| Garante per la protezione     dei dati personali Newsletter RICETTE IN STRADA. INTERVIENE IL GARANTE Proseguono gli accertamenti dellAutorità Garante (Stefano Rodotà, Giuseppe Santaniello, Gaetano Rasi, Mauro Paissan) nei confronti di unazienda sanitaria locale romana per verificare il rispetto di tutte le disposizioni in materia di misure minime di sicurezza per il trattamento di dati personali previste dal Codice sulla privacy (d.lgs. n.196/2003). Il Garante dovrà accertare se lepisodio che si è verificato a fine dicembre, relativo a documentazione sanitaria (ricette, cartelle cliniche ancora leggibili, relativi ad un ingente numero di persone) rinvenuta nel corso di una ispezione nel cortile di una biblioteca comunale, liberamente accessibile al pubblico, costituisca un fatto imprevedibile, causato dallincendio del magazzino in cui il materiale era raccolto, oppure non riveli una carenza da parte dellazienda sanitaria nelladozione delle misure minime di sicurezza. I dati personali, in particolare quelli sensibili, devono essere custoditi in modo da ridurre al minimo i rischi di distruzione o perdita, anche accidentale, di accesso non autorizzato o di trattamento non consentito. La mancata adozione delle misure minime di sicurezza configura un illecito penale e può comportare lammenda da diecimila a cinquantamila euro o larresto sino a due anni. Dopo lintervento del Garante lazienda sanitaria ha rimosso la documentazione. Il Garante, venuto a conoscenza della vicenda il 9 gennaio da fonti di stampa, ha disposto immediati accertamenti che hanno avuto luogo la mattina successiva. Il nucleo ispettivo dellAutorità ha accertato che documenti sanitari, ricette di migliaia di cittadini, risalenti in prevalenza alla fine degli anni 80, in cui sono ancora leggibili nomi, cognomi, prescrizioni, date di emissione, giacevano incustoditi allaperto in una zona di passaggio al pubblico dopo un incendio che il 23 dicembre scorso aveva interessato anche il prefabbricato in cui la Asl li conservava. La Asl sentita dagli ispettori del Garante sulla vicenda ha "giustificato" la permanenza della documentazione allesterno con il ritardo nel reperimento di una ditta, a causa delle festività, dopo che la Croce rossa cui larchivio "morto" era destinato, aveva fatto sapere che non era più interessata al recupero della carta perché inservibile. Il Garante, in considerazione della gravità dellaccaduto, ha deciso dunque di continuare gli accertamenti sulle misure minime di sicurezza che lAzienda normalmente adotta nel trattamento dei dati e definirà al più presto il relativo procedimento. |