Acquisti sicuri suINTERNET

Dal 1997 il Cen e l'Iso puntano decisamente alla STANDARDIZZAZIONE
Obiettivo: consentire la COMPATIBILITA'tra le diverse applicazioni di pagamento per comprare beni e servizisulla Rete

di
Roberto Granati
(ABI)

L'interesse che circonda la rete Internet e, soprattutto,le possibilità riguardanti il commercio elettronico sonoormai riconosciute sempre più dalla maggioranza degli operatorieconomici di ogni settore, in particolar modo da quello bancario,i quali iniziano concretamente a definire e a mettere in attole proprie strategie in materia, in modo tale da poter coglierei benefici del cosiddetto business on-line.

La crescita del fenomeno Internet, inteso sia comecanale comunicativo-promozionale (presenza di siti) che come canaledistributivo vero e proprio per la compravendita di beni e serviziche come potenziale rete di regolamento, è riscontrabileun po' ovunque, dagli Stati Uniti, dove ad oggi (e prevedibilmenteanche nel futuro) si concentra la maggior parte dell'attività,all'Europa, ai paesi asiatici.

A titolo di esempio, prendendo in esame il settorecreditizio nazionale, i dati riguardanti i siti di banche italianeindicano quasi 170 aziende di credito presenti in Rete alla finedel 1997, con un incremento del 70% circa rispetto al 1996. Lacrescita della presenza bancaria su Internet risulta ancora piùsignificativa se si considera che nel 1995 - anno in cui sonoapparsi i primi siti italiani - gli istituti collegati on-lineerano solamente 25.

La sigla "www", simbolo più o menoignoto o comunque di scarso richiamo ai più solo tre annifa, ha assunto e continua ad assumere una familiarità viavia crescente, e non solo tra gli addetti ai lavori, tanto daessere scherzosamente ribattezzata -nel corso di uno degli ultimiconvegni che si sono svolti su Internet - da "world wideweb" in "whatever whenever wherever", e ciòproprio per indicare le potenzialità che ha la Rete didiventare un mercato (virtuale) in cui si potrà acquistaree regolare qualsiasi cosa, da qualsiasi luogo, a qualsiasi ora.

I PROTOCOLLI DI SICUREZZA

Le opportunità offerte dal commercio elettronicoderivano sia dal segmento consumer to business, ossia aldettaglio, che da quello business to business, vale a dire,tra imprese. In particolare, per quanto concerne il segmento aldettaglio, è indubbio che l'utilizzo delle carte di plastica- nelle tradizionali funzioni di debito e di credito piuttostoche nelle nascenti applicazioni di borsellino elettronico - qualestrumento di regolamento delle transazioni potrà svolgereun ruolo di primo piano nell'affermazione di questo nuovo mercato.

E, in effetti, negli ultimi due anni, si sono moltiplicatele iniziative miranti a rendere sicure le transazioni con cartedi plastica su Internet, attraverso la definizione di protocollidi sicurezza; si va dai protocolli di tipo proprietario, a quelloSsl (Secure sockets layer), diffusosi largamente negli Stati Unitie spesso inserito nei browser di navigazione, al protocollo Set(Secure electronic transaction), promosso dai circuiti internazionalibancari MasterCard e Visa.

In particolare, relativamente a quest'ultimo, sonoda poco iniziati i primi progetti pilota a livello europeo, Italiacompresa, miranti a collaudare l'architettura Set che, nella versioneattuale (1.0), consente l'utilizzo delle carte di credito, susupporto magnetico, per effettuare transazioni di pagamento sureti aperte. L'uso di tali protocolli sta, infatti, giàrendendo possibile e concreto l'avvio del commercio elettronicosu reti aperte. A titolo di esempio, siti virtuali quali Amazon.com,per la vendita di libri (oltre 1,5 milioni di referenze in catalogo),oppure Cdnow.com, per la vendita di compactdisk, videocassette,magliette e gadget vari hanno raggiunto alla fine del 1996 unfatturato rispettivamente vicino ai 20 e ai 15 milioni di dollari.

GLI ENTI DI NORMAZIONE

Le potenzialità offerte da Internet vengonoseguite attentamente non solo dai diretti operatori di mercato,siano essi esercenti, banche, service providers, ecc., ma, ultimamenteanche dagli enti di normazione internazionali, in particolare,dai due massimi organismi di standardizzazione, a livello mondiale,Iso, International standardization organization (Organizzazioneinternazionale per la standardizzazione), e a livello europeo,Cen, Comité européen de normalisation (Comitatoeuropeo per la normazione).

E' indubbio che nel campo del commercio elettronico,così come in tutti i segmenti di business, l'addiveniread un set di standard, riconosciuti a livello globale, non puòche agire a favore del decollo e del successivo ampliamento delmercato in esame.

In questa ottica, prende corpo agli inizi del 1997un'iniziativa congiunta Cen/Iso, con l'appoggio anche dellaCommissione UE, mirante a gettare le basi per un'attivitàdi standardizzazione per le transazioni commerciali effettuatesu reti aperte tramite carte di plastica, attraverso la costituzionedi un apposito gruppo di lavoro denominato "Gruppo per lastandardizzazione del commercio elettronico".

La creazione del Gruppo rappresenta una rispostaalle esigenze di mercato. In particolare, per consentire la compatibilitàe la interoperabilità delle diverse applicazioni dipagamento per regolare l'acquisto di beni e/o servizi. L'attivitàdel Gruppo è così delineata:

  • l'ambito di riferimento è dato dalle transazionial dettaglio, consumer to business;
  • l'analisi riguarda le transazioni commercialie finanziarie effettuate su reti aperte, quali Internet, con cartedi plastica, siano esse carte di credito, di debito o di borsellinoelettronico;
  • il supporto tecnologico sottostante le cartedi plastica che verrà preso in esame è sia la bandamagnetica che il microcircuito.

L'obiettivo del Gruppo, al quale partecipa l'industriabancaria europea per il tramite di Ecbs, European committeefor banking standards (l'ente di standardizzazione bancario europeo),e che vede anche la presenza dei circuiti di pagamento che gestisconocarte di plastica, sia internazionali (Europay e Visa) che domestici(Groupement des cartes bancaires, Pbs, Semp e Sibs) è statochiaramente fissato e si articola nella produzione di tre documenti:

  • un dettagliato contesto di riferimento, in cuiverranno evidenziati gli aspetti chiave di carattere tecnologico,di sicurezza e di business;
  • un elenco esaustivo e critico degli standardesistenti;

un elenco degli standard e dei requisiti di standardizzazioneche dovranno essere sviluppati.

In aggiunta agli operatori citati l'iniziativa Cen/Isoconta, tra gli altri, su una partecipazione bancaria, compostada ABI, Associazione Bancaria Tedesca, Crédit Lyonnais(coordinatore del Gruppo) e Dresdner Bank e di fornitori (attivinel segmento delle carte di plastica), quali Bull, Dassault, Giesecke& Devrient, Motorola e Schlumberger.

E' da sottolineare che lo scopo del Gruppo non ètanto la creazione di standard quanto piuttosto la predisposizionedi una apposita cornice di riferimento attraverso la quale facilitareuna successiva attività di standardizzazione.

Nel corso dei lavori, che vengono svolti da un teamdi esperti nominati dal Gruppo stesso e che si concluderanno aiprimi del 1999, verrà presa in esame tutta la sequenzalogica del processo di acquisto; dall'autenticazione dei soggetti(consumatore, venditore, banca), alla fase di ordinazione, allascelta del mezzo di pagamento, all'autorizzazione al pagamento,fino al regolamento finale. Un progetto essenziale per lo sviluppodel commercio elettronico.

(N.d.r.: articolo ripreso dalla rivista bimestrale "Bancaforte"di luglio-agosto 1998)