Stralcio della Risoluzione del Parlamento europeo, a seguito della Conferenza del G7 del 25 e 26 febbraio 1995 a Napoli, sulla società dell'informazione.A. Considerando che la prospettiva di una disponibilità istantanea dell'informazione, se accompagnata da idonee e concrete misure, offre strumenti diretti per trasformare l'equilibrio dei poteri nella società, lottare contro l'esclusione sociale, promuovere il pluralismo e la partecipazione alla vita pubblica, migliorare le condizioni di accesso all'informazione ed alla cultura,
B. considerando che lo sviluppo della cosiddetta "società dell'informazione" avrà ripercussioni sull'occupazione, le condizioni di lavoro, l'istruzione, le libertà pubbliche, la tutela dei consumatori e sulla stessa organizzazione sociale,
C. considerando che sulla scia delle sue tradizioni umanistiche e continuando a mantenere la varietà delle lingue e culture nazionali, la civiltà europea dovrebbe avvalersi di questi strumenti quale parte di un progetto volto a consentire ai singoli individui di avere il dominio delle proprie vite e dell'ambiente,
D. preoccupato per il fatto che la creazione delle cosiddette "autostrade informatiche", se affidata alle sole forze del mercato, potrebbe allargare la spaccatura tra Nord e Sud e tra zone ricche e povere dell'Unione europea,
E. consapevole del fatto che la società dell'informazione potrebbe assumere in tempi brevi una dimensione mondiale in termini di reti e servizi e che vengono incoraggiate grandi alleanze tra operatori delle telecomunicazioni (servizi telefonici e audiovisivi) e tra questi ultimi e i fornitori di servizi e contenuti, ma che queste alleanze potrebbero determinare o rafforzare posizioni dominanti,
F. preoccupato per il fatto che la disponibilità globale delle conoscenze o dei prodotti del processo creativo evocato dal termine "società dell'informazione" richia di rivelarsi un'illusione se non vengono garantiti i diritti sulla proprietà intellettuale nel loro complesso e, allo stesso tempo, il diritto dei singoli all'accesso e all'uso a costi ragionevoli,
G. considerando che la società dell'informazione deve rappresentare l'occasione eccezionale per lanciare una politica industriale europea in un settore chiave dell'alta tecnologia,
rivolgendosi alle istituzioni dell'Unione europea:
1. insiste affinchè si esaminino le conseguenze che le reti e i servizi avranno ai fini della democrazia, della cultura, dell'occupazione, dell'istruzione e dei contenuti audiovisivi, nonchè le eventuali ridefinizioni della divisione dei ruoli tra servizi pubblici e iniziative private, così come l'esigenza di continuare a distinguere tra comunicazione individuale e comunicazione di massa, al cui riguardo sono ancora necessarie una legislazione e procedure particolari,
2. invita la Commissione ad istituire un "comitato" che studi le ripercussioni della società dell'informazione sulla democrazia, l'occupazione, l'istruzione, la tutela della sfera privata e delle libertà pubbliche e la cultura,
3. sottolinea il ruolo fondamentale che compete ai servizi pubblici dell'informazione nella società dell'informazione e invita la Commissione e i governi degli Stati membri a sostenere il loro sforzo per ridefinire la loro missione nel nuovo contesto multimediale,
4. invita la Commissione e gli Stati membri a concordare un programma comune che tenga pienamente conto dell'interdipendenza tra fattori economici, industriali, sociali, culturali e tecnici ogniqualvolta il discorso verta sulla società dell'informazione, poichè un'impostazione del genere è la più conforme alle tradizioni storiche, culturali e politiche dell'Europa,
5. invita, inoltre, la Commissione e gli Stati membri a concepire tale programma in modo da coinvolgere sia i paesi più poveri sia quelli più ricchi e, in particolare, in modo da affrontare l'esigenza di mettere a disposizione dei paesi e delle regioni meno sviluppate i vantaggi derivanti dalla società dell'informazione,
6. invita a ricercare soluzioni comuni sui punti riguardanti l'essenza stessa della società dell'informazione, ossia i diritti sulla proprietà intellettuale, in particolare i diritti d'autore e i diritti connessi, i diritti degli artisti, l'industria dell'audiovisivo e le infrastrutture e i servizi di telecomunicazione,
7. chiede, in particolare, che sia riconosciuto a tutti il diritto di conoscere gratuitamente l'esistenza, l'ubicazione, il carattere e le condizioni di accesso all'informazione offerta dalle reti, che questo diritto sia limitato unicamente alle esigenze di tutela della sfera privata e della sicurezza nazionale e che un accesso privilegiato sia garantito agli operatori nel settore dell'istruzione, ai servizi medici e agli organismi culturali,
8. chiede che lo sviluppo di queste nuove tecnologie consenta un autentico progresso della democrazia e favorisca l'accesso al sapere; in proposito, occorre ricordare che anche la scuola deve adeguarsi e formarsi a queste nuove tecnologie in modo che tutti i giovani possano beneficiare dei loro vantaggi.   www.privacy.it  |