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PROCREAZIONE ASSISTITA: AL VIA IL REGISTRO DELLE STRUTTURE SANITARIE

Solo dati anonimi sulle coppie che accedono alle tecniche

Parere favorevole del Garante all’istituzione del registro nazionale dei centri autorizzati ad applicare le tecniche di procreazione assistita. E’ stato garantito il diritto alla riservatezza delle coppie che accedono a queste tecniche, poiché saranno inseriti nel registro solo dati numerici anonimi anche in riferimento agli embrioni e ai nati.

Il registro, previsto dal decreto del Ministro della salute in corso di emanazione, conterrà quindi i dati relativi alle strutture sanitarie autorizzate ad applicare le predette tecniche, necessari al loro censimento, e le informazioni concernenti le autorizzazioni di legge.

Nell’esprimere parere favorevole, il Garante ha constatato che per la costituzione del registro sono state previste opportune cautele, sulla base di quanto rappresentato nel corso dei lavori preparatori del decreto. L’Autorità, composta da Francesco Pizzetti, Giuseppe Chiaravalloti, Mauro Paissan e Giuseppe Fortunato, non ha pertanto formulato rilievi sulle norme contenute nello schema di decreto, limitandosi a chiedere che nell’allegato tecnico sia apportata una specificazione in modo da ribadire che le unità di personale operante presso le predette strutture ("personale medico", "personale laboratorio di biologia", "medico anestesista", "infermieristico", "amministrativo") vanno registrate anch’esse con dati numerici, anziché con le generalità di ogni singolo dipendente.

Sebbene il registro non contenga le generalità delle coppie interessate, sarà comunque possibile disporre di dati statistici utili alla comprensione del fenomeno, potendosi raccogliere, comunicare o diffondere informazioni, anonime ed anche aggregate, relative alle coppie stesse, agli embrioni ed ai nati.

Il Garante si è riservato di valutare le modalità di raccolta e di conservazione dei dati nel registro, l’individuazione dei soggetti autorizzati alla

consultazione dei dati registrati e le relative modalità di accesso, in occasione dell’ulteriore parere da formulare su un prossimo provvedimento di cui il decreto prevede l’adozione