Garante per la protezione
    dei dati personali


Vedi anche :Newsletter del 16 luglio2014

Trattamento e comunicazione di datipersonali nell'ambito di un condominio

PROVVEDIMENTO DEL 19 GIUGNO 2014

Registro dei provvedimenti
 n. 314 del 19 giugno 2014

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATIPERSONALI

Nellariunione odierna, in presenza del dott. Antonello Soro Presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vice presidente, della dott.ssa Giovanna BianchiClerici e della prof.ssa Licia Califano, componenti, e del dott. GiuseppeBusia, segretario generale;

Vistoil Codice in materia di protezione dei dati personali (d.lg. 30 giugno 2003, n.196; di seguito "Codice")

Vistoil reclamo con il quale il sig. KW ha lamentato l'avvenuta comunicazione aterzi, da parte del geom. XY, di informazioni personali a lui riferite inassenza del suo previo consenso;

Vistala documentazione in atti;

Vistele osservazioni formulate dal segretario generale ai sensi dell'art. 15 delregolamento del Garante n. 1/2000;

Relatorela dott.ssa Giovanna Bianchi Clerici;

PREMESSO

1.Con reclamo del 28 maggio 2013, il sig. KW, dipendente di JJ S.p.A., halamentato che il geom. XY, in data 17 gennaio 2013, in qualità diamministratore pro tempore del Condominio "YY", sito in Sacile (PN),aveva inviato una comunicazione alla sua datrice di lavoro affinché losollecitasse –"tramite il capo reparto"– a versare lasomma di euro 763,22, da lui dovuta per spese condominiali non onorate.

Ilreclamante ha sostenuto che tale comunicazione era avvenuta a sua insaputa eche, in ragione del suo invio presso la sede lavorativa e del particolare tipodi indirizzo utilizzato (XX@XX.XX), non collegato ad uno specifico ufficiodella società, erano potuti venire a conoscenza della sua esposizione debitorianon solo il suo datore di lavoro, ma anche tutti i suoi colleghi.

Pertanto,nel ritenere che il comportamento osservato dal geom. XY fosse in contrasto coni principi di protezione dei dati personali, il reclamante ha conclusochiedendo la declaratoria di illiceità del trattamento dei suoi dati personali.

2.A seguito di apposite richieste di informazioni formulate dall'Ufficio (prot.nn. 18425 del 17 luglio 2013 e 24310 del 2 ottobre 2013), il geom. XY, con notadel 21 ottobre 2013, ha ammesso la circostanza, affermando che "per unmero disguido di segreteria", dovuto alla sua temporanea assenza dalloStudio ("Studio XY"), la comunicazione era stata inviata"direttamente al datore di lavoro anziché al sig. KW" personalmente(cfr. nota del geom. XY del 21 ottobre 2013, prot. n. 26681).
Nel merito,il geom. XY ha precisato che tale comunicazione era stata effettuata suspecifica richiesta del sig. QQ, condomino del Condominio "YY" eproprietario dell'appartamento locato al sig. KW, il quale era desideroso diottenere le somme che, stante l'inadempimento di quest'ultimo, sarebbe statocostretto ad anticipare personalmente al Condominio stesso.

Piùesattamente, il geom. XY ha riferito che nell'anno 2012, alla luce dei conteggida lui effettuati in sede di riparto delle spese condominiali tra proprietarioe conduttore (cfr. al riguardo art. 9, legge 27 luglio 1978, n. 392 in tema di"Oneri accessori"), erano stati recapitati al sig. KW diversisolleciti di pagamento concernenti somme di cui egli risultava essere debitorenei confronti del Condominio. Poiché detti solleciti erano rimasti inevasi(cfr. nota del geom. XY, pervenuta via email l'8 ottobre 2013, prot. n. 25043),il sig. QQ, stante l'irreperibilità del sig. KW (che, peraltro "in data 10gennaio 2013 aveva lasciato l'immobile senza comunicare il suo nuovoindirizzo"), aveva comunicato allo "Studio XY" "il nome erecapito e-mail del datore di lavoro" del suo ex inquilino, affinchél'amministrazione condominiale potesse inviargli un'ulteriore "richiestadi pagamento delle spese condominiali non versate"; e proprio per esaudiredetta richiesta era stata predisposta la comunicazione oggetto dicontestazione, la quale, per mero disguido, era stata inviata direttamente allasocietà anziché al diretto interessato.

3.Risultando pacifici i fatti tra le parti, la definizione del procedimento èlegata alla sola verifica della corretta applicazione nella vicenda deiprincipi posti dal Codice in materia di trattamento dei dati personali.

Occorreanzitutto rilevare che la condotta osservata dal geom. XY, sostanzialmentevolta a recuperare un credito che il locatore dell'appartamento condotto dalsig. KW vantava nei suoi confronti, per le concrete modalità di espletamento hadato luogo ad una comunicazione a terzi di dati personali (art. 4, comma 1,lett. l) del Codice), che sarebbe dovuta avvenire sulla base di adeguatipresupposti di legittimità (posti dagli artt. 23 e 24) e nel rispetto deiprincipi di liceità e correttezza (art. 11, comma 1, lett. a).

Ciòpremesso, si rileva preliminarmente che il geom. XY, nella sua qualità diamministratore del Condominio, era legittimato ad inviare all'odiernoreclamante i solleciti di pagamento delle spese condominiali (e quindi atrattare i dati personali di costui) sulla base di quanto previsto dal"contratto di locazione ad uso abitativo" sottoscritto in data 1°novembre 2011 dai sigg. QQ e WW, locatori, e lo stesso sig. KW, conduttore, oveera stato espressamente convenuto che le spese condominiali sarebbero statecomunicate al conduttore direttamente dall'amministratore del Condominio protempore (cfr. clausola 6 del contratto, allegato al reclamo).

Pertanto,non vi è dubbio che il geom. XY, nell'intraprendere l'iniziativa sopradescritta −ossia inviare il sollecito di pagamento delle spesecondominiali presso il luogo di lavoro del reclamante− abbia agito, aisensi dell'art. 24, comma 1, lett. b) del Codice, in esecuzione di unaspecifica clausola contrattuale sottoscritta dall'interessato e quindinell'ambito dei poteri a lui convenzionalmente attribuiti dai contraenti.

Perquanto concerne, poi, l'osservanza dei fondamentali principi di liceità ecorrettezza posti dall'art. 11, comma 1, lett. a) del Codice, si evidenzia cheil Garante, proprio in riferimento all'attività di recupero crediti, ha avutomodo di affermare che chiunque effettui un trattamento di dati personali, inossequio ai principi di liceità e correttezza (art. 11, comma 1, lett. a) delCodice), debba astenersi dal "comunicare ingiustificatamente a soggettiterzi rispetto al debitore (quali ad esempio, [Š] colleghi di lavoro [Š])informazioni relative alla condizione di inadempimento nella quale versal'interessato (comportamento talora tenuto per esercitare indebite pressionisul debitore al fine di conseguire il pagamento della somma dovuta)",avendo cura di evitare "nel tentativo di prendere contatto con il medesimo(anche attraverso terzi) comportamenti suscettibili di incidere sulla suadignità" (v. Provv. 30 novembre 2005).

Dettoprincipio, di portata generale, e dunque applicabile anche al caso di specie,non risulta essere stato osservato in concreto dall'amministratore delCondominio "YY", considerato che costui, seppur legittimato dalcontratto di locazione a comunicare direttamente al conduttore l'ammontaredelle spese condominiali da saldare, nel dare attuazione alla specificarichiesta avanzata dal condomino QQ, proprietario dell'appartamento, avrebbedovuto adottare adeguate misure e specifici accorgimenti per precludere aisoggetti presenti sul luogo di lavoro del sig. KW di venire a conoscenza delsollecito di pagamento e, quindi, della situazione di morosità in cui egliancora versava.

Alcontrario, nel caso specifico non solo non risulta essere stata adottata alcunaprecauzione al riguardo, ma la stessa nota di sollecito è stata inviatadirettamente alla società ove l'interessato lavora, presso un indirizzo e-mailfruibile da chiunque al suo interno e con l'indicazione dell'ammontare deldebito e del relativo titolo.

Lacircostanza che detta comunicazione sia partita dallo "Studio XY" inun momento in cui il geom. XY -che ne è il titolare- era impossibilitato apresenziare non esonera il medesimo dalla responsabilità per la condottaosservata dai propri dipendenti (art. 2049 c.c.), né fa venir meno la suaqualità di "titolare del trattamento" ai sensi dell'art. 4, comma 1,lett. f) del Codice e la connessa sua responsabilità per l'illecita operazionedi comunicazione a terzi dei dati personali dell'interessato.

Neconsegue che avendo inoltrato il sollecito secondo le modalità sopra descritte,il geom. XY, "titolare del trattamento", ha posto in essere untrattamento di dati personali non conforme a legge, perché in contrasto con gliartt. 2 (in riferimento alla dignità dell'interessato), 11 comma 1, lett. a)(riguardo ai principi di liceità e di correttezza del trattamento) e 23 delCodice (essendosi verificata una comunicazione di dati personalidell'interessato sul luogo di lavoro senza un suo previo consenso - cfr. Provv.11 aprile 2013; Provv. 8 marzo 2007); in ragione di ciò, l'Autorità si riserva, con autonomo procedimento, di formulare un'eventuale contestazione amministrativaai sensi degli artt. 162, comma 2-bis e 164-bis, comma 1 del Codice.

Inogni caso, il verificarsi dell'episodio induce a ritenere che all'interno dello"Studio XY" possano ancora residuare margini di incertezza in ordinealla concreta attuazione dei principi del Codice nell'espletamento dioperazioni di comunicazione dei dati personali degli interessati; pertanto, aisensi degli artt. 143, comma 1, lett. b) e 154, comma 1, lett. c) del Codice,si ritiene di prescrivere al geom. XY, titolare del predetto Studio, diadottare ulteriori misure in grado di assicurare che la comunicazione dei datia terzi avvenga effettivamente nel rispetto delle regole poste dal Codice,impartendo, a tal fine, entro 60 giorni dalla comunicazione della presentedecisione, adeguate istruzioni ai responsabili e agli incaricati deltrattamento.

TUTTO CIO' PREMESSO, IL GARANTE:

1)dichiara l'illiceità del trattamento posto in essere dal geom. XY riguardo aidati personali del sig. KW;

2) aisensi degli artt. 143, comma 1, lett. b) e 154, comma 1, lett. c) del Codice,prescrive al geom. XY, titolare dell'omonimo Studio, di adottare ulteriorimisure in grado di assicurare che la comunicazione di dati personali a terziavvenga effettivamente nel rispetto delle regole poste dal Codice, impartendo,a tal fine, entro 60 giorni dalla comunicazione del presente provvedimento,adeguate istruzioni agli eventuali responsabili e agli incaricati deltrattamento;

3) aisensi dell'art. 157 del Codice, prescrive al geom. XY di comunicare qualiiniziative siano state intraprese al fine di dare attuazione al presenteprovvedimento entro 90 giorni dalla ricezione dello stesso; si ricorda che ilmancato riscontro alla richiesta ex art. 157 del Codice è punito con lasanzione amministrativa di cui all'art. 164 del Codice.

Aisensi degli artt. 152 del Codice e 10 del d. lg. n. 150/2011, avverso ilpresente provvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziariaordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha laresidenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trentagiorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessantagiorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 19 giugno 2014

Il presidente
Soro

Il relatore
Bianchi Clerici

Il segretario generale
Busia