Il futuro del futuro-presente

Stralci dal volume Dopo Internet del giornalista Enrico Pulcini, edito da Castelvecchi, che fa il punto sui mutamenti che le tecnologie digitali produrranno nei prossimi anni nel settore dell'informazione

Errato pensare a Internet come il futuro, esso è solo il presente.

L'Internet attuale non è soltanto il risultato di un incidente prodottosi nel corso della storia - la creazione di una rete informatica militare in grado di sfuggire a un attacco nemico - che ci ha permesso di raggiungere l'illusione di una comunicazione totale. La Rete, sebbene strumento formidabile per molti scopi e potentissimo mezzo di comunicazione, è in altri casi lenta e non in grado di trasmettere facilmente immagini. Essa va considerata come una delle possibili applicazioni della digitalità il cui cammino è in corso da oltre sessant'anni e che porterà a un "dopo Internet" il cui scenario è delineato dallo sviluppo futuro dei dispositivi. Dopo la Rete attuale arriveranno altri sistemi sempre più sofisticati che proseguiranno il cammino evolutivo della tecnologia e, forse, dell'uomo.

Questo libro non è un testo su Internet, né sui mezzi di comunicazione, piuttosto è un volume sulla comunicazione digitale. Da essa scaturirà un modo nuovo di informare, di vendere, di vedere, di parlare, di lavorare attraverso dispositivi interattivi. L'interattività consente un flusso bidirezionale, a due vie, che può annullare i tradizionali schemi della comunicazione: un emittente e un ricevente, un giornalista e un lettore, un regista e un telespettatore, ma anche un venditore e un compratore se includiamo il commercio nel mondo della comunicazione. Tre gli scenari del settore, individuati nel testo, che saranno drasticamente mutati dalla digitalità (il cambiamento e già iniziato): l'informazione, la promozione (il commercio), la televisione. Tutti confluiranno in un futuro, definito nell'ultimo capitolo del "Telecosmo", i cui contorni saranno delineati dal progresso tecnologico dei prossimi anni.

L'overload informativo è il tema centrale del capitolo iniziale di questo testo. La quantità di informazione, che sarà tutta prodotta digitalmente (i supporti cartacei rimarranno l'unica forma di informazione non elettrica ma si integreranno sempre più con le reti e i computer) e che già oggi e copiosa nel nostro mondo, crescerà vertiginosamente. La sfida futura sarà quella di realizzare sistemi e congegni che disciplinino questo flusso incessante di contenuti. Grande sarà l'ascesa dell'informazione personalizzata, che rappresenterà una risposta necessaria all'overload informativo e che porterà gli utenti a costruirsi giornali su misura adatti alle necessità conoscitive di ognuno.

Il secondo capitolo è dedicato al commercio elettronico. Indagini e studi di importanti istituti di ricerca si sbilanciano prevedendo un grande sviluppo dell'e-commerce. Acquistare merci attraverso il computer diverrà una consuetudine per molti utenti. Le imprese sfrutteranno la digitalità per trovare nuovi canali di promozione e di distribuzione, riuscendo attraverso le nuove tecnologie multimediali ad abbassare i costi di presentazione, di promozione e di vendita dei prodotti. Il commercio elettronico stravolgerà procedure, cambierà i ruoli e creerà nuove professionalità, ma funzionerà soprattutto attraverso un nuovo marketing che renderà protagoniste dei processi commerciali le cosiddette comunità interattive: gruppi di persone che si incontrano sul web aggregate da interessi comuni.

La terza parte del libro è dedicata alla televisione. Il piccolo schermo, dopo un'era di relativa immutabilità tecnologica, già oggi sta subendo una drastica trasformazione prodotta dell'utilizzo del digitale nelle trasmissioni e nella ricezione del segnale. Ma si tratta solo dell'inizio: il mondo della tv diverrà sempre più simile a quello dei computer. Non solo avremo la possibilità di vedere Internet sul piccolo schermo, ma l'apparecchio diverrà un vero e proprio elaboratore digitale in grado di eseguire tutte le funzioni che oggi sono possibili solo tramite l'informatica. Alla fine, tv e computer convergeranno in dispositivi, denominati teleputer, che apriranno una nuova fase ancora nella fruizione dei contenuti informativi, di intrattenimento e nei cosiddetti teleservizi.

Questi scenari, e altre innovazioni di cui parla questo libro, proietteranno il settore della telecomunicazione nel cosiddetto "Telecosmo": un'epoca di effettiva comunicazione totale teorizzata da mediologi come George Gilder, Francis Craincross, Nicholas Negroponte e perfino da Jules Verne che, in un semisconosciuto racconto, ipotizza attraverso la fantasia, già alla fine dell'Ottocento, la realizzazione di apparati supertecnologici che generano la telepresenza e collegamenti in fibra ottica. I destini del "Telecosmo" saranno legati alle scelte di sviluppo che verranno fatte in futuro dai governi. La sua struttura sarà costruita agli inizi del prossimo secolo con le tecnologie più promettenti e convenienti che sopraggiungeranno. Il futuro delle telecomunicazioni è legato a opzioni di tipo culturale, politico e filosofico e anche a una presa di coscienza di tutta la società civile.

Le conseguenze dell'epoca digitale non vengono ancora percepite. Sentiamo Arthur C. Clarke, l'autore del libro 2001 Odissea nello Spazio da cui Kubrick trasse il film, oltreché ideatore del satellite geostazionario: "L'uomo esagera gli impatti a breve termine delle nuove tecnologie mentre sottostima i mutamenti generati da esse a lungo termine". Dobbiamo iniziare a considerare la Rete solo come il prototipo di tutti i sistemi interattivi che verranno, che saranno molto più potenti di Internet, in una scala differenziata simile al passaggio dall'osso all'astronave del film di Stanley Kubrick. E soprattutto è necessario diventare consapevoli di un passaggio epocale. L'avvento di Intemet e di tutti i sistemi digitali futuri farà passare la nostra società da una struttura ancora basata su logiche di sviluppo legate alla Società Industriale e fondata su logiche nuove adatte allo sviluppo della Società dell'Informazione, dove i bit saranno importanti quanto gli atomi e la telepresenza quanto il trasporto fisico. Gli effetti di queste trasformazioni potranno essere individuati pienamente solo nel prossimo secolo.

(Ndr: ripreso dalla rivista mensile di Telecom Italia "Pianeta" del marzo 1999)