Garante per la protezione
    dei dati personali

Newsletter

CONTROLLI BIOMETRICI: PER GLI AMERICANI SI POSSONO USARE MA SOLO PER SCOPI DEFINITI E CON PRECISE GARANZIE

I primi risultati di uno studio condotto negli USA rispetto all'impiego di dispositivi biometrici mostrano che l'opinione pubblica americana sarebbe disposta ad accettare, nel settore privato ed in quello pubblico, il ricorso circoscritto alla biometria per scopi ben determinati, ma è consapevole dei rischi e chiede ampie rassicurazioni sull'esistenza di adeguate garanzie contro possibili abusi (i risultati sono disponibili sul sito www.search.org e sul sito di Alan Westin , curatore del sondaggio, www.pandab.org).

Lo studio - di cui non è possibile valutare appieno i presupposti in termini di attendibIlità e qualità dell'analisi - è stato finanziato da un consorzio (SEARCH) sponsorizzato dal Servizio di statistica giudiziaria degli Stati Uniti, e rappresenta comunque un primo delimitato sondaggio sul rapporto fra biometria e privacy. E' il caso di sottolineare che il volume complessivo di affari nel settore ha superato i 600 milioni di dollari nel 2002, e secondo le stime dell'International Biometric Group arriverà a quasi 1 miliardo di dollari nel 2003 per superare i 4 miliardi nel 2007.

Il campione utilizzato comprende solo 2.063 soggetti adulti, intervistati telefonicamente nel 2001 e nel 2002 (rispettivamente, 1.017 e 1.046) attraverso una serie di quesiti che intendevano evidenziare i settori nei quali, in campo pubblico e privato, l'impiego di tecnologie biometriche fosse considerato accettabile, e per altro verso, quali garanzie fossero ritenute necessarie per evitare possibili rischi e/o abusi.

In primo luogo è interessante rilevare che la percentuale di soggetti che ha avuto esperienza di controlli di tipo biometrico è pari al 5% (in aumento rispetto al 3% nel 2001); per l'80% di questi casi si trattava di dispositivi basati sulla scansione delle impronte digitali. Si impone dunque una cautela nell'estendere i risultati di questo studio all'intera popolazione USA, anche se i curatori della ricerca affermano che il campione preso in esame è statisticamente rappresentativo.

Dal genere di domande poste risulta che, per quanto concerne il settore pubblico, almeno il 60% degli intervistati riterrebbe accettabile che il governo ricorra ad alcune tecniche biometriche per la lotta al terrorismo (verifica dell'identità indicata su passaporti, controllo degli accessi a edifici pubblici, check-in aeroportuale, verifica dell'identità prima del noleggio di un'autovettura). La maggioranza degli intervistati (in percentuale variabile fra il 74% ed il 93%) ammette il ricorso alla biometria per altri scopi connessi a finalità di natura giudiziaria: tutelare file di indagine riservati (93%), rilevare impronte sul luogo del delitto e confrontarle con database di pregiudicati, controllare l'identità di persone fermate per violazioni del codice della strada. Diversi si sono dichiarati favorevoli all'impiego di tecniche biometriche per lo screening di varie categorie di soggetti (candidati all'assunzione per impieghi "delicati" come guardia del corpo, infermiere, insegnante; titolari di assegni di assistenza sociale).

Per quanto concerne l'impiego di tecniche biometriche da parte di soggetti privati, sono sei i settori nei quali la maggioranza degli intervistati ritiene accettabile sottoporsi ad analisi biometriche — senza consistenti differenze in termini di sesso o di gruppo sociale di appartenenza. La casistica rispecchia molto da vicino (come è naturale) alcune caratteristiche della società americana: più precisamente, il 91% è favorevole all'uso di tecniche biometriche per verificare l'identità di chi acquista un'arma, l'85% per verificare l'identità di chi acquista merce con carta di credito, il 78% per controllare l'utilizzo di dispositivi tipo bancomat. Gli altri tre ambiti nei quali la maggioranza — sempre in base alle domande poste e alle alternative disponibili per le risposte - è d'accordo ad ammettere l'uso di tecniche biometriche sono l'accesso a file contenenti dati sensibili (sanitari e/o finanziari), la ricerca di informazioni sulle attività pregresse (ad esempio, di candidati all'assunzione) e lo screening di soggetti ai quali sia stato vietato l'ingresso in sale da gioco o casinò.

Quanto alle garanzie che gli intervistati ritengono necessarie per tutelare gli utenti da possibili rischi o abusi, quasi 9 persone su 10 hanno indicato l'obbligo di un'informativa adeguata sull'utilizzazione dei dati biometrici e sulle relative modalità; la stessa percentuale ritiene necessario che le finalità di utilizzo non siano diverse da quelle inizialmente specificate (principio di finalità); l’86% chiede il diritto di verificare l'utilizzazione corretta dei propri dati biometrici e di intervenire per rettificare possibili errori, ed una percentuale pressoché identica ritiene necessaria la cifratura automatica dei dati biometrici con il divieto di fornire la chiave di decifrazione a terzi (tranne che ciò sia previsto dalla legge o autorizzato espressamente dall'interessato). Inoltre, il 68% non vuole che i dati biometrici siano incrociati con altri dati personali, ed il 54% chiede che sia vietata la registrazione degli accessi avvenuti attraverso l'impiego di tecniche biometriche.

Come si vede, queste ultime garanzie che questo circoscritto campione di opinione pubblica americana vuole vedere applicate corrispondono sostanzialmente a quelli indicati nella direttiva europea per quanto riguarda qualità dei dati personali e diritti degli interessati. Da questo punto di vista, come rilevano i curatori, le indicazioni emergenti dallo studio offrono un buon modello di disciplina sia per l'amministrazione pubblica, sia per le imprese.

Va sottolineato, infine, che un tema particolarmente caro agli americani intervistati quello del furto di identità. Più dell'80% degli americani intervistati conosce la natura del problema ed il 21% ne ha avuto esperienza personale: ci si chiede quindi come contrastare questo rischio con tecnologie biometriche. L'87% degli intervistati ritiene "probabile" che l'adozione di sistemi biometrici si associ alla messa in atto di garanzie del tipo sopra indicato, mentre una percentuale elevata (82%) si dichiara, in base alle domande poste, convinta che entro il 2010 quasi tutti gli americani adulti "avranno almeno un identificatore biometrico memorizzato da qualche parte".