Gabriele di Matteo Proprio mentre il fratello maggiore Auditel èmesso in discussione, l'Upa battezza l'Audiweb: organismo collegialeche nel giro di qualche mese dovrebbe diventare il misuratoreufficiale del traffico in Rete. Una mossa, quella dell'Upa, tesaa sgombrare il campo da una serie di ricerche spontanee ma nonufficiali come quella più recente, peraltro attendibile,dell'Università Bocconi di Milano, che ha stimato in 2milioni e 600mila gli italiani collegati a Internet. Quale saràl'istituto delegato alla rilevazione e il budget di Audiweb? Ilneopresidente Felice Lioy non anticipa le cifre, e rimanda alledecisioni del cda di Audiweb e al comitato tecnico formato dauna folta lista di operatori che rappresentano un migliaio diaziende (Ndr: soci fondatori dell'Audiweb sono: quattro Associazionidi editori di siti (Fcp-concessionarie pubblicitarie, Anee-editoriaelettronica, Aipi-provider di Internet, e Commercnet) e quattroAssociazioni degli utenti pubblicitari (Upa, Assap, Assomediae Assodirect)). "Audiweb nasce per colmare una vistosa carenza- dice Lioy - infatti fino a quando le aziende non avranno un'ideaprecisa dei contatti procurati da Internet, e una visione nettadel target che quest'importante media è in grado di raggiungere,non sarà facile decidere gli investimenti pubblicitari". "Anche se questo media deve ancora crescereper diventare di massa - sottolinea il vicepresidente Audiweb,Marco Barbuti -possiamo già contare su eccezionali performancedi crescita: i domini registrati erano oltre 6 mila nel '96, el'anno scorso hanno superato i 15 mila. Se teniamo conto dellaprogressione degli investimenti pubblicitari, possiamo calcolareda qui a tre anni un giro d'affari di 3/400 miliardi". Uno dei consiglieri di Audiweb, Dario Dal Zotto,lancia però l'allarme rivolto ai media tradizionali, chepotrebbero essere ridimensionati dall'affermarsi di Internet:"Gli editori americani, che vedono 50 milioni di consumatorinavigare quotidianamente su Internet e attingere da questo grandemedia le news, sono preoccupati perché Internet, distribuendole notizie gratis, potrebbe diventare il peggior nemico per quelletestate che non sono ancora disponibili on- line". (Ndr: ripreso da la Repubblica Affari&Finanza di lunedì6 luglio 1998) |