Garante per la protezione
    dei dati personali


Ordinanza di ingiunzione nei confrontidi Comune di Terni

PROVVEDIMENTO DEL 5 GIUGNO 2014

Registro dei provvedimenti
 n. 284 del 5 giugno 2014

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATIPERSONALI

NELLAriunione odierna, alla presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della dott.ssa Giovanna BianchiClerici e della prof.ssa Licia Califano, componenti e del dott. Giuseppe Busia,segretario generale;

RILEVATOche, nell'ambito di un'istruttoria relativa a una segnalazione nella quale silamentava la pubblicazione sul sito web del Comune di Terni P.Iva: 00175660554,con sede in Terni, piazza Ridolfi n. 1, in persona del legale rappresentantepro-tempore, della Determinazione dirigenziale n. 953 del 7 aprile 2011 aventead oggetto una ingiunzione di pagamento contenente informazioni e datipersonali del segnalante, indicizzata anche nel motore di ricerca Google;

CONSIDERATOche l'Ufficio, a seguito della citata segnalazione, ha formulato una richiestadi informazioni a fronte della quale il Comune, con la nota datata 18 aprile2012, ha fornito riscontro consentendo di accertare che la pubblicazione delprovvedimento contenente i dati personali del segnalante sul sito istituzionaledel Comune di Terni è avvenuta per un arco di tempo eccedente quello di 15giorni previsto dall'art. 124 del d. lg. 18 agosto 2000 n. 267 e che in talmodo il Comune ha causato una diffusione di dati personali in violazione diquanto disposto dall'art. 19, comma 3, del d.lg. 30 giugno 2003, n. 196 recanteCodice in materia di protezione dei dati personali (di seguito denominatoCodice);

VISTOil verbale n. 12915/78778 del 16 maggio 2012 con cui è stata contestata alComune di Terni, in persona del legale rappresentante pro-tempore, laviolazione amministrativa prevista dall'art. 162, comma 2-bis, del Codice, inrelazione all'art. 19, comma 3, informandolo della facoltà di effettuare ilpagamento in misura ridotta ai sensi dell'art. 16 della legge 24 novembre 1981,n. 689;

ESAMINATOil rapporto dell'Ufficio del Garante predisposto ai sensi dell'art. 17 dellalegge n. 689/1981, dal quale non risulta essere stato effettuato il pagamentoin misura ridotta;

VISTOlo scritto difensivo inviato, con apposita nota del 13 giugno 2012, ai sensidell'art. 18 della legge n. 689/1981, con il quale il Comune di Terni,nell'illustrare tutte le iniziative intraprese al fine di adottare ulteriori epiù stringenti misure a protezione dei dati personali degli interessati, haosservato come "L'art. 124 (del Testo Unico degli Enti Locali) disciplinale deliberazioni (intese come atti tipici degli organi collegiale del Comune) enon anche le determinazioni dirigenziali", ove, peraltro, "Anche avoler ritenere automaticamente applicabile l'art. 124 alle determinazionidirigenziali, v'è da rilevare che, nello spirito del TUEL (Testo Unico degliEnti Locali), il termine di 15 giorni non può essere intesi sic et simpliciter,come termine massimo di pubblicazione". Ha evidenziato, altresì, che, inbase a quanto previsto dall'art. 31, comma 7 del D.P.R. 6 giugno 2001 n. 380(quale norma legittimante alla pubblicazione e quindi diffusione dei dati) edall'art. 32 della legge 18 giugno 2009 n. 69 (istitutiva dell'albo pretorioon-line, che però ha lasciato immutata la disciplina sostanziale dellapubblicazione), "() si è ritenuto che la disciplina sostanziale daapplicare fosse ancora quella dell'art. 31 del D.P.R. 380/2001, il quale ()non prevede un termine massimo di pubblicazione". Inoltre, rileva come"L'art. 19, comma 3, del Codice () afferma () che la diffusione dei datidiversi da quelli sensibili e giudiziari è ammessa unicamente quando è ammessada una norma di legge o di regolamento; ma nulla esso dice circa la duratadella diffusione mediante pubblicazione", ragione per la quale "()riteniamo di non aver violato l'art. 19, proprio perché in tale norma non vi èalcun riferimento alla durata". Il Comune ha aggiunto che "() lapubblicazione del file (contenente la determinazione oggetto di contestazione),in realtà, non si è protratta oltre i 15 giorni, ma l'indicizzazione del filemedesimo effettuata dal motore di ricerca durante il periodo di pubblicazioneha causato il fatto che dallo stesso motore di ricerca fosse possibileraggiungere il file anche se questo non era più in pubblicazione sul nostrosito";

VISTOil verbale di audizione delle parti redatto in data 12 novembre 2012 ai sensidell'art. 18 della legge n. 689/1981, nel quale il Comune ha sostanzialmenteribadito quanto argomentato negli scritti difensivi, precisando, inoltre, chel'indicizzazione della determinazione dirigenziale in esame, oltre il terminedi 15 giorni, è stata determinata da un "disguido tecnico intervenuto trala società che gestisce il sito del Comune e quella che ha realizzato l'albopretorio on line e che il Comune si è prontamente attivato presso le suddettesocietà per la rimozione della delibera dal sito";

CONSIDERATOche le argomentazioni addotte non permettono di escludere la responsabilitàdell'ente in relazione alla contestazione in argomento. Quanto argomentato dalComune in riferimento all'art. 31, comma 7 del D.P.R. 6 giugno 2001 n. 380 eall'art. 32 della legge 18 giugno 2009 n. 69, nonché quanto osservato circa ildisposto dell'art. 124 del d.lg. 18 agosto 2000 n.267, evidenzia un diffusofraintendimento delle norme. L'art. 124 del TUEL, nel disciplinare gli obblighie le modalità di pubblicazione delle deliberazioni degli organi collegialidell'ente e delle determinazioni, statuisce, in maniera inequivoca, il terminedi 15 giorni per la pubblicazione dei provvedimenti. La disposizione da ultimocitata, come evidenziato dal Comune stesso negli scritti difensivi, alla lucedell'orientamento espresso dalla giurisprudenza amministrativa, si applica invia analogica altresì alle determinazioni dirigenziali nella sua interezza, e,quindi, anche con riferimento al termine ivi previsto. Scaduto il predettotermine la (ulteriore) diffusione di dati dell'interessato (quale è statasicuramente quella che si è realizzata a seguito della pubblicazione sul sitoInternet del Comune di Terni della determinazione dirigenziale in questione) èavvenuta senza la necessaria base giuridica, in violazione cioè dell'art. 19,comma 3 del Codice. Si rileva, altresì, come, diversamente da quanto dichiaratonella memoria difensiva, la Determinazione dirigenziale n. 953 del 7 aprile2011, contenente i dati personali dell'interessato, fosse, all'atto dellaricezione della segnalazione, ancora reperibile sul sito istituzionale delComune. Peraltro, sul punto si evidenzia come anche il solo fatto che ladeliberazione oggetto di contestazione fosse indicizzata anche nel motore diricerca Google, di per sé sostanzia la contestata violazione dell'art. 19,comma 3 del Codice. Le motivazioni esposte, pertanto, determinanol'inapplicabilità, nel caso che ci occupa, della disciplina dell'errorescusabile di cui all'art. 3 della legge n. 689/1981. In effetti l'errore sullaliceità del fatto, comunemente indicato come buona fede, può rilevare comecausa di esclusione della responsabilità solo quando esso risulti incolpevole.A tal fine occorre, cioè, un elemento positivo idoneo ad indurre un erroresiffatto, non ovviabile dall'interessato con l'ordinaria diligenza (Cass. Civ.sez. I del 21 febbraio 1995 n. 1873; Cass. Civ. sez II del 13 marzo 2006, n.5426), elemento che, nel caso di specie, non è riscontrabile;

RILEVATO,pertanto, che il Comune di Terni ha effettuato un trattamento di dati personaliai sensi dell'art. 4, comma 1, lett. a) e b) del Codice, causando, attraversola pubblicazione online della Determinazione dirigenziale n. 953 del 7/4/2011avvenuta per un arco di tempo eccedente quello di 15 giorni previsto dall'art.124 del d. lg. 18 agosto 2000 n. 267, una diffusione di dati personali inviolazione di quanto disposto dall'art. 19, comma 3, del Codice;

VISTOl'art. 162, comma 2-bis, del Codice che punisce la violazione delledisposizioni indicate nell'art. 19 del Codice, come richiamato dall'art. 167,con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da diecimila euro acentoventimila euro;

RITENUTOche, nel caso di specie, ricorrano le condizioni per applicare l'art. 164-bis,comma 1, del Codice il quale prevede che se taluna delle violazioni di cui agliart. 161, 162, 163 e 164 è di minore gravità, i limiti minimi e massimistabiliti negli stessi articoli sono applicati in misura pari a due quinti;

CONSIDERATOche, ai fini della determinazione dell'ammontare della sanzione pecuniaria,occorre tenere conto, ai sensi dell'art. 11 della legge n. 689/1981, dell'operasvolta dall'agente per eliminare o attenuare le conseguenze della violazione,della gravità della violazione, della personalità e delle condizioni economichedel contravventore e che pertanto l'ammontare della sanzione pecuniaria deveessere quantificato nella misura di euro 4.000,00 (quattromila);

VISTAla documentazione in atti;

VISTAla legge n. 689/1981, e successive modificazioni e integrazioni;

VISTEle osservazioni dell'Ufficio, formulate dal segretario generale ai sensidell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000, adottato con deliberazionedel 28 giugno 2000;

RELATOREla dott.ssa Giovanna Bianchi Clerici

ORDINA

alComune di Terni P.Iva: 00175660554, con sede in Terni, piazza Ridolfi n. 1, inpersona del legale appresentante pro-tempore, di pagare la somma di euro4.000,00 (quattromila) a titolo di sanzione amministrativa pecuniaria per laviolazione prevista dall'art. 162, comma 2-bis, del Codice indicata inmotivazione;

INGIUNGE

almedesimo di pagare la somma di euro 4.000,00 (quattromila) secondo le modalitàindicate in allegato, entro 30 giorni dalla notificazione del presenteprovvedimento, pena l'adozione dei conseguenti atti esecutivi a norma dall'art.27 della legge 24 novembre 1981, n. 689, prescrivendo che, entro il termine digiorni 10 (dieci) dal versamento, sia inviata a questa Autorità, in originale oin copia autentica, quietanza dell'avvenuto versamento.

Siavvisa che avverso il presente provvedimento, ai sensi degli artt. 152 delCodice e 10 del d.lg. n. 150/2011, può essere proposta opposizione davanti altribunale ordinario del luogo ove ha sede il titolare del trattamento entro iltermine di trenta giorni dalla notificazione del presente provvedimento.

Roma, 5 giugno 2014

Il presidente
Soro

Il relatore
Bianchi Clerici

Il segretario generale
Busia