Garante per la protezione
    dei dati personali


Ordinanza di ingiunzione nei confronti di AziendaLombarda per l'edilizia residenziale ALER

PROVVEDIMENTO DEL 9 OTTOBRE 2014

Registrodei provvedimenti
 n. 455 del 9 ottobre 2014

 

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

NELLAriunione odierna, alla presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della prof.ssa Licia Califano,componente e del dott. Giuseppe Busia, segretario generale;

RILEVATO,che, con il provvedimento n. 302 del 21 luglio 2011, il Garante per laprotezione dei dati personali ha accertato, tra l'altro, che l'Azienda Lombardaper l'edilizia residenziale ALER P.I.: 00304200173, con sede in Brescia, vialeEuropa n. 68, in persona del legale rappresentante pro-tempore, non ha fornitoagli interessati, nell'ambito di una selezione di personale, tutti gli elementiprevisti dall'art. 13, comma 1 del Codice in materia di protezione dei datipersonali (di seguito denominato "Codice"), atteso che i candidatiche hanno inviato i propri curricula a seguito della pubblicazione diun'offerta di lavoro sul Giornale di Brescia, non sono stati messipreventivamente a conoscenza della loro successiva comunicazione a terzi(CISPEL Lombardia Services s.r.l. e la psicologa dott.ssa Mara Micheli), nérisulta che, rispetto a tale comunicazione, sia stato acquisito il consenso cosìcome previsto dall'art. 23 del Codice;

VISTO ilverbale n. 20645/73864 del 6 ottobre 2011 con cui è stata contestata, allamenzionata ALER, quale titolare del trattamento, la violazione amministrativaprevista dall'art. 161 del Codice, in relazione all'art. 13 e la violazioneamministrativa prevista dall'art. 162, comma 2-bis del Codice, in relazioneall'art. 23, informandola della facoltà di effettuare il pagamento in misuraridotta ai sensi dell'art. 16 della legge 24 novembre 1981, n. 689;

RILEVATOdal rapporto, predisposto ai sensi dell'art. 17 della legge 24 novembre 1981,n. 689, relativo al suddetto verbale di contestazione, che non risulta esserestato effettuato il pagamento in misura ridotta;

VISTO loscritto difensivo inviato ai sensi dell'art. 18 della legge 24 novembre 1981,n. 689, con il quale ALER, dopo aver lamentato la sproporzione dell'importodelle sanzioni contestate, ha preliminarmente motivato la richiesta disospensione del procedimento amministrativo sanzionatorio in considerazionedella pendenza, presso i tribunali di Brescia e Milano, dei giudizi afferentile impugnazioni (promosse da Aler e Cispel ) del provvedimento del Garante n. 302del 21 luglio 2011. Nel merito, poi, ha evidenziato come, nel caso che cioccupa, trovino applicazione l'art. 13, comma 5-bis del Codice e l'art. 24,comma 1 lett. i) bis del Codice (introdotti dall'art. 6, comma 2, lett. a),n.2, D.L. 13 maggio 2011, n.70, convertito dalla legge 12 luglio 2011, n.106),ciò in ragione del fatto che "(Š) le persone che, dopo aver lettol'annuncio pubblicato sul quotidiano locale, hanno inviato il propriocurriculum vitae a Aler Brescia, lo hanno fatto del tutto spontaneamente (Š)",ove, peraltro, "(Š) l'invio a Aler Brescia è stato effettuato dagli stessiinteressati cui si riferivano i curricula, ne emerge che tali soggetti avevanogià nella loro disponibilità le informazioni minime che devono normalmenteessere fornite ex art. 13 del Codice: (Š) la spedizione del proprio curriculumvitae, inoltre, è da considerarsi anche come un comportamento inequivocabileatto a fornire al destinatario un consenso implicito in ordine al suddettotrattamento: consenso da intendersi a catena, ossia come duplicemente fornitosia all'esponente che al CLS, in considerazione del fatto che la comunicazionedei dati a tale ultimo soggetto, così come il relativo trattamento, sono statidel tutto strumentali rispetto alla finalità ultima del trattamento in analisi(Š)". Sul punto, peraltro, rileva come nonostante "(Š) i fatti incontestazione sarebbero di poco più risalenti rispetto alla entrata in vigoredella disciplina in analisi (Š), la modifica normativa si fonda(i) in realtà suragioni di buon senso e di ratio della legge (Š)", ove, inoltre, troviapplicazione il principio del "(Š) favor rei, (in base al quale) le nuoveregole devono comunque trovare applicazione nel caso di specie". Aggiunge,poi, come il consenso al trattamento dei dati di che trattasi siaimplicitamente desumibile dal fatto che "(Š) i pochi candidati che hannoinviato il curriculum a Aler Brescia, non hanno avanzato alcuna contestazionee/o istanza ex art. 7 del Codice Privacy e/o ancora richiesta risarcitoria peril presunto illecito trattamento dei loro dati (Š)";

VISTO ilverbale di audizione delle parti del 1° ottobre 2012 nel quale Aler, ai sensidell'art. 18 della legge n. 689/1981, ha sostanzialmente ribadito quantoargomentato nella memoria difensiva;

CONSIDERATOche l'opposizione avverso il provvedimento del Garante n. 302 del 21 luglio2011, promossa da Aler presso il tribunale di Brescia, è stata definita con lasentenza di rigetto n. 2515/12 del 18 luglio 2012 e che anche il ricorso perCassazione è stato a sua volta definito con la sentenza di rigetto n.12707/2014 dell'8 maggio 2014 della S.C., così da consentire il passaggio ingiudicato delle statuizioni di merito;

RITENUTOche le argomentazioni addotte non risultano idonee per escludere laresponsabilità in relazione a quanto contestato. Riguardo le osservazioniinerenti la sospensione del procedimento amministrativo sanzionatorio, siosserva che non viene fatta menzione di alcun riferimento normativo che prevedal'invocato effetto sospensivo del procedimento amministrativo sanzionatorio,ove, in base alla medesima motivazione, non sussistano elementi che consentanodi derogare al termine prescrizionale di cui all'art. 28 della legge n.689/1981. Riguardo quanto dedotto circa gli artt. 13, comma 5-bis e 24, comma 1lett. i) bis del Codice, si evidenzia l'inconferenza delle argomentazioni inbase alle quali tali norme sarebbero applicabili al caso di specie, atteso che,come peraltro esplicitamente ammesso dal trasgressore, le condotte omissive,oggetto di contestazione, si sono verificate prima dell'entrata in vigoredell'art. 6, comma 2, lett. a), n. 2, D.L. 13 maggio 2011, n. 70, convertitodalla legge 12 luglio 2011, n. 106, ragione per la quale, in ossequio alprincipio di legalità di cui all'art. 1 della legge n. 689/1981, non puòtrovare attuazione l'invocato principio del favor rei, ma deve essere applicatoquello del tempus regit actum. A fronte di ciò, nel caso di specie, trovaapplicazione il disposto dell'art. 13, comma 1 del Codice con particolareriferimento all'incontestata circostanza afferente l'omessa indicazione,nell'informativa, della comunicazione dei dati a terzi. Tale condotta omissiva,puntualmente accertata ai sensi dell'art. 13 della legge n. 689/1981, rilevaanche in ordine alla distinta condotta omissiva, anch'essa puntualmenteaccertata ai sensi del citato art. 13 della legge n. 689/1981 e parimentiincontestata, afferente la mancata acquisizione del consenso ai sensi dell'art.23 del Codice. Inoltre, si rileva l'inconferenza di quanto argomentato circa ilfatto che nessun interessato abbia avanzato "(Š) contestazione e/o istanzaex art. 7 del Codice Privacy e/o ancora richiesta risarcitoria per il presuntoillecito trattamento(Š)", atteso che queste circostanze non incidonominimamente nella valutazione in ordine agli illeciti contestati. Circa lasproporzione degli importi delle sanzioni contestate, si evidenzial'inconferenza delle argomentazioni prospettate, atteso che l'organoaccertatore dell'illecito contestato (Ufficio del Garante), non ha alcun poterediscrezionale in ordine alla determinazione dell'importo della sanzione,potendo solo indicare, come gli impone l'art. 16 della legge n. 689/1981,l'ammontare della somma necessaria al pagamento in misura ridotta utileall'eventuale estinzione del procedimento amministrativo sanzionatorio;

RILEVATOche l'Azienda Lombarda per l'edilizia residenziale ALER ha quindi effettuato untrattamento di dati personali (art. 4 comma 1, lett. a) e b) del Codice) senzafornire agli interessati, nell'ambito di una selezione di personale, un'idoneainformativa ai sensi dell'art. 13 del Codice, atteso che i candidati che hannoinviato i propri curricula a seguito della pubblicazione di un'offerta dilavoro sul Giornale di Brescia, non sono stati messi preventivamente aconoscenza della loro successiva comunicazione a terzi, né, rispetto a talecomunicazione, è stato acquisito il consenso di cui all'art. 23 del Codice;

VISTOl'art. 161 del Codice che punisce la violazione delle disposizioni di cuiall'art. 13 con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma daseimila euro a trentaseimila euro;

VISTOl'art. 162, comma 2-bis, del Codice che punisce la violazione delledisposizioni indicate nell'articolo 167 del medesimo Codice (tra le qualil'art. 23) con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma dadiecimila euro a centoventimila euro;

CONSIDERATOche, ai fini della determinazione dell'ammontare della sanzione pecuniaria,occorre tenere conto, ai sensi dell'art. 11 della legge 24 novembre 1981 n.689, dell'opera svolta dall'agente per eliminare o attenuare le conseguenzedella violazione, della gravità della violazione, della personalità e dellecondizioni economiche del contravventore;

RITENUTOdi dover determinare, avuto particolare riguardo alle condizioni economiche deltrasgressore, ai sensi dell'art. 11 della legge n. 689/1981, l'ammontare dellasanzione pecuniaria per la violazione dell'art. 161 del Codice nella misura dieuro 12.000,00 (dodicimila) e l'ammontare della sanzione pecuniaria per laviolazione dell'art. 162, comma 2-bis del Codice nella misura di euro 20.000,00(ventimila), per un importo complessivo pari a euro 32.000,00 (trentaduemila);

VISTA ladocumentazione in atti;

VISTA lalegge 24 novembre 1981 n. 689, e successive modificazioni ed integrazioni;

VISTE leosservazioni dell'Ufficio, formulate dal segretario generale ai sensi dell'art.15 del regolamento del Garante n. 1/2000;

RELATOREla prof.ssa Licia Califano;

ORDINA

all'AziendaLombarda per l'edilizia residenziale ALER P.I.: 00304200173, con sede inBrescia, viale Europa n. 68, in persona del legale rappresentante pro-tempore,di pagare la somma di euro 32.000,00 (trentaduemila) a titolo di sanzioneamministrativa pecuniaria per la violazione prevista dall'art. 161 del Codiceindicata in motivazione;

INGIUNGE

almedesimo soggetto di pagare la somma di euro 32.000,00 (trentaduemila) secondole modalità indicate in allegato, entro 30 giorni dalla notificazione delpresente provvedimento, pena l'adozione dei conseguenti atti esecutivi a normadall'art. 27 della legge 24 novembre 1981, n. 689, prescrivendo che, entro iltermine di giorni 10 (dieci) dal versamento, sia inviata a questa Autorità, inoriginale o in copia autentica, quietanza dell'avvenuto versamento.

Ai sensidegli artt. 152 del Codice e 10 del d.lg. n. 150/2011, avverso il presenteprovvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziariaordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha laresidenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trentagiorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessantagiorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 9 ottobre 2014

Il presidente
Soro

Il relatore
Califano

Il segretario generale
Busia