26A CONFERENZA INTERNAZIONALE SULLA PROTEZIONE DEI DATI WROCLAW (POLONIA) 13-16 SETTEMBRE 2004

Risoluzione della Conferenza europea per la protezione dei dati relativa all'istituzione di un forum comune dell'Unione europea sulla protezione dei dati nelle questioni attinenti alla cooperazione giudiziaria e di polizia (protezione dei dati nel Terzo Pilastro)

Risoluzione della Conferenza europea per la protezione dei dati relativa all'istituzione di un forum comune dell'Unione europea sulla protezione dei dati nelle questioni attinenti alla cooperazione giudiziaria e di polizia (protezione dei dati nel Terzo Pilastro)

Il Trattato dell'Unione Europea (TUE), nella versione adottata il 2 ottobre 1997 (Trattato di Amsterdam) contiene, nel Titolo VI, ampie disposizioni relative alla cooperazione giudiziaria e di polizia in materia penale. Il Trattato di Nizza prevede che le autorità giudiziarie e di polizia degli Stati membri dell'UE intensifichino ulteriormente tale cooperazione. Si tratta di una delle priorità dell'Unione.

Le Autorità di protezione dei dati degli Stati Membri dell'Unione europea hanno piena coscienza della necessità di una cooperazione più stretta fra le autorità responsabili dell'azione penale negli Stati Membri, al fine di garantire ai cittadini dell'Unione un livello elevato di sicurezza in un'area di libertà, sicurezza e giustizia. Tuttavia, occorre garantire un equo bilanciamento fra tale esigenza e la difesa delle libertà civili, compresi i diritti di protezione dei dati, la cui tutela è sancita dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea.

Uno dei compiti più importanti delle Autorità di protezione dei dati è rappresentato dall'attività consultiva in materia di protezione dei dati svolta per gli enti che si occupano di legiferazione; in tale ambito, le Autorità devono sottolineare i rischi che determinate iniziative di legge possono comportare per le libertà sopra ricordate, e proporre soluzioni più vicine ai cittadini. La Commissione, il Consiglio ed il Parlamento europeo usufruiscono di tale attività consultiva con sempre maggiore frequenza.

Naturalmente le Autorità di protezione dei dati sono liete di rispondere a tali richieste nella maniera migliore possibile. Tuttavia, è bene chiarire che, al momento, sono insuffi cienti o assenti le strutture organizzative necessarie all'adempimento di questa importante missione, e che pertanto le Autorità non possono garantire un intervento consultivo in fase precoce, sulla base di un'analisi condotta a livello paneuropeo e secondo i dovuti standard di qualità. Ciò dipende dall'inesistenza, all'interno del Terzo Pilastro, di un forum comune e della necessaria struttura organizzativa.

Questa situazione contrasta con quella rinvenibile nel Primo Pilastro, dove è stato costituito il Gruppo di lavoro "Articolo 29" che garantisce un'idonea struttura organizzativa alle Autorità di protezione dei dati. Tale struttura comprende un segretariato permanente (messo a disposizione dalla Commissione) e le risorse utili a consentire l'organizzazione di incontri periodici a Bruxelles con i necessari servizi di traduzione. Le autorità di controllo comuni all'interno del Terzo Pilastro (ad esempio per quanto riguarda Europol, Schengen, Eurojust) hanno un mandato specifico, ed occorre un approccio più ampio per garantire l'uniformità delle garanzie concernenti la protezione dei dati nell'intero settore della cooperazione giudiziaria e di polizia.

I partecipanti alla Conferenza attualmente stanno intensificando la propria collaborazione nelle materie giudiziarie e di polizia. A tal fine, un gruppo di lavoro "Polizia", costituito sotto l'egida della Conferenza delle Autorità europee di protezione dei dati, funge da forum strategico, analizzando tematiche che esulano dal mandato degli organismi attualmente esistenti a livello UE in materia di protezione dei dati. È stato inoltre costituito un altro sottogruppo della Conferenza. Tale gruppo di progetto, formato, fra gli altri, dai presidenti delle autorità comuni di controllo (Europol, Schengen, Dogane ed Eurojust), dal presidente del Gruppo di lavoro "Articolo 29", e dal Garante europeo per la protezione dei dati, ha il compito di sviluppare approcci strategici rispetto a nuove iniziative che riguardino l'utilizzazione di dati personali per scopi giudiziari e di polizia in una prospettiva europea.

Cionondimeno, sono necessarie ulteriori misure strutturali. In concomitanza con il rafforzamento e l'avanzamento dell'architettura europea di sicurezza nel Terzo Pilastro, è essenziale incorporare l'attività consultiva in materia di protezione dei dati nella struttura del Consiglio dell'Unione europea. Per tale motivo, la Conferenza delle Autorità europee di protezione dei dati invita il Consiglio e la Commissione ad attuare senza indugi le misure necessarie, in termini di risorse umane ed organizzative, onde consentire all'ente incaricato della protezione dei dati di iniziare l'importante attività di tutela degli interessi dei cittadini prima della fine dell'anno in corso. Il Garante europeo per la protezione dei dati, nominato ai sensi dell'Articolo 286(2) del Trattato delle Comunità europee, dovrebbe partecipare all'ente istituendo con un ruolo attivo.

La Conferenza, inoltre, invita il Consiglio e la Commissione a creare i presupposti giuridici per l'armonizzazione delle attività di controllo nell'ambito del Terzo Pilastro, in stretta cooperazione con i soggetti competenti.

La Presidenza è invitata a trasmettere la presente Risoluzione al Consiglio, alla Commissione ed al Parlamento.

Wroclaw, 14 settembre 2004