Garante per la protezione
    dei dati personali


Ordinanza di ingiunzione nei confrontidi Clinica Siligato s.r.l.

PROVVEDIMENTO DEL 10 LUGLIO 2014

Registro dei provvedimenti
 n. 358 del 10 luglio 2014

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATIPERSONALI

NELLAriunione odierna, alla presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della dott.ssa Giovanna BianchiClerici e della prof.ssa Licia Califano, componenti e del dott. Giuseppe Busia,segretario generale;

RILEVATOche il Nucleo speciale privacy della Guardia di finanza, in esecuzione dellarichiesta di informazioni ai sensi dell'art. 157 del Codice in materia diprotezione dei dati personali – d.lg. 30 giugno 2003, n. 196 (di seguitodenominato Codice) nr. 3026/78073 del 7 febbraio 2012 formulata da questaAutorità, ha svolto, presso la Clinica Siligato s.r.l. P.Iva: 00994801009, consede in Civitavecchia (Roma), via Buonarroti n. 54, in persona del legalerappresentante pro-tempore, un'attività di controllo formalizzata con ilverbale di operazioni compiute datato 15 marzo 2012, a fronte della quale,successivamente, è stato accertato che la citata Clinica, nonostante avessenotificato al Garante i trattamenti di cui all'art. 37, comma 1 lett. a), d) ede) del Codice in data 31 marzo 2009, aveva omesso di effettuare lanotificazione al Garante per i trattamenti di cui all'art. 37, comma 1 lett. b)ovvero a fronte di trattamenti di dati personali idonei a rilevare lo stato disalute al fine di rilevazione di malattie infettive e diffusive esieropositività;

VISTOil verbale nr. 31, del 2 maggio 2012 (che qui si intende integralmenterichiamato), con cui è stata contestata alla Clinica Siligato s.r.l. laviolazione amministrativa prevista dall'art. 163 del Codice, in relazioneall'art. 37, informandola della facoltà di effettuare il pagamento in misuraridotta ai sensi dell'art. 16 della legge 24 novembre 1981, n. 689;

ESAMINATOil rapporto del Nucleo speciale privacy della Guardia di finanza predisposto aisensi dell'art. 17 della legge n. 689/1981 dal quale non risulta essere statoeffettuato il pagamento in misura ridotta;

VISTOlo scritto difensivo datato 11 giugno 2012 ai sensi dell'art. 18 della legge n.689/1981 nel quale la Clinica Siligato sostiene che "() non tratta inalcun modo dati sensibili ai fini di rilevazione di malattie mentali, infettivee diffusive, sieropositività, () laddove per rilevazione deve intendersi –secondo l'interpretazione resa da codesta Autorità all'AIOP nel 2004 () laraccolta di dati anagrafici, anamnestici, clinici, strumentali elaboratoristici ai fini di studio e di ricerca scientifica in campoepidemiologico, medico e biometrico". Rileva, altresì, come "()l'inesatta comprensione di alcune tabelle del modello relativo ai trattamentidi dati personali () sia stata cagionata esclusivamente da alcuni conflittiinterpretativi e rappresentazioni errate, provenienti da propri consulentitecnici ()". Evidenzia, poi, la "() palese sproporzione dellasanzione amministrativa irrogata () rispetto alla violazione commessa ()",atteso che "() non si può fare a meno di notare come la Guardia difinanza non abbia ponderato in maniera puntuale, adeguata e completa tutti gliaspetti richiamati dal summenzionato art. 11 (della legge n. 689/1981), ai finidella determinazione dell'importo della sanzione pecuniaria inflitta ()";

VISTOil verbale di audizione delle parti del 14 gennaio 2013 nel quale la società,ai sensi dell'art. 18 della legge n. 689/1981, ha ribadito le argomentazioni dicui allo scritto difensivo;

RITENUTOche le argomentazioni addotte non risultano idonee in relazione a quantocontestato. I trattamenti di dati del tipo di quelli posti in essere da ClinicaSiligato s.r.l., così come debitamente accertato ai sensi dell'art. 13 dellalegge n. 689/1981 dalla Guardia di finanza, rientrano tra quelli idonei arivelare lo stato di salute trattati al fine di rilevazione di malattiementali, infettive e diffusive ai sensi dell'art. 37, comma 1, lett. b), delCodice, così come chiarito con nota dell'Ufficio del Garante, n. 16898, inviataall'AIOP il 10 maggio 2004. Per effetto di  tale circostanza, si osservacome, diversamente da quanto argomentato, quelle fornite dall'AIOP ai propriassociati con varie note, tra le quali quelle del 27 aprile 2004 e del 10maggio 2004, non sono indicazioni fornite dall'Autorità, ma, evidentemente,solo pareri dell'associazione. Ne consegue che la richiamata disciplina di cuiall'art. 3 della legge n. 689/1981 risulta inapplicabile al caso di specie,atteso che l'errore sulla liceità del fatto, comunemente indicato come buonafede, può rilevare come causa di esclusione della responsabilità solo quandoesso risulti incolpevole. A tal fine occorre un elemento positivo (come, ades., un'assicurazione di liceità da parte della Pubblica Amministrazione)idoneo ad indurre un errore siffatto, non ovviabile dall'interessato conl'ordinaria diligenza ( Cass. Civ. sez. I del 21 febbraio 1995 n. 1873; Cass.Civ. sez II del 13 marzo 2006, n. 5426). Sul punto si rileva, altresì, come intema di "buona fede" in materia di illecito amministrativo, lagiurisprudenza di legittimità ha sancito il principio secondo cui "() leassociazioni di categoria () che sono e restano organismi privati ()"non hanno "() il compito di illustrare agli associati il senso dellalegge, esonerandoli dall'incombenza di verificare personalmente la consistenzadei loro doveri. Non è, pertanto, ravvisabile errore scusabile circa gliadempimenti da assolvere nella ipotesi in cui la inosservanza di taliadempimenti sia determinata da chiarimenti forniti dalle predette associazioni()" (Cass. Civ. sez. III del 21 marzo 2001, n. 4015). Peraltro, sempre inriferimento alla scriminante della buona fede, si evidenzia come la Clinica nonabbia ottemperato (fino alla data del 18 febbraio 2013) all'obbligo dinotificazione, neanche a fronte della nota datata 3 marzo 2008 con la qualel'AIOP ha comunicato ai suoi iscritti l'opportunità di effettuare lanotificazione al Garante ai sensi dell'art. 37 del Codice. Relativamentealla"() palese sproporzione della sanzione amministrativa irrogata (),si rileva l'inconferenza delle argomentazioni prospettate, atteso che laGuardia di finanza, quale organo accertatore dell'illecito contestato, non haalcun potere discrezionale in ordine alla determinazione dell'importo dellasanzione, potendo solo indicare, come gli impone l'art. 16 della legge n.689/1981, l'ammontare della somma necessaria al pagamento in misura ridottautile all'eventuale estinzione del procedimento amministrativo sanzionatorio;

RILEVATOche risulta essere avvenuto presso la Clinica Siligato s.r.l. un trattamento didati (art. 4 comma 1, lett. a) e b) del Codice) senza effettuare lanotificazione al Garante ai sensi dell'art. 37, comma 1 lett.b) del Codice;

VISTOl'art. 163 del Codice che punisce la violazione delle disposizioni di cui agliart. 37 e 38 con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma daventimila euro a centoventimila euro;

RITENUTOche ricorrono le condizioni per applicare l'art. 164-bis, comma 1, del Codiceche prevede che, se taluna delle violazioni di cui agli art. 161, 162, 163 e164 è di minore gravità, i limiti minimi e massimi stabiliti negli stessiarticoli sono applicati in misura pari a due quinti;

CONSIDERATOche, ai fini della determinazione dell'ammontare della sanzione pecuniaria,occorre tenere conto, ai sensi dell'art. 11 della legge n. 689/1981, dell'operasvolta dall'agente per eliminare o attenuare le conseguenze della violazione,della gravità della violazione, della personalità e delle condizioni economichedel contravventore e che pertanto l'importo della sanzione pecuniaria per laviolazione dell'art. 163 del Codice deve essere determinato nella misura dieuro 8.000,00 (ottomila);

VISTAla documentazione in atti;

VISTAla legge 24 novembre 1981 n. 689, e successive modificazioni e integrazioni;

VISTEle osservazioni dell'Ufficio formulate dal segretario generale ai sensidell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000, adottato con deliberazionedel 28 giugno 2000;

RELATOREla prof.ssa Licia Califano;

ORDINA

allaClinica Siligato s.r.l. P.Iva: 00994801009, con sede in Civitavecchia (Roma),via Buonarroti n. 54, in persona del legale rappresentante pro-tempore, dipagare la somma di euro 8.000,00 (ottomila) a titolo di sanzione amministrativapecuniaria per la violazione prevista dall'art. 163 del Codice;

INGIUNGE

allamedesima azienda di pagare la somma di euro 8.000,00 (ottomila), secondo lemodalità indicate in allegato, entro 30 giorni dalla notificazione del presenteprovvedimento, pena l'adozione dei conseguenti atti esecutivi a norma dall'art.27 della legge 24 novembre 1981, n. 689, prescrivendo che, entro il termine digiorni 10 (dieci) dal versamento, sia inviata a questa Autorità, in originale oin copia autentica, quietanza dell'avvenuto versamento.

Aisensi degli artt. 152 del Codice e 10 del d.lg. n. 150/2011, avverso ilpresente provvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziariaordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha laresidenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trentagiorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessantagiorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 10 luglio 2014

Il presidente
Soro

Il relatore
Califano

Il segretario generale
Busia