UNSETTENNATO DI SPRECHI E ASSUNZIONI
: COSI' HA LAVORATO IL GARANTE DELLAPRIVACY

Rimborsi spese elevati per almeno tre dei quattro componenti delcollegio di direzione presieduto da Francesco Pizzetti, recentemente scaduto esostituito con la criticata spartizione partitica. Decine di collaboratori acontratto, libri fatti con documenti d'ufficio presenti in rete e venduti a 25euro.

di

Marino Bissoe Carlo Picozza

 

Con la logica del "due a me e due a te", già nel 2005era stato nominato il collegio di direzione dell'autorità garante dellaprivacy, una sorta di quadrumvirato con un presidente, Francesco Pizzetti,coadiuvato da altri tre. Ora hanno lasciato il campo ma il loro settennatopotrebbe essere ricordato anche per i rimborsi spese quadruplicati, i libriscritti con documenti d'ufficio (disponibili gratuitamente su Internet) evenduti a 25 euro e per le assunzioni di collaboratori fino a superare, con 126reclutamenti pro tempore, il numero dei dipendenti in organico (115).

 

Come gli attuali freschi di investitura (la cui nomina "partitica hasuscitato proteste e polemiche), anche iquattro che li hanno preceduti erano stati nominati dai partiti. E hannolasciato segni tangibili della loro esperienza. Con l'ultimo bilancio annualedisponibile, le loro spese sono state rimborsate con 190mila euro. Sotto lapresidenza di Stefano Rodotà i rimborsi ai quattro del collegio di direzione siattestavano sui 50mila euro all' anno. Così, carta e penna alla mano, isindacati Cgil, Cisl e Sinpriv hanno chiesto spiegazioni con una letterapesante. L'unico a rispondere è stato Mauro Paissan che, con le carte, hadimostrato la sua scarsa partecipazione alle spese. Anche il senatore ElioLannutti (Idv) ha presentato due interrogazioni al presidente del Consiglio,Mario Monti, sull'operato del collegio di direzione dell'autorità garante dellaprivacy. In tre hanno percepito rimborsi "cospicui", denunciaLannutti, oltre allo stipendio che non può dirsi proprio basso: Pizzetti vale289mila euro lordi all'anno; 193mila gli altri tre.

 

Il settennato del collegio dell'Autorithy è scaduto il 17 aprilescorso. I quattro del vertice erano stati insediati nel 2005. Tutti suindicazioni dei partiti: due componenti in quota al centrosinistra, Pizzetti ePaissan, e due al centrodestra, Giuseppe Chiaravallotti (ex governatore dellaCalabria allora in Forza Italia), e Giuseppe Fortunato, già consiglieregiuridico di Gianfranco Fini alla vicepresidenza del Consiglio all'inizio deglianni Duemila. Quest'ultimo, ex difensore civico a Napoli, si distinse peressere stato uno dei primi a violare la privacy rendendo pubblico l'elenco deitelefonini che avevano contattato le numerazioni a cosiddetto valore aggiunto,le chat line che iniziavano con 899. Fu eletto nel vertice dell' Autorità tracontestazioni e polemiche in Senato: "Ma proprio lui...". Poi scrisseun libro, "La svolta", tra il filosofico e l'esoterico, cinquecentopagine con poche parole e tante figure che circola su Internet, sponsorizzatoda un non meglio precisato "Laboratorio privacy esviluppo" anche questo online e oggetto della prima interrogazione delsenatore Lannutti. Insomma, il vertice dell'Autorità non sembra si sia fattomancare niente mentre i 115 dipendenti da tempo recalcitrano per il bloccodegli stipendi dal 2011, senza diarie per le missioni internazionali (solo conun rimborso delle spese vive) e per la riduzione della durata dei contratti ai20 a tempo determinato.

 

Ogni componente del collegio ha diritto a tre persone di staff,12 in tutto. Ma Fortunato e Chiaravallotti, di collaboratori ne hanno avuti rispettivamente71 e 49 fino all'ottobre 2011 con contratti part time, a tempo e con chiamatadiretta. E Fortunato ha addirittura insediato nell'ufficio un'associazione didiritto privato (quel "Laboratorio privacy e sviluppo" sponsor deidella sua fatica letteraria) per un "numero indefinito di persone cheutilizzano, al pari dei dipendenti, spazi e attrezzature" dell'Authority,con un compenso ignoto a tutti.

 

Qualche settimana fa, presente il presidente del Senato, RenatoSchifani, la biblioteca del Senato, ha ospitato la presentazione del libro"Sette anni di Privacy", curato da Pizzetti. Il volume, con ilmarchio della Repubblica italiana e quello del garante, è venduto a 25 euro inlibreria e online. E sull'home page dell'Autorità c'è la pubblicità del libroche consiste nella raccolta delle sette relazioni annuali peraltro di dominiopubblico perché pubblicate sul sito telematico del garante. A questo punto c'èda chiedersi se i quattro nuovi membri del collegio riusciranno a far meglio e,soprattutto, a spendere meno.

 

(Ndr: ripreso da "Repubblica.it" del 7 giugno 2012)