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NO ALLA WEBCAM IN NEGOZIO SENZA TUTELE PER I LAVORATORI

 

Installa una webcam allĠinterno di due negozi a scopo di sicurezza, ma non rispetta le norme dello Statuto dei lavoratori che vietano il controllo a distanza dei dipendenti. E il Garante blocca le videoriprese.

 

Intervenuta a seguito della segnalazione di un ex addetta ai punti vendita, lĠAutoritˆ ha accertato che il dispositivo era stato installato senza che vi fossero cartelli che ne segnalassero la presenza e soprattutto senza rispettare le procedure previste a tutela dei lavoratori. Norme che obbligano il datore di lavoro - nei casi in cui per specifiche esigenze organizzative e di sicurezza abbia necessitˆ di istallare nello spazio lavorativo impianti audiovisivi o altre apparecchiature analoghe - ad un previo accordo con le rappresentanze sindacali aziendali, oppure, in mancanza di queste, con la commissione interna, o a ricorrere infine allĠIspettorato del lavoro. La titolare della ditta si era invece limitata ad informare sommariamente i lavoratori della presenza delle telecamere.

 

LĠAutoritˆ ha osservato, inoltre, che anche laddove vi fosse un uso sporadico delle telecamere, come nel caso di uno dei due negozi, la giurisprudenza della Cassazione afferma che il divieto di controllo a distanza dellĠattivitˆ lavorativa non  escluso dal fatto che esso Òsia destinato ad essere discontinuo perchŽ esercitato in locali dove i lavoratori possono trovarsi solo saltuariamenteÓ.

 

Il Garante (con un provvedimento di cui  stato relatore Giuseppe Chiaravalloti) ha dunque disposto il blocco del trattamento illecito in attesa dellĠeventuale attuazione delle procedure previste dallo Statuto ed ha trasmesso allĠautoritˆ giudiziaria copia degli atti per lĠaccertamento di eventuali profili penali.