Garante per la protezione
    dei dati personali

Newsletter

NEI GIORNALI TROPPI DATI SUI MINORIVITTIME DI ABUSI

 

La notizia quella terribile di un caso di violenza in famiglia,ma i due quotidiani locali che la riportano eccedono nel fornire informazionitanto da rendere riconoscibili i minori vittime degli abusi.

Interviene il Garante e stabilisce che i due giornali non potrannopi pubblicare, anche attraverso i loro siti web, quei dettagli e quelleinformazioni decisamente non essenziali.

Il divieto del Garante stato adottato a seguito di una segnalazione.

La vicenda si svolta in un piccolo comune della Calabria in cuirisiede un padre che stato condannato per aver compiuto atti di violenza eabusi, anche di natura sessuale, ai danni dei figli.

I due quotidiani locali che ne danno notizia non solo descrivonoin modo dettagliato la vicenda e il genere di abusi subiti dai minori, mariportano tutta una serie di informazioni sullepisodio in grado di lederegravemente la riservatezza dei minori rendendoli riconoscibili.

Negli articoli vengono infatti citati il nome e cognome del padre,il nome del comune in cui vive la famiglia, il sesso delle vittime e, nel casodi uno dei due giornali, anche liniziale dei bambini.

A causa di questi dati, nonostante non si siano fatti i loro nomi,i minori interessati sono risultati riconoscibili quanto meno in ambito locale,in particolare allinterno della cerchia familiare e amicale, considerato ilpiccolo comune dove si sono verificati i fatti.

Ma sono altri due gli aspetti sui qualisi appuntato il provvedimento del Garante.

Il primo riguarda il principio dellessenzialitdellinformazione: larga parte delle informazioni pubblicate non erano infattiindispensabili per dare una compiuta rappresentazione della vicenda, che purerivestiva un interesse pubblico e sulla quale stato legittimamente esercitatoil diritto di cronaca.

Il secondo aspetto connesso con la tutela rafforzata daassicurare ai pi piccoli, tanto pi se vittime di atti di molestie o violenzasessuale.

Tale tutela sancita dalle norme che vietano la divulgazione dinotizie o immagini relative a minori coinvolti in procedimenti penali, dalCodice privacy (che obbliga a omettere, quando si diffondono procedimentigiurisdizionali, le generalit o altri dati identificativi anche relativi a terzidai quali si possa desumere anche indirettamente lidentit di minori) e dallostesso Codice di deontologia dei giornalisti che, richiamando la Carta diTreviso, stabilisce che il diritto del minore alla riservatezza prevalenterispetto al diritto di cronaca, tanto pi quando i minori siano addirittura.

Attenzione ai minori anche quando si tratta di datiapparentemente innocui - ha commentato il relatore Giuseppe Fortunato - Questo limportante principio che il Garante raccomanda a tutti i giornalisti.Se si tratta dei pi piccoli, anche un piccolo dato potrebbe procurare undanno immenso.

Copia del provvedimento del Garante stato inviato ai Consigliregionali competenti e al Consiglio nazionale dellOrdine dei giornalisti.