| Garante per la protezione dei dati personali CASO ABORTO NAPOLI: ILGARANTE A TESTATE E SITI WEB, NON PUBBLICATE PI IL NOME E COGNOME DELLA DONNA L'Autorit Garante per la privacy, con unprovvedimento di cui stato relatore Mauro Paissan, ha bloccato l'ulteriorediffusione del nome e cognome della donna protagonista della vicenda relativa aun caso di interruzione volontaria della gravidanza avvenuto di recentenell'Azienda universitaria ospedaliera "Federico II" di Napoli. Nel riferire del fatto, alcune agenzie distampa e alcuni quotidiani, quest'ultimi per la gran parte locali, hannopubblicato anche le generalit della donna, rendendola in questo modoidentificabile e violando gravemente la sua sfera pi intima e privata.L'episodio di Napoli, pur di rilevante interesse pubblico, non giustificainfatti la diffusione di tali dati personali, che non ammessa dalla legge n.194, dal Codice privacy e dallo stesso Codice deontologico dei giornalisti. L'Autorit ha osservato, inoltre, che perquanto i dati identificativi dell'interessata siano contenuti in attiparlamentari lecitamente conoscibili, la circostanza non pu tuttavia farvenire meno il dovere dei giornalisti di procedere ad una autonoma valutazionecirca il rispetto delle garanzie poste a tutela dei diritti fondamentali dellepersone. Il Garante ha pertanto disposto neiconfronti di queste agenzie e di questi quotidiani il blocco di ogni ulteriorepubblicazione del nome e cognome della donna, anche attraverso i loro siti web. Oltre alle testate e alle agenzie, tuttii siti web sono tenuti ad oscurare le generalit della signora protagonistadella vicenda. Il provvedimento stato inviato alConsiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti per le valutazioni dicompetenza. Roma, 6 marzo 2008 |