Per acquisti senza sorprese serve la firma digitale

Dopo l'Italia, Danimarca, Francia, Germania, Inghilterra, Irlanda e USA predispongono norme per facilitare il commercio on-line

di
Natascia Montanari

A Ottawa i ministri dei Paesi Ocse hanno adottato una dichiarazione sulla "autenticazione", processo in forza del quale il destinatario di un messaggio elettronico ha la certezza dell'identità del mittente e/o dell'integrità del messaggio. Nei sistemi, come quello italiano, in cui viene utilizzata la tecnica della crittografia a chiavi asimmetriche, l'autenticazione viene assicurata tramite la firma digitale, sistema. che diventerà ufficialmente operativo una volta approvate le regole tecniche sul nuovo strumento di validazione degli atti.

I consumatori quando acquistano una merce on line vogliono essere sicuri della provenienza e dell'integrità delle informazioni che ricevono e dell'identità dell'altra parte contraente che si cela dietro lo schermo di un computer. Le tecnologie di autenticazione giocano un ruolo importante nel costruire un ambiente sicuro che possa dare all'utente garanzie di fronte all'anonimato della rete e alla sua illimitata possibilità di essere sottoposta a frodi e atti di pirateria.

Nella dichiarazione di Ottawa i Governi ribadiscono che i diversi sistemi di autenticazione elettronica non devono essere oggetto di un approccio discriminatorio, che le leggi attuali devono essere modificate per non ostacolarne l'utilizzazione e che questa nuova tecnologia deve essere utilizzata nel rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione. Al fine di sviluppare un commercio elettronico sempre più globale e per un maggiore coordinamento tra le iniziative dei diversi Paesi, il dialogo a livello internazionale deve continuare.

Oltre all'Italia anche altri Stati hanno presentato proposte e documenti di lavoro per facilitare gli scambi commerciali on line. Vediamo allora in estrema sintesi le iniziative più significative.

Irlanda. Il documento adottato dal Governo vuole promuovere la creazione di un quadro normativo per il commercio elettronico attraverso l'utilizzazione della firma digitale basata su tecniche crittografiche, senza però escludere altre forme di autenticazione elettronica. Una dimostrazione pratica è stata data lo scorso 4 settembre, quando è stato firmato digitalmente un accordo internazionale sul commercio elettronico tra il presidente degli Stati Uniti e il primo ministro irlandese.

Germania. La legge del 13 giugno 1997 è una normativa tecnica: il suo scopo è quello di costruire una infrastruttura tale da garantire la sicurezza nell'utilizzazione della firma digitale. Il ministero della Giustizia sta però elaborando una proposta di legge che affronti le problematiche giuridiche e che riconosca alla firma digitale valore legale.

Danimarca. Una recente proposta di legge relativa all'impiego sicuro ed efficiente delle comunicazioni digitali stabilisce i requisiti minimi che le autorità di certificazione e le firme digitali devono avere per sostituire la firma autografa. Vengono esaminati tre modelli diversi per stabilire quale validità attribuire alla firma digitale e la scelta dell'uno o dell'altro modello dipenderà dall'esito delle consultazioni che si stanno attualmente svolgendo nel Paese.

Gran Bretagna. Il dipartimento per l'Industria e per il commercio ha adottato un progetto di legge per un commercio elettronico sicuro dove si stabiliscono i principi dell'autorizzazione facoltativa per l'esercizio di servizi di certificazione e il riconoscimento giuridico delle firme elettroniche.

Francia. La nuova legislazione in materia di telecomunicazioni costituisce un importante riferimento normativo in materia di liberalizzazione dell'uso, dell'importazione ed esportazione dei prodotti di firma elettronica ed è stata completata da decreti e regolamenti attuativi che definiscono la responsabilità delle autorità di certificazione. Il quadro normativo francese stabilisce inoltre la possibilità di utilizzare tecnologie ad alto livello di sicurezza quali la crittografia, purché le chiavi siano custodite da parti terze che abbiano i requisiti minimi previsti dalla legge.

Stati Uniti. Gli Usa hanno elaborato una proposta di legge federale sulla firma digitale. Questa fa riferimento solo alla necessità di utilizzare una chiave pubblica per la sicurezza e per la privacy delle comunicazioni elettroniche senza predisporre una definizione di firma digitale. Il differente approccio degli Stati Uniti rispetto alle iniziative europee risiede ancora una volta sulle esigenze di tutela della privacy (i primi infatti ritengono necessaria una "key recovery", la possibilità cioè di custodire la chiave privata per permettere all'Fbi e alle altre autorità pubbliche di intercettare crimini commessi via Internet) e sul ruolo attivo affidato al settore privato per lo sviluppo di standard tecnici.

(Ndr: ripreso da Il Sole24-Ore di lunedì 26 ottobre 1998)