Garante per la protezione
    dei dati personali

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IL GARANTE AL COMPA 2004

L'Autorità Garante è stato presente anche quest'anno al Com-Pa, Salone europeo della Comunicazione Pubblica dei servizi al cittadino e alle imprese, che si è svolto a Bologna, dal 3 al 5 novembre,dedicato quest'anno al tema "La comunicazione pubblica guarda all'Europa". Il Vice Presidente dell'Autorità, Giuseppe Santaniello ha partecipato al convegno dedicato a "Democrazia e partecipazione, accesso e comunicazione"

Nell'ambito di un incontro, organizzato dalle Asl della regione Emilia Romagna, dedicato al diritto di cronaca e alla privacy nella sanità, verrà presentato un video con un contributo di Mauro Paissan, componente dell'Autorità.

Rappresentanti dell'ufficio del Garante hanno partecipato a diversi convegni e incontri: "Comunicazione pubblica, tutela dei dati e sicurezza"; "La nuova frontiera della comunicazione nelle autorità di garanzia e promozione"; "Sicurezza dei dati nelle scuole".

Presso lo stand dell'Autorità è stato programmato il video divulgativo sull'attività del Garante e sulle tematiche della privacy e sono stati distribuiti i diversi prodotti editoriali realizzati dal Garante, tra i quali il nuovo depliant sulla protezione dei dati personali e i nuovi elenchi telefonici, e la nuova edizione del Cd del Garante.

Il Vice Presidente dell'Autorità, Giuseppe Santaniello ha trattato nella sua relazione il tema della protezione dei dati in quanto diritto costitutivo della partecipazione dei cittadini alla vita democratica, affrontando in particolare le questioni legate alla comunicazione istituzionale e all'uso delle nuove tecnologie.

"La comunicazione pubblica e la pubblicità elettorale -ha affermato il Vice Presidente - si caratterizzano oggi per una forte dinamica evolutiva collegata all'ingresso di moderne tecniche mediatiche e all'avvento di nuovi strumenti tecnologici". Il Garante per la protezione dei dati personali ha partecipato attivamente, fin dalla sua istituzione nel 1997, ad una regolamentazione del settore che tutelasse la riservatezza dei cittadini ma, nel contempo, permettesse ai diversi corpi della Pubblica amministrazione di usufruire delle opportunità offerte dalle innovazioni tecnologiche per offrire un miglior servizio alla cittadinanza. "Il quadro di principi e di regole rivolte a disciplinare la comunicazione istituzionale e la pubblicità elettorale — ha dichiarato Santaniello - non è mai cristallizzato in formule rigide e immutevoli ma richiede spesso adeguamenti, modifiche aggiornamenti". Oggi l'obiettivo di dotare il Paese di un quadro di regole rivolte alla tutela dei dati personali è stato raggiunto con il Codice in materia di protezione dei dati. In esso vengono chiaramente indicate le norme affinché l'utilizzo dei moderni strumenti di comunicazione (sms, mms, e-mail) siano inquadrati nell'ottica di un rapporto più agile ed efficiente tra amministrazione e cittadini.

Mauro Paissan è intervenuto sul rapporto tra libertà di informazione e dati sanitari. "Tema delicatissimo: il giornalista - ha affermato il componente del Garante -deve fare buon uso del privilegio che gli consente di trattare i dati sanitari senza richiedere il consenso dell'interessato, ma nel rispetto pieno della dignità delle persone". "L'ospedale, l'ambulatorio, il pronto soccorso, l'Asl - ha chiarito tra l'altro Paissan rispondendo a una specifica domanda - nessuno di questi soggetti è in alcun modo legittimato a fornire informazioni agli organi di stampa su degenti o pazienti, se non con il loro consenso". Il rappresentante del Garante ha poi ricordato il carattere vincolante del Codice deontologico dei giornalisti, che tutela espressamente la dignità delle persone malate, il loro diritto alla riservatezza e al decoro personale e prescrive a chi fa informazione di astenersi dal pubblicare dati analitici di interesse clinico anche in caso di personaggi pubblici. Paissan ha infine citato alcuni dei provvedimenti presi in questi anni dal Garante in materia di informazioni e dati sulla salute, provvedimenti nel volume da lui curato dal titolo "Privacy e giornalismo".