Parere del Comitato economico e sociale in merito alla Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale e al Comitato delle regioni: La Commissione europea, in data 22 marzo 2001, ha deciso, conformemente al disposto dellarticolo 262 del Trattato che istituisce la Comunità europea, di consultare il Comitato economico e sociale in merito alla comunicazione di cui sopra. La Sezione "Mercato unico, produzione e consumo", incaricata di preparare i lavori in materia, ha formulato il parere sulla base del rapporto introduttivo del Relatore Dimitriadis in data 17 dicembre 2001. Il Comitato economico e sociale ha adottato il 16 gennaio 2002, nel corso della 387 a sessione plenaria, con 92 voti favorevoli e 3 astensioni, il seguente parere. Osservazione generale riguardo al documento della Commissione Con la Comunicazione "Aiutare le PMI a convertirsi ai sistemi digitali" la Commissione europea intende dare il necessario impulso al Piano dazione eEurope 2002 e accelerare la realizzazione dei programmi che aiuteranno le PMI ad accedere alle attività commerciali su Internet. Il documento vuole concentrare tutte le azioni comunitarie in materia di imprenditorialità elettronica ed esporre le intenzioni sia della Commissione, che degli Stati membri dintensificare i loro sforzi. 1. Introduzione 1.1. Dopo la Comunicazione della Commissione dal titolo "eEurope Una società dellinformazione per tutti" (1) del dicembre 1999 e lelaborazione del Piano dazione "eEurope 2002 Una società dellinformazione per tutti" presentato e adottato in occasione del Consiglio europeo di Santa Maria de Feira (19-20 giugno 2000) (2) la Commissione ha pubblicato la Comunicazione "Aiutare le PMI a convertirsi ai sistemi digitali" (3). 2. Punti principali del documento della Commissione 2.1. Il terzo obiettivo del Piano dazione "Promuovere lutilizzo di Internet" comprende unazione intesa a incoraggiare le PMI a convertirsi ai sistemi digitali (Go digital) in quanto queste svolgono un ruolo importante ai fini dellattuazione delliniziativa eEurope. 2.2. Lobiettivo della Comunicazione è identificare le esigenze peculiari alle PMI per poter cogliere appieno i benefici del commercio elettronico, nonché presentare le iniziative Go Digital specifiche che la Commissione attuerà nel 2001. Ulteriori azioni verranno intraprese nel 2002 e oltre. 2.3. La Comunicazione individua in particolare gli obiettivi seguenti:
2.4. Le iniziative Go Digital possono contribuire alla creazione di condizioni migliori per lingresso delle PMI nellera digitale, ma non possono prescindere dallo spirito imprenditoriale né sostituirsi allimpresa, cui spetta comunque la decisione finale. 2.5. Nellambito di tre linee dazione, la Comunicazione propone 10 azioni specificandone lobiettivo, le modalità dattuazione e i relativi responsabili:
3. Osservazioni generali 3.1 Il Comitato ritiene che si tratti di un periodo critico per lo sviluppo del commercio elettronico, visto che le aspettative mondiali e in special modo quelle americane hanno subito negli ultimi anni un ridimensionamento in alcuni casi piuttosto brusco. Di fronte alla nuova situazione venutasi a creare il Comitato riconosce che:
3.2. A giudizio del Comitato, la maggioranza delle azioni Go Digital si muove nella giusta direzione, ma con tempi eccessivamente dilatati, fattore questo che non riduce le disparità già esistenti tra le PMI europee e quelle di altri paesi. 3.3. Il Comitato ritiene che la Comunicazione non tenga sufficientemente conto dellestrema urgenza dei problemi che devono affrontare le PMI in materia di tecnologia digitale. 3.4. Il Comitato, di fronte allo sviluppo del commercio elettronico su scala mondiale, ritiene che una parte considerevole delle PMI europee dotate dei requisiti necessari non abbia ancora adottato la rete nella misura necessaria (4) e non abbia ancora capito tutte le prospettive offerte dal suo utilizzo pianificato e ragionato. Vi è pertanto il rischio evidente di un accentuarsi del divario tecnologico esistente tra le PMI europee da un lato e quelle americane e del Sud-Est asiatico dallaltro, con il possibile risultato di una loro esclusione dalla concorrenza internazionale. 3.4.1. Il Comitato riconosce che, in determinati Stati membri, i governi profondono seri sforzi atti a promuovere lutilizzo delle nuove tecnologie da parte delle PMI. 3.5. Il Comitato ritiene che la conclusione della Commissione secondo cui unignoranza generale del commercio elettronico apparterrebbe ormai al passato non rispecchia fedelmente lo stato dei fatti. Lesperienza dimostra che, nonostante i notevoli progressi compiuti, in unelevata percentuale di PMI tale ignoranza esiste ancora e porta in molti casi a rifiutare laggiornamento. Per questo occorrono iniziative coordinate a livello nazionale ed europeo. 3.6. Secondo il Comitato le PMI mancano dellinformazione e della formazione necessarie per riconoscere e adottare le possibilità offerte dal commercio elettronico, le quali richiedono competenze che in passato il sistema distruzione non forniva. (5) Il Comitato riconosce peraltro che listruzione o la formazione permanente di persone non più giovanissime che hanno un programma di lavoro pesante e responsabilità di gestione di unimpresa costituiscono un compito particolarmente difficile. 3.7. Il Comitato è dellavviso che la mancanza di finanziamenti sostanziosi e adeguati a livello europeo non faccia che scoraggiare ladozione delle soluzioni offerte dal commercio elettronico; nei casi, poi, in cui tali finanziamenti esistono, mancano invece una corretta programmazione e un utilizzo razionale delle risorse. 3.8. Il Comitato ritiene che la creazione di un meccanismo volto a garantire i prestiti destinati alle PMI, siano esse individuali o di statuto societario, e a promuovere un uso migliore dei fondi strutturali costituisca un fattore del tutto determinante per spingere ad adottare le soluzioni legate al commercio elettronico. 3.9. Secondo il Comitato solo una percentuale estremamente limitata delle PMI europee si è resa conto del grande cambiamento intervenuto sui mercati internazionali in seguito alla liberalizzazione del commercio internazionale e alleliminazione di importanti ostacoli alla libera circolazione dei servizi e dei prodotti. 3.10. Il Comitato non è daccordo sul fatto che lattuale quadro istituzionale, legale e, più in generale, regolamentare risponda in modo soddisfacente alle necessità delle PMI in materia di commercio elettronico a livello nazionale, europeo e internazionale. Ritiene invece necessario concludere quanto prima la concertazione internazionale per definire un quadro regolamentare accettabile su scala mondiale che fornisca la necessaria garanzia agli scambi per via elettronica. 3.11. Il Comitato conviene sul fatto che leconomia digitale crea una domanda in continuo aumento di personale specializzato nelle TIC. Tale rapido aumento ha avuto come conseguenza una penuria di specialisti nel settore che rende spesso difficile alle PMI assicurarsene i servizi, nella misura in cui essi sono più facilmente cooptati dalle grandi aziende che possono permettersi di offrire retribuzioni più elevate. Secondo il Comitato questo problema ha cominciato a produrre situazioni esplosive ed è destinato ad influenzare lo sviluppo delle tecnologie nellUE. 3.12. Il Comitato è dellavviso che il costo per la creazione di un nome forte su Internet (eBrand) sia troppo elevato (6) perché una PMI se lo possa permettere, pur avendone bisogno per affermarsi a livello internazionale. 3.13. Il Comitato considera che, benché lattrezzatura tecnica necessaria non richieda grandi capitali, molte PMI non sono in grado o esitano a mobilizzare le risorse necessarie, anche perché non hanno finora ricevuto dai consumatori segnali tali da convincerle dellutilità immediata di tale investimento. 3.14. Il Comitato ritiene che iniziative come la creazione di un sito web speciale in cui presentare tutte le idee connesse a Go Digital raggiungano solo un numero assai limitato di PMI e diano in molti casi limpressione che la Commissione non coglie a tempo i segnali che denunciano la situazione attuale delle PMI europee. 3.15. Il Comitato giudica assolutamente necessario che le amministrazioni pubbliche ricorrano al commercio elettronico e alle nuove tecnologie (eGovernment) in quanto rappresentano le istanze più atte a incentivare le PMI ad adottarle a loro volta. (7) (8) (9) 3.16. Il Comitato conviene sul fatto che lutilizzo di Internet in quanto nuovo strumento imprenditoriale vada incoraggiato particolarmente nelle aziende che hanno la possibilità di accedere al commercio elettronico. 3.17. Data luniversalità di Internet, le azioni previste devono contribuire alla creazione di sinergie. 3.18. Secondo il Comitato è necessario disporre di dati rigorosi e accurati in quantità sufficiente per valutare le azioni e al tempo stesso misurare lo sviluppo e lassorbimento di know-how da parte delle PMI. 3.19. Per favorire soluzioni interoperabili nel campo del commercio elettronico è necessaria unazione di standardizzazione. Il Comitato è tuttavia cosciente del fatto che tale azione sarà particolarmente difficile da realizzare a causa della molteplicità di tecnologie, software e fornitori (10). 3.20. Per il passaggio delle PMI allera digitale, il Comitato è daccordo sul fatto che alcuni attori come le Camere di commercio o le organizzazioni rappresentative possono e devono svolgere un ruolo importante nel processo di sensibilizzazione. 3.21. Il Comitato ritiene che il ruolo dei lavoratori sia cruciale per il passaggio delle PMI al commercio elettronico. Le PMI hanno bisogno immediato di personale con una formazione informatica tale da consentir loro di far fronte ai necessari cambiamenti. Va pertanto messo a punto, in futuro, un sistema generale di formazione permanente destinato allinsieme dei lavoratori (11). 3.22. Secondo il Comitato lacquisizione di nuove competenze tramite la formazione permanente (11) e delle necessarie qualifiche da parte dei lavoratori costituisce la condizione imprescindibile sia per coprire i posti attualmente vacanti, sia per creare nuovi posti permanenti nel campo delleconomia digitale. 3.23. Il Comitato ritiene, al pari della Commissione, che le PMI abbiano bisogno di consulenza esterna e di assistenza legale (12). 3.23.1. Il Comitato è convinto che il commercio elettronico richieda personale direttivo con conoscenze tecnologiche di livello elevato. Il paradosso, in questo caso, è che, mentre esistono innumerevoli corsi per tecnici e programmatori informatici, non esistono invece corsi per dirigenti dimpresa. La formazione di questi ultimi si limita generalmente allapprendimento di strumenti e metodi amministrativi, nonché di competenze in materia di comunicazione e gestione del personale, e risulta spesso saltuaria e impartita essenzialmente tramite conferenze e seminari. 3.24. Il Comitato non è daccordo con la conclusione della Commissione secondo cui lattuale quadro regolamentare risponde in misura soddisfacente alle esigenze del commercio elettronico a livello nazionale, e che è probabile che i problemi sorgano solo quando le PMI intraprendono attività nellambito del commercio elettronico a livello transfrontaliero. Il commercio elettronico è infatti per sua natura internazionale e richiede un quadro regolamentare adeguato che protegga il consumatore particolarmente vulnerabile ma anche limpresa. Il Comitato condivide appieno la posizione espressa nella dichiarazione eEurope adottata in occasione della Conferenza interministeriale di Varsavia (11-12 maggio 2001) in merito alla necessità di una cooperazione internazionale riguardo al quadro regolamentare/legislativo del commercio elettronico (13). 3.25. Il Comitato ritiene che lo spirito fortemente conservatore e la mancanza della cultura necessaria che caratterizzano numerose PMI costituiscano un ostacolo molto serio, che complica e ritarda anche le azioni e gli sforzi da intraprendere con particolare urgenza. 3.26. Secondo il Comitato, spesso la responsabilità è anche delle stesse PMI, che reagiscono con molta lentezza o non reagiscono affatto ai segnali che vengono loro da questa nuova era, anche se al contrario proprio gli imprenditori dovrebbero sempre dare prova della massima vigilanza e flessibilità. Il presupposto essenziale perché una PMI possa modernizzarsi ed evolvere nellambito della nuova economia è quello di modificare preliminarmente la sua struttura ed organizzazione. 4. Osservazioni particolari 4.1. LINEA DAZIONE 1: AMBIENTE FAVOREVOLE AL COMMERCIO ELETTRONICO E ALLIMPRENDITORIALITÀ4.1.1. Azione 1: Valutazione comparata delle strategie nazionali e regionali a sostegno del commercio elettronico 4.1.1.1. Scopo dellAzione 1 è quello di descrivere e valutare le politiche e gli strumenti sia nazionali sia regionali messi a punto per promuovere il commercio elettronico nelle PMI; tale scopo verrà raggiunto grazie a una valutazione comparata delle strategie messe in opera ai due livelli nel settore delle TIC e del commercio elettronico. 4.1.1.1.1. Osservazione 1: il Comitato ritiene giusta lAzione 1, ma nutre dei dubbi quanto al calendario stabilito dalla Commissione ed esprime scetticismo riguardo alla possibilità di raggiungere lobiettivo tramite il programma BEST 2001 essendo un fatto risaputo che molte amministrazioni pubbliche (specie a livello regionale) si distinguono per le loro modalità di funzionamento improduttive, lente e farraginose. 4.1.2. Azione 2: Misura delladozione delle TIC e del commercio elettronico 4.1.2.1. Lobiettivo dellAzione 2 è quello di elaborare un quadro comparativo (scoreboard) Go Digital completo per misurare il livello di adozione delle TIC e del commercio elettronico da parte delle PMI negli Stati membri dellUE. La sua realizzazione spetta alla DG "Imprese", che elaborerà e pubblicherà regolarmente il quadro comparativo suddetto. 4.1.2.1.1. Osservazione 1: il Comitato giudica utile lAzione 2 in quanto si tratta di un ulteriore strumento comparativo, ma la considera, per il momento, di scarso valore pratico per le PMI. 4.1.3. Azione 3: migliorare laccesso allinformazione e raccogliere il feedback ai fini dello sviluppo di politiche nel settore della legislazione sul commercio elettronico 4.1.3.1. Lobiettivo dellAzione 3 è fornire alle PMI informazioni pertinenti e di facile uso, nonché una consulenza sugli aspetti legali e regolamentari del commercio elettronico. 4.1.3.1.1. Osservazione 1: secondo il Comitato, lAzione 3, nonostante le sue buone intenzioni, non potrà contribuire in modo significativo alla promozione del commercio elettronico nelle PMI. Relativamente poche, ancora, saranno le imprese che utilizzano Internet per trasferire le loro esperienze o acquisire informazioni sul quadro regolamentare e normativo. 4.1.3.1.2. Osservazione 2: Gli obiettivi dellAzione 3 sono corretti, ma la loro realizzazione pratica richiede delle forme di sostegno. 4.1.4. Azione 4: interoperabilità del commercio elettronico 4.1.4.1. Lobiettivo dellAzione 4 è quello di promuovere delle soluzioni interoperabili in materia di commercio elettronico attraverso la creazione di norme e la ricerca di consenso a livello europeo; si tratta di unazione estremamente importante che contribuirà a rendere più veloce e sicuro il ricorso al commercio elettronico (14). 4.1.4.1.1. Osservazione 1: il Comitato giudica particolarmente significativa la responsabilità della Commissione riguardo allAzione 4. 4.1.4.1.2. Osservazione 2: secondo il Comitato tale azione si realizzerà solo in presenza di una codecisione e di un impegno sostanziale da parte delle organizzazioni industriali, nonché delle grandi industrie produttrici di tecnologia che andranno convinte dei notevoli benefici derivanti da soluzioni interoperabili e della necessità di collaborare a soluzioni di questo tipo. 4.1.4.1.3. Osservazione 3: il Comitato giudica lento e troppo poco vincolante il calendario previsto per lazione. A suo avviso, è necessario che gli organismi europei competenti (CEN, Cenelec e ETSI) individuino al più presto gli standard necessari, che in moltissimi casi sono già noti da anni, ed avviino immediatamente un dialogo serio con lindustria. 4.1.4.1.4. Osservazione 4: secondo il Comitato qualunque soluzione interoperabile proposta a livello europeo dovrà essere presentata e discussa anche nelle istanze al di fuori dellUE in modo da permettere di raggiungere posizioni da poter adottare a livello mondiale. 4.1.4.1.5. Osservazione 5: il Comitato ritiene che lAzione 4 debba ricevere lattenzione costante della Commissione. 4.2. LINEA DAZIONE 2: ADOZIONE DEL COMMERCIO ELETTRONICOI. Osservazione generale: la conversione al commercio elettronico da parte delle PMI rimane un passo particolarmente difficile che richiede conoscenze, capitali, ma soprattutto capacità decisionali e il superamento di pratiche consolidate. La scelta della forma e del livello di sicurezza della comunicazione tra imprese (B2B) deve restare di competenza delle dirette interessate e si dovrà tener conto delle particolari condizioni del settore e delle prassi adottate a livello internazionale. Questa autonomia di decisione dovrebbe essere garantita per consentire di scegliere gli strumenti adeguati ad uno sviluppo delle attività orientato al mercato, flessibile e sicuro. 4.2.1. Azione 5 : promuovere la sensibilizzazione alla conversione ai sistemi digitali 4.2.1.1. Lobiettivo dellAzione 5 è fornire alle PMI linformazione necessaria sulle esigenze e gli strumenti per un uso più ampio delle TIC e del commercio elettrico. Tale azione andrà realizzata tramite una serie di eventi e manifestazioni a carattere informativo, destinati specificatamente alle PMI, da organizzare su tutto il territorio dellUE. 4.2.1.1.1. Osservazione 1: secondo il Comitato lAzione 5 è particolarmente importante in quanto è un fatto ormai dimostrato che tra le PMI vi è scarsa informazione e consapevolezza in materia di TIC, specie a livello regionale; le PMI non sfruttano appieno, per le ragioni più diverse (avversione per la tecnologia, ignoranza, indifferenza, ecc.), le occasioni pur numerose che sono offerte loro sotto forma di manifestazioni, incontri o altri eventi per informarsi. 4.2.1.1.2. Osservazione 2: la mobilizzazione, nellambito dellAzione 5, delle associazioni industriali e delle Camere di commercio e dellartigianato e delle reti di sostegno alle imprese è fondamentale per creare le condizioni necessarie a sensibilizzare le PMI in quanto tali istanze dispongono dei contatti diretti, dei canali di comunicazione e di una reale conoscenza delle condizioni locali e dei problemi specifici. 4.2.2. Azione 6: adozione del commercio elettronico 4.2.2.1. Lobiettivo dellAzione 6 è favorire ladozione del commercio elettronico da parte delle PMI mediante i progetti pilota previsti dal programma sulle TSI della DG "Società dellinformazione". 4.2.2.1.1. Osservazione 1: il Comitato giudica tale azione inefficace per due importanti ragioni. In primo luogo, il programma TSI, che si basa sul 5° Programma quadro di ricerca e sviluppo, avrà termine alla fine del 2002 e le risorse economiche e pratiche rimaste per la realizzazione dellAzione 6 sono alquanto scarse. Il 6° Programma, dovrebbe diventare operativo nel 2003, ma non sono ancora note le azioni da esso previste. In secondo luogo, il programma TSI è particolarmente specializzato e si rivolge alle PMI con elevate capacità tecnologiche, che già lo utilizzano ampiamente. 4.2.3. Azione 7: fornitura di un meccanismo di garanzia su i prestiti per le PMI 4.2.3.1. Lobiettivo dellAzione 7 è fornire alle PMI prestiti per gli investimenti in materia di TIC e verrà attuato introducendo un meccanismo di garanzia sui prestiti a favore delle PMI mediante sistemi di controgaranzie o garanzie congiunte negli Stati membri. 4.2.3.1.1. Osservazione 1: il Comitato giudica tale azione particolarmente importante, ma esprime notevoli riserve riguardo alla sua realizzazione. I meccanismi utilizzati finora non sono riusciti, alla resa dei conti, a finanziare le PMI in quanto gli Stati membri non ne hanno la capacità per ragioni burocratiche, oppure non possono o non vogliono assumere il ruolo necessario che sono chiamati a svolgere in questo ambito. 4.2.3.1.2. Osservazione 2: secondo il Comitato la Comunicazione dovrebbe assegnare agli Stati membri gran parte della responsabilità della realizzazione dellAzione 7. 4.2.3.1.3. Osservazione 3: il Comitato auspica che gli stanziamenti disponibili trovino un utilizzo efficace nella pratica e che venga seguito da vicino lo sviluppo di questa azione, che può cambiare radicalmente la situazione nellUE. 4.2.4. Azione 8: Promuovere un uso migliore dei fondi strutturali 4.2.4.1. Lobiettivo dellAzione 8 è utilizzare meglio i fondi strutturali per incoraggiare ladozione del commercio elettronico da parte delle PMI. 4.2.4.1.1. Osservazione 1: il Comitato giudica estremamente importante lAzione 8 in quanto il FESR può, grazie a finanziamenti concreti e specifici, colmare lampio "divario digitale" riscontrabile nelle regioni europee, specie quelle dellObiettivo 1 caratterizzate da enormi squilibri rispetto alle regioni centrali dellUE. 4.2.4.1.2. Osservazione 2: il Comitato sostiene tale azione e spera che le autorità centrali non impediranno alle regioni concretamente responsabili dellazione di rispondere alle sfide poste dai tempi e di sostenere le PMI finanziando le misure necessarie. 4.3. LINEA DAZIONE 3: PERSONALE QUALIFICATO NEL SETTORE DELLE TICI. Osservazione generale: la mancanza di specialisti delle TIC crea gravi problemi alla diffusione delle tecnologie digitali sul territorio dellUE. Il problema non riguarda soltanto le PMI, ma lintera economia europea e, se non si adottano al più presto misure nel campo dellistruzione (aumentando il numero di studenti e sostenendo le scuole che insegnano queste tecnologie), a livello professionale (sostenendo e incentivando i ricercatori nel settore delle TIC a restare in Europa), tecnologico (promuovendo i centri tecnologici europei) e politico (prendendo iniziative a favore della diffusione delle necessarie conoscenze informatiche), ben presto sarà questo il problema più grave dellUE. II. Osservazione generale: in base al "Benchmarking Report following up the Strategies for Jobs in the Information Society", la richiesta di personale specializzato nelle TIC in Europa è destinata ad aumentare dagli attuali 10 milioni a 13 milioni di posti nel 2003; di conseguenza il divario in termini di personale specializzato passerà da 1,2 milioni a 1,7 milioni di posti di lavoro equivalenti (15). III. Osservazione generale: il Comitato ritiene che la mancanza di personale specializzato nelle TIC rappresenti per le PMI un problema estremamente grave in quanto le priva, con particolare riferimento a quelle ubicate nelle regioni periferiche o al di fuori dei centri urbani, del sostegno necessario negli sforzi che compiono per accedere al commercio elettronico. Tale mancanza, inoltre, provoca spesso un forte aumento dei prezzi dei servizi di tali esperti, che diventano così proibitivi per le PMI. IV. Osservazione generale: il Comitato sostiene con forza tutte le azioni volte ad integrare le nuove tecnologie tra le materie dinsegnamento e in particolare liniziativa "eLearningPensare allistruzione di domani" (16), e invita gli Stati membri e la Commissione ad utilizzare ogni possibilità ed ogni mezzo a loro disposizione per sviluppare linsegnamento dellinformatica. Uno strumento che potrebbe rivelarsi efficace è collegare questo tipo dinsegnamento a tutte le politiche comunitarie e incentivarlo tramite tali politiche. Gli Stati membri e la Commissione devono promuovere misure aventi i seguenti fini: i) fornitura in quantità sufficiente di hardware e software a tutti i livelli distruzione, ii) disponibilità di personale specializzato e in particolare di formatori, iii) inventario completo delle capacità e delle competenze del personale insegnante in materia di nuove tecnologie, iv) sviluppo di un software adatto alla società europea, v) riduzione dei costi delle comunicazioni. V. Osservazione generale: la formazione permanente deve costituire il cardine delle politiche europee in materia di istruzione in modo da garantire una formazione costante e aggiornata, in grado di tenere il passo con i progressi tecnologici (17). VI. Osservazione generale: è dimostrato come nel settore delle TIC siano soprattutto le PMI a incontrare delle difficoltà per pianificare il loro fabbisogno di personale qualificato e per prendere i relativi provvedimenti. Il Fondo sociale europeo finanzia già attualmente i servizi di consulenza alle imprese in materia di fabbisogno di personale qualificato. Il ricorso a questo strumento a livello nazionale meriterebbe rinnovata attenzione. 4.3.1. Azione 9: sostenere le iniziative trainate dallindustria relative a nuovi curricula in materia di TIC 4.3.1.1. Lobiettivo dellAzione 9 è sostenere iniziative congiunte tra lindustria e listruzione intese a definire le nuove esigenze che derivano in campo economico dalluso delle nuove tecnologie e dalla globalizzazione dei mercati. 4.3.1.1.1. Osservazione 1: il Comitato giudica lAzione 9 essenziale ai fini del riorientamento che è necessario imprimere alle conoscenze impartite a livello di istruzione superiore per renderle utili, concrete e consone alle esigenze di specializzazione dellera digitale. 4.3.1.1.2. Osservazione 2: il Comitato constata che il mondo accademico europeo non reagisce con prontezza sufficiente alle sfide poste dai tempi e alle esigenze del mercato e chiede un approfondimento e un ampliamento della cooperazione tra il settore privato e gli istituti distruzione. 4.3.2. Azione 10: creare un gruppo di sorveglianza delle competenze nel settore delle TIC in collaborazione con gli Stati membri 4.3.2.1. Lobiettivo dellAzione 10 è istituire un gruppo di lavoro che sorvegli la domanda, da parte del mercato, di personale qualificato nel settore delleconomia digitale, nonché il livello di formazione offerta ai lavoratori del settore pubblico e privato. 4.3.2.1.1. Osservazione 1: il Comitato ritiene che le esigenze del mercato siano ormai arrivate a un punto di rottura e che lunica cosa che questo gruppo di lavoro potrà fare sarà quella di constatare la gravità della situazione per gli anni a venire. Unazione utile che per contro tale gruppo di lavoro potrà fare sarà quella di seguire da vicino levoluzione dei mercati e di trasmettere le informazioni in suo possesso alle amministrazioni pubbliche e agli istituti distruzione. 4.3.3. Azione 11: varare un programma di formazione per le PMI 4.3.3.1. Osservazione 1: il Comitato esprime particolare interesse per lAzione 11 e per il ruolo che può svolgere linserimento nelle PMI di studenti in funzione di tirocinanti (per imparare sul posto di lavoro il concreto funzionamento di unimpresa) e anche di formatori (che mettono a disposizione le loro conoscenze in materia di informatica, commercio elettronico e nuove tecnologie). 4.3.3.2. Osservazione 2: il Comitato sottolinea che limpiego di studenti non deve in nessun caso mettere in pericolo la posizione dei lavoratori allinterno di unimpresa (tramite licenziamento, declassamento, trasferimento, modifica della posizione salariale, ecc., dei dipendenti). 4.3.3.3. Osservazione 3: il Comitato invita la Commissione a preparare accuratamente lAzione in modo da garantire che limpiego di studenti nelle PMI rappresenti uno strumento di reale utilità pratica e per evitare gli effetti collaterali derivanti da errori intenzionali o involontari che indurrebbero le PMI a rinunciare alladozione delle nuove tecnologie. 4.3.3.4. Osservazione 4: per lAzione in oggetto è necessario rifarsi alle migliori pratiche già individuate nel corso di esperienze analoghe condotte negli Stati membri. 5. Raccomandazioni 5.1. Il Comitato propone che a) la Comunicazione in esame costituisca il punto di partenza di nuove iniziative concrete Go Digital da parte della Commissione e degli Stati membri, b) i tempi di attuazione vengano accelerati in linea con le mutate esigenze e sviluppi, c) siano previste azioni destinate a tutte le PMI, e in particolare a quelle delle regioni periferiche che si trovano ad operare in un ambiente evidentemente meno favorevole e d) li Stati membri diano la massima priorità alle azioni Go Digital conformemente alle esigenze individuate localmente. 5.2. Azione 3 5.2.1. Il Comitato propone la creazione di un efficace meccanismo di sostegno a favore delle PMI in grado di fornir loro dei servizi di consulenza esterna e assistenza legale onde consentire agli imprenditori di soddisfare i nuovi requisiti più elevati imposti dalleconomia digitale. 5.2.2. Propone inoltre di definire senza indugio il quadro istituzionale, legale e, in termini generali, regolamentare nel cui ambito sviluppare le iniziative in materia di commercio elettronico con le soluzioni di portata internazionale che proprio il carattere transfrontaliero del commercio elettronico rende indispensabili. 5.2.3. Per quanto riguarda lAzione 3, il Comitato propone infine di creare una rete che offra informazioni di contenuto giuridico e regolamentare tramite gli Euro Info Centres, dove questi esistono, o altri organi selezionati (Camere di commercio, associazioni e organizzazioni rappresentative, ecc.) incaricati di centralizzare e diffondere il materiale necessario e di creare per le PMI un servizio di sostegno specializzato in commercio elettronico. 5.3. Azione 5 5.3.1. In vista delle esigenze particolari e delle specificità delle PMI, il Comitato propone di rendere linformazione e la formazione loro destinate più specifiche e mirate tramite unampia gamma di strategie concrete atte a colmare le lacune fondamentali delle PMI e ad aiutarle a muovere i primi difficili passi nel campo del commercio elettronico. 5.3.2. Secondo il Comitato linformazione destinata alle PMI deve modificare i propri obiettivi e la propria filosofia in quanto finora non ha dato i risultati sperati. Dal momento che le PMI si fondano essenzialmente sullo sforzo personale dei loro proprietari e di un personale non molto numeroso, occorre persuadere assai concretamente i proprietari dei reali vantaggi pratici del commercio elettronico (18). Solo delle misure ispirate al massimo pragmatismo possono avvicinare le PMI ad Internet e convincere i proprietari delle imprese a compiere lo sforzo di formare i loro dipendenti. 5.3.3. Il Comitato ha proposto a più riprese di istituire un sistema europeo di diffusione dellinnovazione dai centri di ricerca alle imprese, con particolare riferimento a quelle che si trovano in posizione svantaggiata quando si tratta di assimilare e utilizzare le nuove tecnologie. 5.4. Azione 7 5.4.1. Il Comitato propone di aumentare i finanziamenti e, al tempo stesso, di incentivare gli investimenti nel campo delle nuove tecnologie e del commercio elettronico. E` fondamentale inoltre fornire un sostegno specifico alle PMI che si dedicano allo sviluppo di prodotti innovativi o tecnologici, nonché di servizi a carattere innovativo (produzione di computer, software, software per Internet, creazione di sistemi dinformazione, ecc.). 5.4.2. Invita inoltre il Consiglio e la Commissione a prevedere incentivi specifici per il settore bancario affinché questo promuova concretamente lo sviluppo del commercio elettronico nelle PMI mediante il finanziamento immediato e diretto degli strumenti appositi. 5.5. Azione 9 5.5.1. Il Comitato propone di indirizzare un maggior numero di giovani, tramite il sistema distruzione, verso i settori delleconomia digitale dove maggiore è la richiesta. Propone inoltre che le università e gli istituti distruzione stringano legami più saldi con il settore produttivo privato. 5.6. Azione 11 5.6.1. Per garantire che limpiego di studenti nelle imprese produca risultati ottimali, lazione andrà realizzata con la massima attenzione e nel rispetto di criteri stabiliti in anticipo. 5.6.2. Per garantire la riuscita del piano dazione il Comitato chiede che tutte le azioni ricevano un sostegno politico. Sulla scia delle decisioni adottate a Lisbona, si dovrà mettere periodicamente allordine del giorno dei Consigli europei il problema dello sviluppo e della diffusione delle tecnologie nellUE affinché questo tema di importanza vitale per leconomia europea venga controllato e seguito al massimo livello politico. 5.7. Secondo il Comitato, occorre adoperarsi al massimo perché le PMI che hanno le capacità e prospettive appropriate comprendano la necessità di essere presenti sulla scena sia europea che internazionale tramite il ricorso alle nuove tecnologie. 5.8. Il Comitato appoggia le azioni Go Digital a favore delle PMI descritte in "eEurope 2003" (19), con particolare riferimento alle azioni B2B nei paesi candidati alladesione (20), le cui PMI incontrano problemi di accesso al commercio elettronico ancor più gravi (21). 5.9. Propone la creazione di una rete paneuropea strutturata dinformazione, di cui facciano parte gli Euro Info Centres, gli Innovation Relay Centres, le organizzazioni rappresentative e le Camere di commercio. 5.10. Il Comitato invita la Commissione a coordinare lutilizzo immediato e obbligatorio delle nuove tecnologie in tutte le amministrazioni pubbliche tramite soluzioni uniformi e standardizzate sullintero territorio europeo in modo da ridurre le lungaggini burocratiche, assistere le PMI e consentire un funzionamento più rapido e produttivo delle strutture statali. Bruxelles, 16 gennaio 2002. Il Presidente Göke FRERICHS NOTE (1) COM(1999) 687 def. |