Cresce il "mercato nero" degliindirizzi Quasi impossibile evitare la pubblicità indesiderata via Internet di Massimo Miccoli Un click sull'indirizzo di un sito ricevuto via postaelettronica e addio privacy. Vittime di un nuovo ed immancabile errore di programmazione,gli utenti di Hotmail ed Excite, i due più noti servizidi posta elettronica gratuita su Internet. Il primo, con circa5 milioni di utenti, è di proprietà Microsoft; ilsecondo, con qualche utente in meno, è offerto dalla stessaExcite come servizio nel suo noto motore di ricerca Internet. Fino ad oggi gli utenti di Hotmail ed Excite hannoconsegnato inconsapevolmente i loro indirizzi di posta elettronicaa molti siti Web fornendo dati preziosi a gli uomini del cybermarketing,ai famosi Spammer: persone che, lavorando per conto di società,bombardano le caselle di posta degli utenti Internet con valanghedi messaggi pubblicitari non richiesti. Dove l'inghippo? Ogni volta che un utente di Hotmailo Excite riceve un messaggio elettronico contenente l'indirizzodi un sito Web, scatta il rischio privacy. Basta cliccare sullink contenuto nella e-mail perché il sito Web di destinazioneregistri l'indirizzo di posta elettronica dell'utente. Una manna dal cielo per gli Spammer che potrebberoapprofittare del "buco" nei programmi di gestione dellaposta di Hotmail ed Excite. Come? E' presto detto. Da una parte gli Spammer potrebberoavere a disposizione un altro strumento per collezionare indirizzidi posta elettronica, sarebbe sufficiente un accordo con qualchesito Web ad alto numero di accessi per raccogliere decine di migliaiadi indirizzi al giorno; dall'altra la possibilità di verificare,come con una raccomanda con ricevuta di ritorno, se i loro messaggipubblicitari hanno effetto controllando gli accessi sul sito oggettodel messaggio pubblicitario. Basti pensare che molti siti pornografici paganogli Spammer per far aumentare il numero di accessi ai propri Webe che per ogni nuovo utente lo Spammer riceve un tot in denaro. Scoperto da Jason Catlet, fondatore di un sito cheaiuta gli utenti della Rete nel proteggere la propria privacy,l'errore di programmazione riscontrato in Hotmail ed Excite èsaltato fuori proprio la scorsa settimana, mentre negli Usa ildibattito sulla privacy nel cyberspazio si faceva più infuocato.Due gli schieramenti: da una parte le industrie informatica, dall'altrail governo. Le prime, fino a qualche mese, protestavano controalcune proposte di legge in tema di privacy ritenute troppo severe:quasi una palla al piede per il lancio del commercio elettronico. Così la scorsa settimana una cinquantina diaziende Usa, tra cui America Online e Ibm, ha deciso di auto-regolamentarsiin tema di privacy. Le critiche del Dipartimento del CommercioUsa non si sono fatte attendere. Il potente Dipartimento del Commercioamericano sta vagliando eventuali regole sulla questione privacynel cyberspazio e non ha gradito l'iniziativa privata delle aziendeamericane. Nel mirino dei legislatori Usa adesso ci sono gli Spammer,quei personaggi che usano la posta elettronica a mo' di mitragliatricespedendo posta, messaggi pubblicitari per conto di aziende, alpiù alto numero di persone possibile. In alcuni stati americani la cosiddetta tecnica dellospamming è già da tempo fuori legge, in altri siavvia ad esserlo, mentre cresce il dissenso della comunitàInternet verso queste nuove pratiche di marketing diretto. Ilproblema dello spamming sta interessando sempre più anchel'Italia, come ben sanno gli abbonati di Telecom Italia Network(Tin) che ormai vedono il loro indirizzo di posta bandito da unnumero sempre più alto di siti Internet. Gli utenti diTin non possono più spedire messaggi di posta elettronicaverso utenti di alcuni importanti provider nazionali e internazionali.Il dominio Tin è finito in una specie di lista nera, accusatodi essere una delle principali fonti di spamming nazionale. Lalista nera sembra essere l'unica arma di difesa dei provider Internetin difesa dei propri abbonati, solo rifiutando la ricezione dimessaggi di posta elettronica provenienti da domini noti comefonte di spamming si può evitare il bombardamento da e-mailnon desiderate. (Ndr: ripreso da la Repubblica Affari&Finanza di lunedì6 luglio 1998) |