Grazie a due diverse tecnologie garantita l'identità personale di L'Aipa (Autorità per l'informatica nella Pubblica amministrazione) ha, attualmente, nel suo carniere, numerosi progetti, tutti meritevoli di particolare attenzione. Tra questi, uno che potrebbe portare sicuri vantaggi a tutti i cittadini, oltre che alle amministrazioni pubbliche, è quello relativo alla Carta d'identità elettronica. Su questo argomento, però, al fine di evitare equivoci, sarà opportuno fare alcune precisazioni. I problemi posti da tale documento di identificazione, però, sono molteplici. Essi, in particolare, vanno dalla possibilità di falsificazione all'impossibilità di avere un unico punto di riferimento "centrale" che permetta di garantire che la "carta" presentata non sia stata, ad esempio, rubata. Appare evidente a tutti, però, che, fin quando l'emissione di tale documento è di competenza di ogni singolo Comune, senza alcuna possibilità di avere una visione generale dell'effettiva situazione, i suddetti problemi non possono trovare alcuna soluzione. Ed è proprio in questo quadro che si inserisce la proposta dell'Aipa. Proposta che è finalizzata alla possibilità di emettere un'unica carta d'identità che, pur gestita da ogni singola amministrazione municipale, possa essere egualmente inserita in un sistema unitario nazionale che dia alla stessa carta una valenza che potremmo definire di carattere "nazionale". L'idea base, in pratica, è stata quella di realizzare un documento di identità che avesse le seguente caratteristiche: - sicurezza totale (almeno nei termini in cui tale espressione sia considerata accettabile dalla tecnologia attuale); - possibilità di identificare anche "in rete" il portatore della carta; - validità e verificabilità del documento su tutto il territorio nazionale. Obiettivi, tutti questi, che possono essere raggiunti, però, solo utilizzando le nuove tecnologie dell'informatica e delle telecomunicazioni. Inoltre, la possibilità di realizzare un documento del genere, evidentemente, presuppone anche un preciso adeguamento normativo Ciò, però, almeno da un punto di vista generale, è già stato fatto con l'articolo 2 della legge 16 giugno 1998, n. 191, che afferma che "con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del ministero dell'Interno, di concerto con il ministero per la Funzione pubblica, sono individuate le caratteristiche e le modalità per il rilascio della carta d'identità e di altri documenti di riconoscimento muniti di supporto magnetico o informatico". (Nel sito www.ilsole24ore.it/informatica la legge 191/98 e il link al sito Aipa). Dal punto di vista legislativo, comunque, si è già andati avanti. Infatti, non solo il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri è già pronto (e, probabilmente, quando questo articolo sarà pubblicato, tale decreto sarà già uscito sulla Gazzetta Ufficiale), ma anche il successivo decreto del ministero degli Interni che deve fissare le regole pratiche è già in avanzata fase di realizzazione. Tutto ciò porta come conseguenza pratica che la nuova Carta d'identità elettronica, ufficialmente presentata allo Smau, potrà entrare, già a partire dal prossimo mese, nella fase di sperimentazione. Fase che dovrebbe concludersi entro due anni al fine di passare, successivamente, alla definitiva introduzione del nuovo documento. Ovviamente i problemi ancora da risolvere o, addirittura, da affrontare sono molteplici. Il primo riguarda la tecnologia da usare nella realizzazione della carta. Tecnologia che deve garantire, da una parte, la sicurezza e la possibilità di "leggere" localmente (senza appesantire la rete con eccessivi collegamenti) il documento. D'altra parte, però, deve essere garantita anche la possibilità (in tutti i casi di necessità) di inserirsi in rete per "dialogare" con il centro unico nazionale. La soluzione a questo problema, comunque, dovrebbe già essere stata trovata. Infatti, a meno di sorprese dell'ultimo momento, ci si sta orientando verso una duplice tecnologia: a banda ottica (per l'identificazione "sicura" a vista) e a microchip (per il collegamento in rete e la possibilità di aggiungere ulteriori servizi, come viene messo in evidenza nell'articolo pubblicato in basso). Un altro problema da affrontare è quello della "messa in linea" di tutte le anagrafi comunali. Cosa, evidentemente, necessaria per poter costituire un unico centro di riferimento al quale collegarsi in caso di necessità. Ovviamente, la premessa indispensabile, in questo caso, è che tutti Comuni abbiano anagrafi informatizzate. A questo proposito va detto che siamo già sulla buona strada. Infatti, allo stato attuale delle cose, oltre il 70% dei circa 8.100 Comuni italiani hanno trasformato le loro anagrafi cartacee in archivi elettronici. Non solo, ma si può ritenere, in base ai progetti in corso, che nell'arco del prossimo anno la stessa aliquota dovrebbe superare la quota del 90 per cento. In questa situazione, allora, è evidente che, in presenza di archivi elettronici efficienti e potendo utilizzare le diverse reti già esistenti (in primo luogo la Rete unitaria della Pa, che può già essere considerata una realtà), la realizzazione di un efficiente "sistema nazionale delle anagrafi" sia da considerare abbastanza prossima. L'ultimo problema, per il quale dovranno essere trovate soluzioni specifiche (magari variabili da caso a caso), riguarda i Comuni più piccoli. Qui, evidentemente, le strade da battere potranno essere diverse: consorzi tra Comuni, gestione delle piccole anagrafi affidata agli enti locali vicini aventi dimensioni maggiori e così via. Comunque, quando il sistema potrà essere messo a regime gli attori del tutto saranno: i Comuni (con le loro anagrafi e con i nuovi uffici "di rilascio delle carte d'identità"), la rete che permetterà il collegamento col centro, il ministero dell'Interno (con tre diversi "sistemi": di emissione delle carte, di rilascio e gestione delle stesse e con quelle delle anagrafi). Altri attori saranno il ministero delle Finanze (al quale competerà l'attribuzione del codice fiscale che apparirà, anch'esso, sulla carta) ed, eventualmente, altre amministrazioni pubbliche. Circa il procedimento concreto di rilascio del documento, il cittadino dovrà recarsi presso l'ufficio di "rilascio" del proprio Comune e, immediatamente e a vista, otterrà la Carta. Perché ciò avvenga, però, dovranno essere coinvolti anche tutti gli altri attori. In pratica, però, il cittadino non si accorgerà di nulla e otterrà, in brevissimo tempo, un documento "sicuro", valido e verificabile su tutto il territorio nazionale. (Ndr: Ripreso da Il Sole 24 Ore - Informatica e telecomunicazioni di Sabato 2 Ottobre 1999) |