Intercettazioni telefoniche, una "moda" italiana Un piccolissimo "picco" due anni fa (in tutto, 1.350 autorizzazioni) poi il ritorno ai numeri registrati, più o meno, nel '96 e nel '97. Con sole 1.190 intercettazioni autorizzate dalle Corti di giustizia statali e federali degli Stati Uniti nel corso del 2000, il bilancio americano delle registrazioni a fini di prova conferma inequivocabilmente come oltreoceano le intercettazioni non siano di moda. A differenza di quanto accade in Italia. Come spiega l'ultimo rapporto annuale dell'ufficio amministrativo centrale delle Corti Usa, il numero complessivo delle intercettazioni siano esse via cavo, orali o elettroniche disposte l'anno passato da magistrati americani è calato di 150 unità. Inferiori di numero, ma più "efficaci", come dimostrano i 3.411 arresti conseguenza diretta delle intercettazioni, seguiti da una percentuale maggiore di condanne rispetto al '99, quando gli arresti erano stati 4.372. Da sempre, la classifica dei motivi che portano i giudici ad autorizzare l'ascolto vede in testa violazioni delle leggi antiracket e antidroga (nel 75% dei casi), seguite dagli omicidi e dal gioco d'azzardo. In coda, nel Duemila come negli anni precedenti, rapine e furti con scasso, incendi e traffico di esplosivi, estorsioni. Tra i più disponibili a permettere le intercettazioni sono risultati i giudici statali (711), con una particolare concentrazione a New York (349) e negli Stati della California e del New Jersey (rispettivamente 88 e 45). Infine, l'intercettazione più comune, informa sempre il rapporto, è risultata quella telefonica (cordless, cellulare, fisso), utilizzata nell'81% dei casi (927 autorizzazioni). I dati Usa colpiscono per la sproporzione con il totale della popolazione poco più di mille autorizzazioni a fronte di oltre 260 milioni di abitanti ma, nel caso delle intercettazioni, anche per la distanza con le statistiche italiane, dove peraltro mancano dati aggiornati. L'ultimo dato disponibile (e ufficiale) risale al 1996, quando i decreti di intercettazione disposti dalle Corti italiane erano 44.176 (23.637 in più rispetto al '95). Il dato indica un netto trend di crescita, cui mancano, però, conferme successive. Un aiuto in questo senso potrebbe arrivare dalle modifiche al codice di procedura penale in materia di intercettazioni previste da un disegno di legge approvato dalla Camera nell'aprile del '99 e trasmesso al Senato, ma da allora "congelato" in commissione Giustizia. Se il nuovo Parlamento accorderà la corsia preferenziale alla riforma (in quanto già approvata da un ramo), potremmo infatti avere, al 30 giugno di ogni anno, una relazione ad hoc alle Camere, presentata dal ministro della Giustizia, con dati aggiornati sulla durata e numero delle intercettazioni e i reati per i quali sono state autorizzate. (Ndr: ripreso da Il Sole-24 Ore di lunedì 28 Maggio 2001) |