Dalla prima grande ricerca paneuropea emerge il crescente interesse sulla domotica

Una casa amica e intelligente
Tra i servizi considerati più interessanti l'assistenza medica a distanza, salute, telecontrollo e telesicurezza

di
Paola Guidi

Saranno i servizi la molla che farà scattare l'interesse dei consumatori europei verso la domotica. È questo uno tra gli elementi più significativi emersi dalla prima ricerca europea sul mercato della e-home (in anteprima per "Il Sole-24 Ore New Economy"), che ha coinvolto un campione di mille consumatori di cinque Paesi (Italia, Germania, Francia, Inghilterra e Paesi Bassi) intervistati dalla Booz-Allen & Hamilton. La ricerca (su www.neteconomy24.com i risultati italiani) è stata strutturata su precise "aree" della e-home: telecontrolli, sicurezza, info-entertainment, tlc, gestione energetica e climatizzazione. Con risultati molto netti perché tutti, donne e uomini, del Centro e del Sud Europa, esprimono una forte richiesta di sicurezza e comfort. Infine, questo studio sembra dimostrare che esiste davvero un mercato europeo della e-home.

La ricerca. Provider, fabbricanti di apparecchi e sistemi, operatori delle utility, costruttori di case e installatori, da tempo chiedevano da tempo una fotografia non generica di questo mercato evoluto. La seconda necessità del mercato era verificare se e quanto i consumatori sono disposti a spendere per rendere "intelligente" l'abitazione per vivere meglio.

La domotica e le donne. Dalla ricerca emerge il valore aggiunto che il consumatore finale ottiene dai servizi della casa online. Ad esempio in Germania vengono addirittura definiti i costi considerati sopportabili per questi servizi. Ovviamente si tratta di persone che hanno già una consolidata confidenza con gli strumenti dell'informatica, una cultura mediamente elevata e, insieme, anche una certa disinvoltura nella navigazione in Rete. Persone, in definitiva, già pronte a usare i servizi della casa online. Altro elemento di rilievo è l'emersione del ruolo della donna come soggetto attivo nell'utilizzazione dei servizi e in particolare di alcuni servizi on demand. Ma senza una presensibilizzazione da parte dei costruttori europei di elettrodomestici, con gli italiani in prima linea, e del l'industria dei cellulari difficilmente la donna, la protagonista reale della casa intelligente insieme all'installatore, sarebbe in grado, come già avviene, di percepire questa evoluzione. Prima ancora della casa online, la donna europea, e quella italiana in particolare, desidera infatti avere la casa "on mobile", sul cellulare, perché considera ormai il cellulare un pratico strumento di controllo della famiglia e della casa.

Quali servizi. La ricerca Booz-Allen mette al primo posto, con un indice di gradimento dell'83%, i servizi relativi all'assistenza medica a distanza e più in generale alla salute, e i servizi per la telesicurezza. La ricerca è stata svolta prima dell'11 settembre ma se si dovesse rifarla ora, i risultati sarebbero ancora più spostati verso la sicurezza. Peraltro è tutto l'ambito della protezione-prevenzione da intrusioni, guasti, incidenti, fughe di gas, rischi di elettrocuzione e di allagamenti, che gli intervistati considerano di primaria importanza.

Italia ed Europa. Il campione italiano, scelto in base a prerequisiti di cultura, reddito, pratica professionale e personale di Internet e costituito al 48% da donne, dimostra che sul piano dell'evoluzione culturale verso la e-home donne e uomini in Italia hanno gli stessi interessi degli altri europei: controlli a distanza per sicurezza e salute, seguiti dalla rete locale "domestica" (i pc collegati in rete con le altre periferiche), dal controllo a distanza degli elettrodomestici e soprattutto dalla loro telemanutenzione, oltre a un comparto specifico, quello delle pictures on demand da casa. Si tratta del videocontrollo, cioè la possibilità di trasmettere le immagini della casa sul monitor del pc o sul display del cellulare di prossima generazione (Gprs e Umts). Il forte interesse degli italiani, confermato anche da altre ricerche, in tema di sicurezza e teleassistenza sanitaria è strettamente collegato al gap demografico che statisticamente ci colloca tra i popoli più longevi e, di conseguenza, tra quelli con il maggior numero di anziani. La presenza di tanti anziani nelle case è all'origine di un crescente bisogno di assistenza e di monitoraggio a "distanza" da parte delle famiglie. In tutta Italia si stanno moltiplicando realizzazioni pubbliche e private a favore di persone che, per l'età o per limiti fisici, hanno problemi di autonomia e che desiderano risolverli all'interno della propria casa.

La ricerca di Booz-Allen &Hamilton affronta anche l'interesse degli europei compresi in una fascia d'età tra i 31 e i 50 anni; chi viaggia di più ha maggiori risorse finanziarie e maggiori impegni di lavoro. Hanno quindi bisogno di tecnologie "no problem", efficienti, rapide, monitorabili a distanza. Le persone di una certa età richiedono servizi di teleassistenza, mentre è molto forte la richiesta di sicurezza tra chi si trova tra i 14 e i 30 anni, gli stessi che dimostrano una forte propensione per i servizi on demand di programmi musicali e video e per quelli di informazione.

Gli over 50. Le persone sopra i 50 hanno una minor considerazione per i servizi e-home. Un atteggiamento che si spiega con il loro livello di alfabetizzazione informatica, piuttosto basso. Potrà risultare utile usare un linguaggio molto semplice per spiegare a questa fascia di consumatori i vantaggi della e-home. Il telerisparmio. Il risparmio energetico rappresenta uno dei motivi d'acquisto del consumatore europeo, ma ben pochi ritenevano che questo comportamento virtuoso fosse una prerogativa anche degli italiani. Invece oggi si vendono in Italia sempre più elettrodomestici intelligenti di classe A (ad alto risparmio energetico). Dalla ricerca Booz-Allen emerge un diffuso interesse, anche degli italiani, per il controllo a distanza degli elettrodomestici per ottenere un risparmio energetico e prevenire i guasti. Forse sarà la e-home che colmerà il gap culturale che ancora separa gli italiani dagli europei sul fronte dei consumi. Secondo dati comunicati da Enea al convegno di giugno sulla domotica al Democenter di Modena, il consumo energetico per metro quadro in Italia è di 260 kWh annui contro i 200 europei. Risparmio col Web. I maggiori consumi sono legati agli elettrodomestici, anche se, grazie alle normative europee sulle classi di efficienza energetica, in meno di dieci anni c'è stato un dimezzamento dei consumi. Ma è anche vero che mentre nel 1995 gli apparecchi elettrici presenti nelle nostre abitazioni non superavano le sei unità, oggi sono quasi il doppio.

(Ndr: Ripreso da Il Sole 24 Ore-NewEconomy di Mercoledí 12 Dicembre 2001)