Guardie e ladri sul "web"

La rincorsa continua delle forze dell'ordineper non farsi sorpassare tecnologicamente
Metodi e accortezze per vincere la lottaal cyber-riciclaggio

di

Umberto Rapetto

(T.Colonnello della GdF, direttore del progetto intersettoriale"Sicurezza Informatica" all'AIPA)

Sul numero del 21 giugno Affari & Finanza hariportato del coraggioso workshop "Cyberlaundering 2000"sul riciclaggio attraverso Internet, un'iniziativa che ha sfidatol'incredulità e la diffidenza di chi dice - senza averneprova - che non è mai successo. Anni fa il corporate el'home banking hanno portato i tradizionali sportelli sulle scrivaniedegli uffici e delle case, consentendo a operatori non bancaridi immettere denaro nel circuito creditizio, effettuare pagamenti,movimentare capitali. Ma servivano collegamenti telefonici conla banca, programmi ad hoc e talvolta piccoli terminali destinatialla specifica finalità. Poi arriva Internet: non servonopiù connessioni dirette, software particolari, attrezzidedicati. Tutti possono fare banca in rete con facilità.E così, nella confusione delle autostrade dell'informazione,si mescolano e diventano invisibili le attività di riciclaggio,accelerate dalla velocità che la trasmissione dati èin grado di assicurare e rese sempre più difficili da localizzaregrazie alla frammentazione degli scambi e alla molteplicitàdegli itinerari del denaro veicolato. Ogni presa telefonica consentead un computer di entrare in rete e - magari per pochi minuti- trasformarsi in una postazione bancaria. Nascono, inevitabileparto gemellare, il cyberpagamento e il cyber-riciclaggio.

Esistono due varianti di strumenti di cyberpagamento:sistemi basati sul ricorso a reti telematiche (come la banca viaInternet) e soluzioni fondate sullo stoccaggio di valori su smartcard. Entrambe offrono particolari opportunità per i riciclatoridi denaro sporco nel movimentare fondi illeciti. Il trasferimentodi valori finanziari tra soggetti diversi senza l'intermediazionedi istituti di credito o altre entità identificabili complicala vita alle istituzioni cui sono demandati vigilanza e controllo.La disintermediazione diventa il meccanismo con cui si dribblanole forche caudine dei passaggi obbligati e della registrazionedelle operazioni sospette.

Si è stati costretti a constatare l'estremadifficoltà e talora l'incapacità ad identificarein maniera compiuta i soggetti che utilizzano questi sistemi,tutto per la mancanza o l'inadeguatezza delle tracce di audit(ovvero delle informazioni strutturate per le attivitàdi controllo e di indagine bancaria) e per la incompleta o mancatacustodia dei record contenenti i dati delle singole operazioni.La criminalità è come se avesse imparato a scriveresotto i francobolli di lettere di scarso interesse e rilievo.Le tecniche di tunnelling IP permettono di nascondere le transazioniillegali all'interno delle informazioni tecniche che accompagnanopalesi e spesso insignificanti disposizioni spedite elettronicamenteall'istituto di credito. Nell'intestazione dei singoli "pacchetti"che vengono trasmessi in rete è celata l'effettiva commissionebancaria a dispetto di quanto leggibile nel contenuto del messaggiotenuto d'occhio. Ad affliggere l'esistenza degli operatori dellagiustizia ci si mettono pure i sistemi di comunicazione delleorganizzazioni criminali resi impenetrabili da mezzi tradizionalidi crittografia e più moderni di "steganografia",ossia quelli che consentono di nascondere testi e immagini all'internodi altre immagini o riproduzioni sonore. Allora è necessariointervenire sfruttando le stesse tecnologie che sembrano avertrafitto gli uomini della legge. Sistemi esperti e procedure basatesul ricorso all'intelligenza artificiale, monitoraggio dei fenomenieconomici in rete, analisi dei flussi finanziari telematici, tracingo pedinamento dei cyber-banchieri fai-da-te: non manca certo l'opportunitàper scendere in campo. La GdF ha già affrontato con successoil cambiamento epocale dettato dal passaggio della contabilitàdalla carta dei registri ai bit del computer. Una vocazione all'esserecompetitivi consentirà di giocare (e, perchè no?,vincere) anche la partita in rete.

La prima non trascurabile preoccupazione èdata dalla transnazionalità dei crimini finanziari delTerzo Millennio. Tutto può accadere ovunque. E' scomparsoil luogo del delitto. E quindi a chi tocca intervenire? Ma, soprattutto,chi è capace di farlo? Valga come replica l'uno, nessuno,centomila di pirandelliana memoria. In Internet non ci sono alambicchiche esalano vapori di distillazione. Ma chi ha naso riesce ugualmentea trovare la pista. E sulle autostrade elettroniche non resterà,impietrito, fermo accanto al guard-rail.

(Ndr: ripreso dall'inserto "Affari&Finanza" de laRepubblica del 5 luglio 1999)