argomentazioni addotte non risultano idonee in relazione a quantocontestato. Quanto argomentato relativamente all'asserita buona fede del trasgressorein ordine alla violazione dell'art. 130, comma 5 del Codice, non sostanziaalcuno degli elementi costitutivi dell'errore scusabile di cui all'art. 3 dellalegge n. 689/1981. In effetti l'errore sulla liceità del fatto, comunementeindicato come buona fede, può rilevare come causa di esclusione dellaresponsabilità solo quando esso risulti incolpevole. A tal fine occorre, cioè,un elemento positivo idoneo ad indurre un errore siffatto, non ovviabiledall'interessato con l'ordinaria diligenza (Cass. Civ. sez. I del 21 febbraio1995 n. 1873; Cass. Civ. sez II del 13 marzo 2006, n. 5426), elemento che, nelcaso di specie, non è riscontrabile;

RILEVATOche la società, operando in qualità di titolare ai sensi degli artt. 4 e 28 delCodice, ha svolto trattamenti di dati personali (così come qualificatidall'art. 4, comma 1, lett. b), del Codice), finalizzati all'effettuazione diuna comunicazione promozionale al numero di utenza telefonica fissa delsegnalante, senza aver acquisito il preventivo consenso di cui all'art. 23 delCodice nonchè camuffando o celando l'identità del chiamante ovvero senzafornire un idoneo recapito presso il quale poter esercitare i diritti di cuiall'art. 7 del Codice, in violazione delle disposizioni di cui all'art. 130,comma 5, del Codice

VISTOl'art. 162, comma 2-bis del Codice, che punisce la violazione sia delledisposizioni indicate nell'art. 23 che quelle indicate nell'art. 130, comma 5,con la sanzione amministrativa, per ciascuna delle due violazioni, delpagamento di una somma da diecimila euro a centoventimila euro;

CONSIDERATOche, ai fini della determinazione dell'ammontare della sanzione pecuniaria,occorre tenere conto, ai sensi dell'art. 11 della legge n. 6891981, dell'operasvolta dall'agente per eliminare o attenuare le conseguenze della violazione,della gravità della violazione, della personalità e delle condizioni economichedel contravventore;

CONSIDERATOche, nel caso in esame:

a) inordine all'aspetto della gravità, gli elementi dell'entità del pregiudizio o delpericolo, della modalità della condotta e dell'intensità dell'elementopsicologico non sono connotati da elementi specifici;

b) aifini della valutazione dell'opera svolta dall'agente, deve essere consideratoil fatto che il trasgressore ha dettagliatamente illustrato tutte le iniziativevolte a rendere leciti i trattamenti di dati oggetto di contestazione;

c) circala personalità dell'autore della violazione, deve essere considerata lacircostanza che la società non ha precedenti specifici nella materia dellatutela dei dati personali;

d) inmerito alle condizioni economiche dell'agente, si rileva che la società, perl'anno 2012, ha dichiarato un ingente valore della produzione unitamente a uncospicuo utile di esercizio;

RITENUTOdi dover determinare, ai sensi dell'art. 11 della legge n. 689/1981,l'ammontare delle sanzioni pecuniarie, in ragione dei suddetti elementivalutati nel loro complesso, nella misura di euro 20.000,00 (ventimila) perciascuno dei due rilievi, per un importo complessivo pari a euro 40.000,00(quarantamila);

VISTA ladocumentazione in atti;

VISTA lalegge 24 novembre 1981 n. 689, e successive modificazioni e integrazioni;

VISTE leosservazioni dell'Ufficio formulate dal segretario generale ai sensi dell'art.15 del regolamento del Garante n. 1/2000, adottato con deliberazione del 28giugno 2000;

RELATOREla  dott.ssa Augusta Iannini;

ORDINA

aEismann s.r.l., con sede in Sona (Vr), via Molino n. 18, P.I.: 01718750233, inpersona del legale rappresentante pro-tempore, di pagare la somma di euro40.000,00 (quarantamila) a titolo di sanzione amministrativa pecuniaria per ledue violazioni previste dall'art. 162, commi 2-bis del Codice indicate inmotivazione;

INGIUNGE

allamedesima società di pagare la somma di euro 40.000,00 (quarantamila) secondo lemodalità indicate in allegato, entro 30 giorni dalla notificazione del presenteprovvedimento, pena l'adozione dei conseguenti atti esecutivi a norma dall'art.27 della legge 24 novembre 1981, n. 689, prescrivendo che, entro il termine digiorni 10 (dieci) dal versamento, sia inviata a questa Autorità, in originale oin copia autentica, quietanza dell'avvenuto versamento.

Aisensi degli artt. 152 del Codice e 10 del d.lg. n. 150/2011, avverso ilpresente provvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziariaordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha laresidenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trentagiorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessantagiorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 22 maggio 2014

Il presidente
Soro

Il relatore
Iannini

Il segretario generale
Busia