Garante per la protezione
    dei dati personali


Ordinanza di ingiunzione nei confrontidi sig.ra Lai Weizhen

PROVVEDIMENTO DEL 26 GIUGNO 2014

Registro dei provvedimenti
 n. 331 del 26 giugno 2014

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATIPERSONALI

NELLAriunione odierna, alla presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della dott.ssa Giovanna BianchiClerici e della prof.ssa Licia Califano, componenti e del dott. Giuseppe Busia,segretario generale;

RILEVATOche il Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Mantova, nell'ambito diun'attività istituzionale, ha accertato, in data 8 giugno 2012, che l'ImpresaIndividuale Bar La Goccia di Lai Weizheng P.Iva: 02335430209, con sede in Goito(Mn), via XXVI aprile n. 30, in persona della sig.ra Lai Weizhen, nata aZhejang (Cina) il 1 febbraio 1979, effettuava, quale titolare, un trattamentodi dati personali mediante l'utilizzo di un impianto di videosorveglianzacomposto da nr. 2 telecamere installate all'interno dei locali dell'ImpresaIndividuale e nr. 1 monitor per la visione delle immagini, omettendo di renderel'informativa semplificata ai sensi dell'art. 13 del d.lg. 30 giugno 2003, n.196 recante Codice in materia di protezione dei dati personali (di seguitodenominato Codice) e del provvedimento in materia di videosorveglianza datato 8aprile 2010;

VISTOil verbale n. 055/051 datato 8 giugno 2012 con cui è stata contestata laviolazione amministrativa prevista dall'art. 161, in relazione all'art. 13 delCodice, informando il trasgressore della facoltà di effettuare il pagamento inmisura ridotta ai sensi dell'art. 16 della legge n. 689/1981;

ESAMINATOil rapporto del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Mantovapredisposto ai sensi dell'art. 17 della legge 24 novembre 1981, n. 689, dalquale risulta che non è stato effettuato il pagamento in misura ridotta; 

VISTOlo scritto difensivo, datato 15 giugno 2012, inviato ai sensi dell'art. 18della legge n. 689/1981 nel quale l'Impresa Individuale, ha evidenziato come"() all'atto dell'ispezione avvenuta l'8 giugno 2012 () il monitorindicato nel verbale risultava spento e quindi non era possibile visionare ()alcuna immagine ripresa ()". Inoltre, ha evidenziato come anche la scarsaconoscenza della lingua italiana determini che "La signora Lai non haassolutamente violato né coscientemente né volontariamente (art. della L.689/81) i precetti e i disposti del d.lgs. n. 196/2003, da un lato non avendoevidentemente conoscenza e coscienza del decreto stesso, e dall'altro reputandoche la propria condotta fosse lecita, molto probabilmente anche perché lenormative straniere in materia ed in particolare quella cinese, non prevede glistessi obblighi di quella italiana";

RITENUTOche le argomentazioni addotte non risultano idonee per escludere laresponsabilità in relazione a quanto contestato. Nel verbale di contestazionedell'8 giugno 2012, risulta infatti legittimamente accertato, ai sensidell'art. 13 della legge n. 689/1981, come l'Impresa Individuale disponesse diun impianto di videosorveglianza funzionante, senza che quanto argomentatoriguardo il solo monitor non funzionante, oltre a non essere sorretto da alcunelemento di riscontro, di per sé non è sufficiente a stabilire che alcuntrattamento di dati ai sensi dell'art. 4, comma 1 lett. a) del Codice venisseeffettuato. Si evidenzia, altersì, come le argomentazioni con le quali è statarichiamata la disciplina di cui all'art. 3 della legge n. 689/1981 risultanoinapplicabili al caso di specie, atteso che, come peraltro rilevato dallamenzionata giurisprudenza menzionata nello scritto difensivo, l'errore sullaliceità del fatto, comunemente indicato come buona fede, può rilevare comecausa di esclusione della responsabilità solo quando esso risulti incolpevole.A tal fine occorre, cioè, un elemento positivo idoneo ad indurre un erroresiffatto, purché non ovviabile dall'interessato con l'ordinaria diligenza che,però, nel caso di specie, non è riscontrabile a fronte di nessuna dellemotivazioni addotte dal trasgressore;

RILEVATO,pertanto, che l'Impresa Individuale ha effettuato un trattamento di datipersonali (art. 4 comma 1, lett. a) e b) del Codice), omettendo di renderel'informativa ai sensi dell'art. 13 del Codice, nella forma semplificataprevista dal provvedimento in materia di videosorveglianza datato 8 aprile 2010;

VISTOl'art. 161 del Codice che punisce la violazione delle disposizioni di cuiall'art. 13 con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma daseimila euro a trentaseimila euro;

RITENUTOche, nel caso di specie, così come rilevato nella contestazione, ricorrono lecondizioni per applicare l'art. 164-bis, comma 1, del Codice il quale prevedeche se taluna delle violazioni di cui agli art. 161, 162, 163 e 164 è di minoregravità, i limiti minimi e massimi stabiliti negli stessi articoli sono applicatiin misura pari a due quinti;

CONSIDERATOche, ai fini della determinazione dell'ammontare della sanzione pecuniaria,occorre tenere conto, ai sensi dell'art. 11 della legge 24 novembre 1981 n.689, dell'opera svolta dall'agente per eliminare o attenuare le conseguenzedella violazione, della gravità della violazione, della personalità e dellecondizioni economiche del contravventore;

RITENUTOdi dover determinare, ai sensi dell'art. 11 della legge n. 689/1981,l'ammontare della sanzione pecuniaria di cui all'art. 161 del Codice incombinato disposto con l'art. 164-bis, comma 1, nella misura di euro 2.400,00(duemilaquattrocento);

VISTAla documentazione in atti;

VISTAla legge 24 novembre 1981 n. 689, e successive modificazioni ed integrazioni;

VISTEle osservazioni dell'Ufficio, formulate dal segretario generale ai sensidell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000;

RELATOREla dott.ssa Giovanna Bianchi Clerici;

ORDINA

allasig.ra Lai Weizhen, nata a Zhejang (Cina) il 1 febbraio 2979, quale titolaredell'Impresa Individuale Bar La Goccia di Lai Weizheng P.Iva: 02335430209, consede in Goito (Mn), via XXVI aprile n. 30, di pagare la somma di euro 2.400,00(duemilaquattrocento) a titolo di sanzione amministrativa pecuniaria per laviolazione prevista dall'art. 161 del Codice indicata in motivazione,frazionandola in 20 rate mensili dell'importo di 120,00 (centoventi) eurociascuna;

INGIUNGE

almedesimo soggetto di pagare la somma complessiva di euro 2.400,00(duemilaquattrocento) secondo le modalità indicate in allegato, i cuiversamenti frazionati saranno effettuati a partire dal giorno 15 del mesesuccessivo a quello in cui avverrà la notifica della presente ordinanza, penal'adozione dei conseguenti atti esecutivi a norma dall'art. 27 della legge 24novembre 1981, n. 689, prescrivendo che, entro il termine di giorni 10 (dieci)dal versamento, sia inviata a questa Autorità, in originale o in copiaautentica, quietanza dell'avvenuto versamento.

Aisensi degli artt. 152 del Codice e 10 del d.lg. n. 150/2011, avverso ilpresente provvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziariaordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha laresidenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trentagiorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessantagiorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 26 giugno 2014

Il presidente
Soro

Il relatore
Bianchi Clerici

Il segretario generale
Busia