Garante per la protezione
    dei dati personali


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Comunicato stampa del 25 settembre 2014

 

Divieto di diffondere unaconversazione telefonica acquisita illecitamente

PROVVEDIMENTO DEL 11 SETTEMBRE 2014

 

Registro dei provvedimenti 
n. 400 dell'11 settembre 2014

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATIPERSONALI

NELLAriunione odierna, in presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della dott.ssa Giovanna BianchiClerici e della prof.ssa Licia Califano, componenti, e del dott. GiuseppeBusia, segretario generale;

VISTIgli artt. 154, comma 1, lett. b), 143 e 144 del d.lg. 30 giugno 2003, n. 196(Codice in materia di protezione dei dati personali);

VISTAla segnalazione del 17 luglio 2014 presentata dal dott. Fabrizio Barca, con laquale si lamenta una violazione della disciplina in materia di protezione deidati personali con riferimento alla registrazione e alla diffusione dellaconversazione telefonica intercorsa tra il segnalante e uno dei conduttoridella trasmissione radiofonica "la Zanzara" (Radio 24, edizione del17 febbraio 2014) che si è presentato al suo interlocutore con l'identità el'imitazione della voce dell'on. Nichi Vendola;

VISTAla nota di risposta del 21 agosto u.s. presentata da Radio 24;

VISTIgli atti d'ufficio e le osservazioni formulate dal segretario generale ai sensidell'art. 15 del regolamento n. 1/2000;

RELATOREla dott.ssa Augusta Iannini;

PREMESSO

1.Con segnalazione del 17 luglio, il dott. Fabrizio Barca ha lamentato unaviolazione della disciplina in materia di protezione dei dati personali inrelazione alla registrazione e alla diffusione della conversazione telefonicaintercorsa tra il segnalante ed Andro Merkù, collaboratore della trasmissioneradiofonica "la Zanzara" (Radio 24, edizione del 17 febbraio 2014)che si è presentato al suo interlocutore con l'identità e l'imitazione dellavoce dell'on. Nichi Vendola al fine di raccogliere alcune informazioniconfidenziali sulla sua possibile candidatura a Ministro dell'Economia delcostituendo governo presieduto da Matteo Renzi.

2.Il segnalante, in particolare, ritiene che nel servizio in esame non sianostati rispettati i principi deontologici della professione di giornalista poichéi dati personali sono stati raccolti attraverso l'inganno in quanto ilsegnalante medesimo pensava di interloquire in forma privata con una personaamica e di fiducia, senza sapere che la conversazione, in realtà avvenuta conl'imitatore Andro Merkù, fosse registrata per essere poi diffusa.

L'articolo2 del Codice di deontologia dell'attività giornalistiche prevede che "Ilgiornalista che raccoglie notizie Šrende note la propria identità, laprofessione e la finalità della raccolta." Nel caso di specie invece laraccolta della notizia sarebbe avvenuta mediante un palese raggiro, ricorrendoa sostituzione di persona, ossia di Andro Merkù a Nichi Vendola "confinalità di vantaggio o profitto in capo agli autori del fatto".

Ilsegnalante, inoltre, ritiene che la impropria diffusione dei suoi datipersonali gli avrebbe determinato evidenti danni ostacolando la suacollaborazione al costituendo governo Renzi e avrebbe leso le proprieopportunità di azione come soggetto politico pubblico all'internodell'associazione-partito di appartenenza.  In secondo luogo vi sarebbestata anche una violazione della sua libertà personale nello scegliere quandorendere pubblico e in quale forma il proprio pensiero politico.

Conclusivamente,il segnalante chiede all'Autorità di voler disporre "la cancellazione e ilblocco del citato contenuto audio pubblicato e consultabile sul sito Š"

3.Nella memoria di risposta alla richiesta di elementi formulata dal Garante,Radio 24 sostiene che la raccolta e diffusione dei dati, emersa nel corso dellatelefonata, non violino il disposto della normativa in esame, in quanto visarebbe l'interesse pubblico a conoscere le opinioni politiche di FabrizioBarca, già ministro della Coesione Territoriale. Tali opinioni avrebbero potutoessere acquisite solo nel modo adottato dai conduttori della trasmissione,rientrando la loro condotta nell'articolo 2 del codice deontologico, in base alquale "il giornalista può tacere la sua identità, non solo quandorivelandola metterebbe a rischio la propria incolumità, ma anche quando ciòrenderebbe impossibile l'esercizio della funzione informativa." Pertanto"solo attraverso l'escamotage l'opinione pubblica è stata informata diquel che stava accedendo, dietro la formazione del nuovo governo".

CIO' PREMESSO, IL GARANTE OSSERVA:

4.Il caso sottoposto all'attenzione dell'Autorità concerne un trattamento di datipersonali effettuato in ambito giornalistico in relazione alla raccolta esuccessiva diffusione, anche a mezzo Internet di dati personali raccolti conl'artificio della sostituzione di persona. A tale caso si applica laparticolare disciplina posta in materia di attività giornalistica e altremanifestazioni del pensiero dagli articoli 136-139 del Codice in materia diprotezione dei dati personali (d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196, di seguito:Codice) al fine di contemperare il diritto all'informazione e la libertà distampa con altri diritti della persona, in particolare quello allariservatezza. In base a tale disciplina, il giornalista può diffondere datipersonali, anche senza il consenso dell'interessato, purché nei limiti deldiritto di cronaca "e, in particolare, quello dell'essenzialitàdell'informazione rispetto a fatti di interesse pubblico" (art. 137, comma3, del Codice).

Siapplicano, altresì, le disposizioni poste dal codice di deontologia relativo altrattamento dei dati personali nell'esercizio dell'attività giornalistica,riportato nell'allegato A1 del Codice. In particolare, l'art. 2 del citatocodice deontologico stabilisce che il giornalista, già nella fase dellaraccolta delle notizie, è tenuto a rendere "note la propria identità, lapropria professione e le finalità della raccolta salvo che ciò comporti rischiper la sua incolumità o renda altrimenti impossibile l'esercizio della funzioneinformativa", e altresì a evitare "artifici e pressioniindebite".

Nelcaso in esame il collaboratore di Radio 24 si è artatamente finto l'on. NichiVendola, con cui il segnalante  dimostra di avere  un rapporto distima e fiducia, al fine di raccogliere e diffondere una conversazionetelefonica del tutto privata e confidenziale sulla sua possibile candidatura aMinistro dell'Economia del costituendo governo presieduto dal dott. MatteoRenzi, poi ripresa con grande risalto dalla stampa. Il segnalante, pertanto,non solo non era a conoscenza dell'inganno relativo alla sostituzione dipersona in conseguenza del quale sono state carpiti suoi dati personali anchesensibili, ma non ha avuto neppure in alcun modo la possibilità di replicaessendo fino alla diffusione all'oscuro del raggiro avvenuto nei suoiconfronti.

5.La raccolta dei dati personali del segnalante, avvenuta con le modalità sopradescritte, risulta quindi essere stata posta in essere in violazione dei princìpiin materia di protezione dei dati personali e, in particolare, dell'obbligo,sussistente in capo a chi effettua trattamenti a fini giornalistici, di evitare"artifici" (art. 2, comma 1, del codice cit., ultima parte).

Né,può ritenersi applicabile alla fattispecie in esame – come sostenutodalla difesa di Radio 24 – la particolare esimente prevista dallo stessoarticolo 2 del codice deontologico nella parte in cui prevede la possibilità diomettere l'informativa, nei casi in cui sussistano "rischi per la incolumità del giornalista o  impossibilità  all'esercizio dellafunzione informativa".

Sitratta di casi connotati da eccezionalità, come si evince anchedall'accostamento (all'interno della stessa esimente) della fattispeciedell'impossibilità di esercizio della funzione informativa a quella del rischio(dovuto appunto all'assolvimento dell'obbligo di informativa) per l'incolumitàdel giornalista. Questa equiparazione dimostra, quindi, come anche lafattispecie alternativa (inerente l'impossibilità di esercizio della funzioneinformativa) debba essere caratterizzata da analoga gravità. Circostanza chenon sussiste nel caso di specie.

L'esimentenon può, infatti, essere riferita a casi nei quali le informazioni vengono acquisite attraverso un mero artificio consistito, nel caso di specie,dall'aver utilizzato identità e voce di una persona amica, inducendo cosìfraudolentemente l'interlocutore a manifestare considerazioni del tuttoconfidenziali, rispetto alle quali anche il personaggio pubblico deve poteravere una legittima aspettativa di riservatezza. Va inoltre rilevato come lanotizia inerente le dinamiche di formazione del governo Renzi e gli incarichiproposti al dott. Barca ben avrebbe potuto essere acquisita con gli strumentipropri dell'inchiesta giornalistica e non, invece, con il ricorso a praticheingannevoli, quali il mascheramento dell'identità dell'interlocutore o lasimulazione. Pratiche che vanno ben oltre l'omissione dell'informativa e allequali non si applica, ai sensi del citato articolo 2, l'esimente in parola.

Aritenere diversamente – come pure auspicherebbe Radio 24 – silegittimerebbe, infatti, un'interpretatio abrogans della disposizione di cuiall'articolo 2 del codice deontologico, che finirebbe con il giustificare ilricorso a qualsiasi mezzo, pur connotato da raggiri e artifici,  al finedi carpire informazioni confidenziali e riservate.

Népotrebbe ritenersi che l'interesse pubblico, pur sotteso all'oggetto dellaconversazione, di per sé renda lecito l'intero trattamento, a prescindere dallaliceità o meno della raccolta. Infatti, accedendo a questa tesi non vi sarebbepiù alcun limite nella correttezza dell'acquisizione delle notizie e qualsiasimetodo di raccolta verrebbe legittimato "in ragione del fine" e perciò solo. I profili della legittimità della raccolta e della legittimità delladivulgazione vanno invece considerati autonomamente, non ritenendo chequest'ultimo assorba comunque il primo.

Iltrattamento dei dati personali del segnalante risulta quindi non conforme aiprincipi sopra esposti e deve, conseguentemente, considerarsi illecito, purprendendosi atto della dichiarazione – da parte di Radio 24 – diaver spontaneamente provveduto a rimuovere dal sito internetwww.radio24.ilsole24ore.com la conversazione telefonica riferita al dott.Fabrizio Barca.

Allaluce di quanto sopra,

IL GARANTE

a)dichiara l'illiceità dell'acquisizione e successiva diffusione dellaconversazione telefonica del dott. Barca, realizzata da Radio 24, Il sole 24ore S.p.A. con sede in via Monte Rosa 91, 20149 Milano; 

b)prende atto dell'avvenuta rimozione, al momento attuale, dal sito internetwww.radio24.ilsole24ore.com della suddetta conversazione e ne vieta, ai sensidegli articoli 139, comma 5, 143, comma 1, lettera c) e 154, comma 1, lett. d),del Codice, l'ulteriore diffusione.

Aisensi degli artt. 152 del Codice e 10 del d.lgs. n. 150/2011, avverso ilpresente provvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziariaordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha laresidenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trentagiorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessantagiorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 11settembre 2014

Il presidente
Soro

Il relatore
Iannini

Il segretario generale
Busia