| Sotto la lente del fisco i siti web I professionisti e le imprese devono indicare la partita Iva La Direzione regionale della Liguria ha messo in campo i primi controlli. Lobbligo è ancora poco conosciuto di Andrea Bongi Partono i controlli del fisco sui siti web di professionisti e imprese per verificare che sulla home page sia indicato il numero di partita Iva. Lobbligo, ancora poco conosciuto, deriva dallarticolo 2 del dpr 404/2001, ai sensi del quale il numero di partita Iva attribuito dallufficio a ogni contribuente deve essere indicato, oltre che nelle dichiarazioni e in ogni altro documento ove richiesto, anche nella home page delleventuale sito internet. Detta disposizione è confluita nellarticolo 35 del dpr 633/72 che regola le dichiarazioni di inizio, variazione e cessazione di attività ai fini dellIva. Come riferito da Fiscooggi, la rivista telematica dellAgenzia delle entrate, la Direzione regionale della Liguria ha effettuato un primo controllo sui siti internet di imprese e professionisti riscontrando in numerosi casi il mancato rispetto della norma sopra richiamata. La sanzione applicabile alla mancata indicazione del numero di partita Iva nella home page del sito è quella prevista per la violazione degli obblighi di comunicazione di cui al dpr 473/1997 e varia da un minimo di 258,23 euro a un massimo di 2.065,83 euro. Risulta tuttavia possibile regolarizzare lomissione attraverso un semplice aggiornamento del proprio sito internet, a condizione però che detta operazione sia effettuata prima della constatazione dellirregolarità da parte dellamministrazione finanziaria. Ai sensi della risoluzione n. 60 del 16/5/2006 lindicazione del numero di partita Iva nella home page del sito internet da parte di imprese, artisti e professionisti è obbligatoria anche nelle ipotesi in cui il sito web venga utilizzato per scopi meramente propagandistici e pubblicitari e non soltanto nei siti dedicati allattività di commercio elettronico. Per questi ultimi infatti la lettera e) del comma 2 dellarticolo 35 prevede altresì la necessità di indicare lindirizzo del sito internet e i dati identificativi dellInternet service provider nei modelli di dichiarazione di inizio e variazione di attività. Stando alle notizie diffuse dallAgenzia delle entrate, lattività svolta dalla Direzione regionale della Liguria avrebbe consentito di individuare ben 81 siti internet appartenenti a imprese, artisti o professionisti sprovvisti dellindicazione del numero di partita Iva sulla pagina iniziale. Fra questi i più numerosi sono risultati quelli appartenenti a imprese di costruzioni, agenzie immobiliari, istituti di bellezza, agriturismi e bed & breakfast, oltre che ai siti di avvocati, artigiani e architetti. Tra laltro lAgenzia ricorda che non sempre è risultata facile e diretta lindividuazione dei veri titolari dei siti internet a causa dellutilizzo di nomi di fantasia o luso di pagine su domini intestati ad altri soggetti. Ciò lascia intendere che lobbligo di indicazione del numero di partita Iva si rende applicabile anche ai siti internet non direttamente intestati al contribuente ma semplicemente nella sua disponibilità. Linformazione diffusa dallAgenzia delle entrate sullinizio dei controlli nei siti web dei contribuenti si presenta come un invito, più o meno esplicito, alla regolarizzazione spontanea delle omissioni informative. È pertanto opportuno che tutti i contribuenti che dispongono di un sito internet provvedano alla regolarizzazione della home page del sito con lindicazione del numero di partita Iva onde evitare che detta operazione debba essere effettuata dopo lirrogazione dellapposito provvedimento sanzionatorio da parte dallAgenzia delle entrate competente. (Ripreso da Diritto&Fisco di "Italia Oggidel 7/9/2007") |