Garante per la protezione
    dei dati personali


Sistema di videosorveglianzaall'interno degli spogliatoi maschili aziendali

PROVVEDIMENTO DEL 10 LUGLIO 2014

Registro dei provvedimenti
 n. 357 del 10 luglio 2014

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATIPERSONALI

NELLAriunione odierna, in presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della dott.ssa Giovanna BianchiClerici e della prof.ssa Licia Califano, componenti, e del dott. GiuseppeBusia, segretario generale;

VISTOil d.lg. 30 giugno 2003, n. 196 (Codice in materia di protezione dei datipersonali, di seguito "Codice");

VISTAla richiesta presentata da ZF Padova s.r.l., pervenuta il 18 aprile 2014;

ESAMINATAla documentazione in atti;

VISTEle osservazioni formulate dal segretario generale ai sensi dell'art. 15 delregolamento del Garante n. 1/2000;

RELATOREla dott.ssa Augusta Iannini;

PREMESSO

1.Con nota pervenuta il 18 aprile 2014 ZF Padova s.r.l. (di seguito: la società)ha chiesto al Garante "di poter installare un sistema di videosorveglianzaall'interno degli spogliatoi maschili aziendali", misura che si renderebbenecessaria "a seguito delle numerose e ripetute segnalazioni di effrazioninegli spogliatoi aziendali da parte dei dipendenti". A seguito di taliepisodi già nel 2006 era stata installata una telecamera "orientata allaporta di ingresso degli spogliatoi allo scopo di riprenderne gli accessi";nonostante ciò a partire dal 2010 "il numero delle effrazioni neglispogliatoi è ritornato ad essere importante" e nel 2012 si è provveduto arafforzare gli armadietti posti a disposizione dei lavoratori anche con ladotazione di lucchetti, ancorché tali misure "non [abbiano] garantitol'incolumità dei beni personali dei dipendenti".

Oltrealle menzionate effrazioni all'interno degli spogliatoi, la società harappresentato che "all'interno dell'azienda, nei reparti produttivi,tendenzialmente in orari serali, sono stati sistematicamente «rubati» macchinefotografiche, pc portatili o strumenti di lavoro informatici".

1.1Le caratteristiche del sistema di videosorveglianza da installare all'internodegli spogliatoi, in base a quanto emerge dalla predetta nota nonché dalladocumentazione allegata a corredo della medesima, consisterebbero:

a.nell'ampliamento del sistema di videosorveglianza già esistente tramitel'installazione di "14 nuove telecamere mini dome (a cupola) da interno ditipo fisso da installare sul solaio della stanza e in grado di controllarecompletamente ogni corridoio e/o punto di passaggio e stazionamento dipersonale nello spogliatoio" (cfr. nota Teletronica spa del 13.12.2013);

b. nellaprospettata conservazione delle immagini registrate "nel limite massimo digiorni sette [Š] dopo di che sarebbero cancellate automaticamente dalsistema" (cfr. nota della società, p. 2);

c.nell'affidamento della "installazione, [Š] gestione e l'eventualemanutenzione [Š] totalmente demandati all'azienda Teletronica, come effettuatoin passato per il sistema di videosorveglianza esterno aziendale" (cfr.nota cit., p. 2);

d. nellaimpossibilità di visualizzare le immagini riprese dalle telecamere "indiretta da nessun profilo utente [in quanto queste] saranno esclusivamenteregistrate con modalità «motion detection» nel server di gestione" (cfr.nota Teletronica cit.);

e. nellaindividuazione di "un utente la cui password di accesso alle registrazionisarà suddivisa fra le varie rappresentanze sindacali e al delegato dell'aziendaper il trattamento dei dati sensibili e consegnate in busta chiusa e sigillataa ciascuna rappresentanza" (cfr. nota Teletronica cit.).

1.2La società ha prodotto copia di tre denunce presentate alla stazione deicarabinieri di Selvazzano Dentro in data 5.4 - 13.12 del 2013 e 7.3 del 2014 inrelazione a furti di strumentazioni informatiche avvenuti all'interno di localiaziendali in orario compreso tra le ore 17.00-18.00 e le 7.00-8.00 del giornosuccessivo.

1.3La società ha altresì allegato copia di tre verbali di accordo sottoscrittidalla medesima e dalla Rappresentanza Sindacale Unitaria (R.S.U.), inparticolare:

a.l'accordo del 17.10.2006 con il quale si concorda sulla installazione di unsistema di videosorveglianza (con registrazione delle immagini) riferito"[al]l'area di accesso agli spogliatoi operai e non [al]l'interno dellospogliatoio stesso";

b. b.l'accordo del 31.3.2011 nel quale si dichiara "inammissibilel'installazione di sistemi di videosorveglianza in luoghi riservatiesclusivamente ai lavoratori o non destinati all'attività lavorativa (ad es. bagni,spogliatoi, docce, armadietti e luoghi ricreativi)";

c.l'accordo 18.3.2014 nel quale si rappresenta che "le parti concordanosulla necessità di implementare impianti audiovisivi presso le aree deglispogliatoi maschili siti al primo piano [Š] al fine di garantire la sicurezzadegli impianti, dei lavoratori e/o collaboratori e dell'utenza, nonché latutela del patrimonio in genere dell'azienda, degli operatori e deicittadini". Tale accordo (facendo rinvio ad una versione non aggiornatadel Provvedimento generale in materia di videosorveglianza) contienel'indicazione di principi generali in materia tra i quali  la limitazionedel controllo delle aree attraverso sistemi di videosorveglianza "ai casidi stretta indispensabilità e circoscrivendo le riprese solo a determinate areee precise fasce orarie" nonché l'adozione di "tutti gli ulterioriaccorgimenti necessari per garantire un elevato livello di tutela dellariservatezza e della dignità delle persone", precisando altresì, quanto altermine di conservazione delle immagini registrate, che questo "deveessere limitato a poche ore o, al massimo, alle ventiquattro ore successivealla rilevazione, fatte salve speciali esigenze di ulterioreconservazione".

2.All'esito dell'esame delle dichiarazioni e della documentazione sottopostaall'attenzione del Garante, si ritiene che l'installazione del prospettatosistema di videosorveglianza all'interno degli spogliatoi maschili in uso aidipendenti non sia conforme alle disposizioni vigenti in materia di protezionedei dati personali.

2.1Il descritto sistema è configurato in modo tale da prevedere espressamente ilminuzioso videocontrollo dell'intera area adibita a spogliatoio del personalemaschile, senza – peraltro – configurare alcuna limitazionedell'angolo di ripresa, pur all'interno di un'area connotata da una particolareaspettativa di riservatezza e di tutela della intimità e dignità della persona,anche alla luce delle disposizioni vigenti dell'ordinamento civile e penale(cfr., con riferimento all'installazione di impianti di videosorveglianza neglispogliatoi, i Provv.ti 8 marzo 2007 e 4 dicembre 2008; v. anche, sulla tutela della intimità e riservatezzadelle persone sottoposte a videoripresa all'interno di luoghi quali toilettepubbliche, spogliatoi, camerini di un privées: Cass. pen., IV, n. 7063/2000;Cass. pen., s.u., n. 26795/2006;).

Né,d'altra parte, la società ha adeguatamente rappresentato l'inutilità dellaadozione di altri strumenti preordinati ad impedire episodi di effrazione degliarmadietti dei dipendenti (telecamera puntata sull'ingresso degli spogliatoi,rafforzamento degli armadietti collocati all'interno). Infatti ladocumentazione prodotta in relazione alla pluralità di furti subiti siriferisce ad eventi verificatisi non negli spogliatoi bensì all'interno deilocali aziendali adibiti allo svolgimento dell'attività lavorativa e, in base aquanto segnalato alle forze dell'ordine, al di fuori dell'orario di lavoro.Rispetto a tali eventi criminosi, dunque, l'ampliamento nei termini esposti delgià esistente sistema di videosorveglianza appare non utile allo scopo ed,anzi, ultroneo.

Ilprospettato trattamento, pertanto, non risulta conforme ai principi di liceità,necessità, pertinenza e non eccedenza posti dagli artt. 3 e 11, comma 1, lett.a) e d) del Codice, anche allo scopo di tutelare la dignità dell'interessato(cfr. art. 2), nonché alle prescrizioni indicate dal Garante con ilProvvedimento generale in materia di videosorveglianza dell'8 aprile 2010 (cfr.spec. par. 4.1 per quanto riguarda i rapporti di lavoro), in particolareladdove ha – tra l'altro – ritenuto necessario che "l'attivitàdi videosorveglianza venga effettuata nel rispetto del c.d. principio diproporzionalità nella scelta delle modalità di ripresa e dislocazione [Š] nonchénelle varie fasi del trattamento che deve comportare, comunque, un trattamentodi dati pertinenti e non eccedenti rispetto alle finalità perseguite".

2.2Si rileva altresì che nel testo dell'accordo da ultimo sottoscritto dallaR.S.U. in data 18.3.2014, l'implementazione dell'impianto di videosorveglianza(preordinato peraltro al perseguimento di finalità eterogenee non del tuttocoerenti con il dettato dell'art. 4, comma 2, l. 300/1970) è indicata intermini ("presso le aree degli spogliatoi maschili") che appaionodiversi dalle concrete modalità descritte nel progetto; inoltre, conriferimento al termine di conservazione, l'accordo indica una tempisticadifferente ("poche ore o, al massimo, [Š] ventiquattro ore successive allarilevazione, fatte salve speciali esigenze di ulteriore conservazione") daquella prevista nel menzionato progetto (sette giorni), senza che peraltro siastata in qualche modo argomentata la necessità di conservare le registrazioniper tale (esteso) periodo di tempo.

2.3Nel progetto redatto dalla società Teletronica, infine, si fa riferimento allamodalità di registrazione "motion detection" (cfr. punto 1.3"Gestione dell'accesso ai dati sensibili") senza ulteriori (enecessarie) specificazioni circa le caratteristiche di tale funzionalità, ciòanche al fine di verificare la conformità a quanto prescritto dal Garante nelpunto 3.2.1 nel menzionato provvedimento 8.4.2010, con riferimentoall'individuazione dei casi in cui è necessario attivare un procedimento diverifica preliminare.

TUTTO CIO' PREMESSO, IL GARANTE

prescrivealla società, ai sensi degli artt. 143, co. 1, lett. b) e 154, co. 1, lett. c)del Codice, di non procedere alla installazione del prospettato sistema divideosorveglianza.

Aisensi degli artt. 152 del Codice e 10 del d.lg. n. 150/2011, avverso ilpresente provvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziariaordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha laresidenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trenta giornidalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessanta giornise il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 10 luglio 2014

Il presidente
Soro

Il relatore
Iannini

Il segretario generale
Busia