| Garante per la protezione     dei dati personali Newsletter FOTO SUI MANIFESTI POLITICI E DIRITTI DELLE PERSONE Va rispettato il diritto allidentità personale Si riconosce nella foto che compare sui manifesti usati da un partito per la campagna di tesseramento, ma non nella fede politica del partito e il Garante ordina di rimuovere i manifesti. Si è conclusa così la vicenda di una donna si è rivolta allAutorità con ricorso presentato in via durgenza per lamentare luso illecito di una sua immagine fotografica da parte di un partito politico per i manifesti che pubblicizzano la campagna di tesseramento 2006. La foto risale a circa 18 anni fa e la ritrae, ancora oggi perfettamente riconoscibile, mentre partecipa ad una manifestazione pubblica. Secondo la donna lassociazione della sua immagine con la campagna pubblicitaria del partito lavrebbe esposta ad un giudizio pubblico lesivo della sua identità personale attribuendole una fede politica che non ha. Le sue ragioni sono state riconosciute legittime dal Garante che ha accolto la richiesta della donna e ha ordinato al partito di rimuovere immediatamente i manifesti. LAutorità, nella decisione sul ricorso di cui è stato relatore il Vice Presidente Giuseppe Chiaravalloti, ha spiegato che, pur non essendo necessario il consenso della persona fotografata quando la riproduzione è collegata a avvenimenti di interesse pubblico o che si svolgono in pubblico, il trattamento dei dati per essere lecito deve comunque svolgersi nel rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali, con particolare riferimento alla riservatezza e allidentità personale. Luso della foto che ritrae linteressata nel corso di una manifestazione di parecchi anni fa, associata, oggi, alla campagna di tesseramento di un partito, ingenera invece una rappresentazione della personalità della donna differente rispetto a quella concreta ed effettiva che si è formata nel corso degli anni trascorsi dal momento in cui limmagine è stata ripresa. Per poter utilizzare la foto nel modo in cui è stata impiegata, cioè per il tesseramento, sarebbe stata dunque necessaria unesplicita autorizzazione dellinteressata. Nel sottolineare che il divieto di usare la foto si estende anche ad eventuali, future pubblicazioni dellimmagine su siti web, pubblicazioni a stampa, o materiale propagandistico, lAutorità ha addebitato al partito le spese del procedimento, da liquidare direttamente a favore della donna. |