Garante per la protezione
    dei dati personali


Ordinanza di ingiunzione nei confronti di Comune diGraffignano

PROVVEDIMENTO DEL 5 GIUGNO 2014

Registrodei provvedimenti
 n. 283 del 5 giugno 2013

 

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

NELLAriunione odierna, alla presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della dott.ssa Giovanna BianchiClerici e della prof.ssa Licia Califano, componenti e del dott. Giuseppe Busia,segretario generale;

RILEVATOche, nell'ambito di un'istruttoria relativa a una segnalazione nella quale silamentava la diffusione, tramite il sito web istituzionale del Comune diGraffignano C.F.: 00187570569, con sede in Graffignano (Vt), piazza del Comunen.7, in persona del legale rappresentante pro-tempore, di dati personali dellesegnalanti attraverso la pubblicazione online della delibera di giunta Comunalen. 97 del 21 ottobre 2011;

CONSIDERATOche l'Ufficio, a seguito della citata segnalazione, ha formulato una richiestadi informazioni a fronte della quale il Comune, con le note n. 313 del 16gennaio 2012 e n. 1621 del 23 febbraio 2012, ha fornito riscontro consentendodi accertare che la pubblicazione del provvedimento contenente i dati personalidelle segnalanti sul sito istituzionale del Comune di Graffignano è avvenutaper un arco di tempo eccedente quello di 15 giorni previsto dall'art. 124 deld. lg. 267/2000 e che in tal modo il Comune ha causato una diffusione di datipersonali in violazione di quanto disposto dall'art. 19, comma 3, del d.lg. 30giugno 2003, n. 196 recante Codice in materia di protezione dei dati personali(di seguito denominato Codice);

VISTO ilverbale n. 12527/77381 del 14 maggio 2012 con cui è stata contestata al Comunedi Graffignano, in persona del legale appresentante pro-tempore, la violazioneamministrativa prevista dall'art. 162, comma 2-bis, del Codice, in relazioneall'art. 19, comma 3, informandolo della facoltà di effettuare il pagamento inmisura ridotta ai sensi dell'art. 16 della legge 24 novembre 1981, n. 689;

ESAMINATOil rapporto dell'Ufficio del Garante predisposto ai sensi dell'art. 17 dellalegge n. 689/1981, dal quale non risulta essere stato effettuato il pagamentoin misura ridotta;

VISTO loscritto difensivo inviato ai sensi dell'art. 18 della legge n. 689/1981, con ilquale il Comune di Graffignano, evidenziando "() le difficoltàorganizzative e le problematiche legate alla carenza cronica di personale ()e, soprattutto all'insufficienza di risorse finanziarie a disposizione"con particolare riferimento al fatto che "() non esiste un responsabile ()in possesso delle professionalità e delle specifiche competenze tecnologichenell'ICT ()", ha ribadito come "() la contestata diffusione di datipersonali per un tempo eccedente quello previsto dall'art. 124 del D.Lgs.267/2000 () è derivata da una distrazione del tutto involontaria ()". Harilevato, altresì, come "() il provvedimento sanzionatorio adottatoappare eccessivo e sproporzionato () soprattutto se si tiene conto del fattoche, all'esito dell'istruttoria condotta, non è stato necessario promuoverel'adozione di alcun provvedimento prescrittivo o inibitorio del Collegio ()"."Senza considerare che la deliberazione de qua (delibera di giuntaComunale n. 97 del 21 ottobre 2011, oggetto della contestazione) non è statamai visibile ictu oculi al visitatore occasionale del sito web istituzionale ()e solo una ricerca mirata e attenta ne poteva consentire una visualizzazioneintegrale ()", ove, peraltro, sottolinea "() la ridotta portatalesiva della segnalata Deliberazione ()";

VISTO ilverbale di audizione delle parti redatto in data 11 marzo 2013 corredato daun'ulteriore nota difensiva datata 9 marzo 2013 ai sensi dell'art. 18 dellalegge n. 689/1981, nel quale il Comune ha sostanzialmente ribadito quantoargomentato negli scritti difensivi ed escludendo "() qualsiasitrattamento illecito di dati personali in questione per assoluta mancanzadell'intenzione di trarre per sé o per altri profitto o di arrecare ad altri undanno e, pertanto, si contesta il verbale di violazione amministrativa ()nella parte in cui richiama () l'art. 167 del D.lgs. 196/2003". Ad ognibuon conto ha richiesto la rateizzazione dell'eventuale sanzione comminata;

CONSIDERATOche le argomentazioni addotte non permettono di escludere la responsabilitàdell'ente in relazione alla contestazione in argomento. Quanto argomentatorelativamente all'asserita buona fede del trasgressore, non sostanzia alcunodegli elementi costitutivi dell'errore scusabile di cui all'art. 3 della leggen. 689/1981. In effetti l'errore sulla liceità del fatto, comunemente indicatocome buona fede, può rilevare come causa di esclusione della responsabilitàsolo quando esso risulti incolpevole. A tal fine occorre, cioè, un elementopositivo idoneo ad indurre un errore siffatto, non ovviabile dall'interessatocon l'ordinaria diligenza (Cass. Civ. sez. I del 21 febbraio 1995 n. 1873;Cass. Civ. sez II del 13 marzo 2006, n. 5426), elemento che, nel caso dispecie, non è riscontrabile. Riguardo l'eccessività e la sproporzione dellacontestazione, si osserva come l'Ufficio del Garante, quale organo accertatoredell'illecito contestato, non ha alcun potere discrezionale in ordine alladeterminazione dell'importo della sanzione, potendo solo indicare, come gliimpone l'art. 16 della legge n. 689/1981, l'ammontare della somma necessaria alpagamento in misura ridotta utile all'eventuale estinzione del procedimentoamministrativo sanzionatorio. Sul punto, inoltre, giova rilevare come il fattoche l'Autorità non abbia ritenuto necessario adottare alcun provvedimentoinibitorio o prescrittivo, non incide su alcuno degli elementi costitutividell'illecito contestato che, peraltro, è il primo atto di un procedimentoamministrativo, quello sanzionatorio, distinto e separato da quello generatodalla segnalazione posta a base dell'attività istruttoria. Si rileva, altresì,come i dati personali contenuti nella delibera di giunta Comunale n. 97 del 21ottobre 2011, oggetto di contestazione, non possano essere resi liberamentereperibili da chiunque sul sito istituzionale del Comune, ma debbano esserefruibili dai soli utenti interessati o, eventualmente, ai controinteressati inun procedimento amministrativo, senza che la facilità (o meno) di reperimentosul sito web del Comune della delibera in questione possa costituire unaesimente dall'obbligo in argomento. Sul punto, peraltro, si evidenzia comeanche "() la ridotta portata lesiva della segnalata Deliberazione ()",non rappresenti alcun elemento costitutivo dell'illecito contestato. Si rileva,poi, l'inconferenza delle argomentazioni relative alla "() assolutamancanza dell'intenzione di trarre per sé o per altri profitto o di arrecare adaltri un danno()", atteso che, quelli richiamati, sono elementiessenziali volti a qualificare l'elemento soggettivo del reato previstodall'art. 167 del Codice. Mentre, nel caso che ci occupa, il richiamo al citatoart. 167, contenuto nell'art. 162, comma 2-bis del Codice quale normasanzionatoria amministrativa, ha la sola funzione di indicare, mediantel'utilizzo dell'istituto del rinvio, la condotta che sostanzia l'illecitoamministrativo oggetto dell'odierna contestazione (norma violata: art. 19 delCodice);

RILEVATO,pertanto, che il Comune di Graffignano ha effettuato un trattamento di datipersonali ai sensi dell'art. 4, comma 1, lett. a) e b) del Codice, causando,attraverso la pubblicazione online della delibera di giunta Comunale n. 97 del21 ottobre 2011  avvenuta per un arco di tempo eccedente quello di 15giorni previsto dall'art. 124 del d. lg. 267/2000, una diffusione di datipersonali in violazione di quanto disposto dall'art. 19, comma 3, del Codice;

VISTOl'art. 162, comma 2-bis, del Codice che punisce la violazione delle disposizioniindicate nell'art. 167, tra le quali l'art. 19 del Codice, con la sanzioneamministrativa del pagamento di una somma da diecimila euro a centoventimilaeuro;

RITENUTOche, nel caso di specie, ricorrano le condizioni per applicare l'art. 164-bis,comma 1, del Codice il quale prevede che se taluna delle violazioni di cui agliart. 161, 162, 163 e 164 è di minore gravità, i limiti minimi e massimistabiliti negli stessi articoli sono applicati in misura pari a due quinti;

CONSIDERATOche, ai fini della determinazione dell'ammontare della sanzione pecuniaria,occorre tenere conto, ai sensi dell'art. 11 della legge 24 n. 689/1981,dell'opera svolta dall'agente per eliminare o attenuare le conseguenze dellaviolazione, della gravità della violazione, della personalità e dellecondizioni economiche del contravventore e che pertanto l'ammontare dellasanzione pecuniaria deve essere quantificato nella misura di euro 4.000,00(quattromila);

VISTA ladocumentazione in atti;

VISTA lalegge 24 novembre 1981 n. 689, e successive modificazioni e integrazioni;

VISTE leosservazioni dell'Ufficio, formulate dal segretario generale ai sensi dell'art.15 del regolamento del Garante n. 1/2000, adottato con deliberazione del 28giugno 2000;

RELATOREla prof.ssa Licia Califano;

ORDINA

alComune di Graffignano C.F.: 00187570569, con sede in Graffignano (Vt), piazzadel Comune n.7, in persona del legale appresentante pro-tempore, di pagare lasomma di euro 4.000,00 (quattromila) a titolo di sanzione amministrativapecuniaria per la violazione prevista dall'art. 162, comma 2-bis, del Codiceindicata in motivazione, frazionandola in 10 rate mensili dell'importo di400,00 (quattrocento) euro ciascuna;

INGIUNGE

allamedesima società di pagare la somma complessiva di euro 4.000,00 (quattromila)secondo le modalità indicate in allegato, i cui versamenti frazionati sarannoeffettuati a partire dal giorno 15 del mese successivo a quello in cui avverràla notifica della presente ordinanza, pena l'adozione dei conseguenti attiesecutivi a norma dall'art. 27 della legge 24 novembre 1981, n. 689,prescrivendo che, entro il termine di giorni 10 (dieci) dal versamento, siainviata a questa Autorità, in originale o in copia autentica, quietanzadell'avvenuto versamento.

Siavvisa che avverso il presente provvedimento, ai sensi dell'art. 152 delCodice, può essere proposta opposizione davanti al tribunale ordinario delluogo ove ha sede il titolare del trattamento entro il termine di trenta giornidalla notificazione del presente provvedimento.

Roma, 5 giugno 2014

Il presidente
Soro

Il relatore
Califano

Il segretario generale
Busia