La Privacy e l'esercizio della professione di giornalista

Domanda: Il nostro giornale archivia, nel Centro di Documentazione, centinaia di migliaia di dossier su personaggi pubblici, enti, associazioni o su semplici cittadini coinvolti in fatti di cronaca (rosa, bianca o nera). Questi dossier sono di due tipi: fotografici e documentali.

a. Come dobbiamo comportarci con il Garante?

b. C'è identificazione tra funzione di responsabile del Centro di Documentazione e responsabile del trattamento?

Risposta: a) Il trattamento di dati effettuato nell'ambito della professione di giornalista (nei limiti del cd. "diritto di cronaca") gode di notevoli deroghe previste dal Codice della privacy (artt.136 sgg., D:lgs. n.196/2003).

Detti dati possono essere trattati senza il consenso dell'interessato e possono essere comunicati e diffusi a prescindere dal consenso stesso, sempre che siano rispettati i limiti del diritto di cronaca ed, in particolare, quello relativo all'essenzialità dell'informazione riguardo a fatti di interesse pubblico. Possono essere trattati dati relativi a circostanze o fatti resi noti direttamente dagli interessati o attraverso loro comportamenti in pubblico.

b) Quanto alla domanda attinente la figura del "responsabile" del trattamento, la legge non prevede tale identificazione, ma nulla toglie che il responsabile del Centro di Documentazione venga nominato responsabile del trattamento dei dati.


Domanda: Nell'ambito di una società editrice, sembrerebbe opportuno che, relativamente ai trattamenti svolti nell'ambito delle redazioni, il titolare possa essere il Direttore Responsabile della testata, anche nel rispetto della autonomia della redazione.

Risposta: Il titolare è lo stesso giornale, in persona del suo legale rappresentante pro tempore: vale a dire il soggetto cui competono le scelte strategiche in ordine alla tenuta e gestione delle banche.

D: Ma in questo caso, sempre per evitare ingerenze, dovrebbe essere un membro della redazione anche il Responsabile del trattamento; e se non fosse dotato dell'esperienza e delle capacità in ambito informatico che la legge richiede?

R: Infatti, non sembrerebbe il caso: il Codice esige che colui che svolge mansioni di Responsabile del trattamento, se designato, sia persona capace e tecnicamente all'altezza.

E' pensabile, pertanto, che se si esercita la facoltà di individuare un responsabile, questi debba essere individuato ad hoc, rispettando i requisiti imposti dalla normativa e non possa essere fatto riferimento ad un soggetto qualunque.

Si rammenti, comunque, che il "responsabile del trattamento" non è figura obbligatoria.


Domanda: Lavoro in un giornale della mia città e vorrei avere qualche delucidazione sui rapporti tra legge sulla privacy e informazione locale.

Quest'ultima, specialmente in provincia, si regge infatti in buona parte sulla cronaca di incidenti automobilistici e domestici. Vorrei sapere in che modo il diritto all'informazione e quello alla privacy vengono a interagire in questi casi. Sarà possibile pubblicare ancora questo tipo di notizie e, se sí, entro quali limiti?

Risposta: Le rispondiamo con le parole del Prof. Santaniello, uno dei membri dell'Autorità Garante, comunicate all'ANSA:

"Non c'è nessuna volontà di comprimere la libertà di stampa. La nuova normativa sulla tutela della riservatezza personale deve essere intesa dal mondo dell'informazione con criteri di ragionevolezza" (...).

Il diritto di cronaca e la privacy dei cittadini convivono nella misura in cui l'informazione personale data è conferente con la notizia. Il Codice della privacy ha confermato la validità dei limiti sul diritto di cronaca, individuati, in particolare, nella sentenza della Corte Costituzionale n. 5259/1984: verità, anche putativa, del fatto narrato, correttezza della forma espositiva e interesse pubblico alla notizia. In particolare, il Codice ha riaffermato l'importanza del requisito dell'essenzialità dell'informazione riguardo a fatti di interesse pubblico.