Necessario un quadro normativo semplicee rigoroso

Regole chiare per far crescere la reteitaliana

di Claudio Manganelli *

(Ndr: Ripreso da Il Sole 24 Ore Informatica del 12 giugno 1998)

Internet si avvia rapidamente a divenire il moltiplicatoredello sviluppo economico del terzo millennio. Lo testimoniamoil fiorire di iniziative di studio e riflessione avvenute in questigiorni e che hanno avuto eco su questo giornale. In occasionedel convegno promosso a maggio dalla Autorità garante perla protezione dei dati personali, dedicato all'applicabilitàdi norme e regolamenti sulla rete delle reti, Barbara Wellbery,consigliere speciale di Clinton per le problematiche del commercioelettronico, forniva alcuni dati tratti dallo studio del Departmentof Commerce e intitolato «L'economia digitale emergente».Negli Usa l'economia digitale sta crescendo a un tasso doppiodell'intera economia statunitense: ora rappresenta l'8,2% delPil e, come ha scritto su queste stesse pagine Jeffry Sachs,"gli investimenti in tecnologia dell'informazione (computer,software e strumenti di comunicazione) rappresentano il 43% deltotale degli investimenti statunitensi".

Relativamente al mercato italiano, la terza «Javaconference» ha presentato i risultati della ricerca Censissulla capacità di penetrazione dei servizi di comunicazionenelle famiglie italiane. I valori rilevati confermano che il 1998si presenta come l'anno della svolta in materia di Internet edelle attese della sua utenza attuale (e potenziale) e il mercatoitaliano sembra in grado di recuperare il gap che lo separava,a fine 1997, dal resto d'Europa.

Non basta però l'evoluzione tecnologica perconsentire una rapida capillarizzazione di Internet nel nostroPaese; è necessario e urgente operare in modo intelligentea livello di governo. Le azioni che dovranno essere intrapresenon possono ispirarsi pedissequamente a quanto altri Paesi europeipensano di attuare, soprattutto considerando che la maggioranzadi essi parte in vantaggio. Occorre mediare con intelligenza trale resistenze europee e la posizione statunitense. Clinton haproposto di considerare Internet, almeno in una fase iniziale,come una sorta di porto franco esente da tassazione e la stessaWellbery ha rilevato come la direttiva Ue risenta di qualche sintomodi vecchiaia: quando venne concepita si era in piena epoca "mainframe"e potevano concepirsi meglio funzioni di controllo dei dati trattatie trasmessi in una costellazione di relativamente pochi sistemicentrali con capacità di trattamento gerarchico delle informazioni.Pensare oggi a regole e controlli rigorosi pressoché inutile.L'inarrestabile evoluzione dei sistemi telematici rende superabileogni tipologia di blocco o di controllo, a meno di mantenere unrigoroso regime di monopolio sulle comunicazioni via filo e contrastareogni offerta dall'esterno di connessioni economiche. Peraltrogli Usa, pur nel loro liberismo, manifestano ancora resistenzanel voler, ad esempio, considerare i prodotti di crittografiadi tipo forte alla stregua di tecnologia strategica e quindi soggettaa barriere di import-export.

L'Europa e l'Italia, dal canto loro, devono intervenireurgentemente anche nel settore della tariffazione e della liberalizzazionedel mercato delle comunicazioni. E' urgente che il Governo evitiil rischio che il monopolista italiano del settore tlc agiscain posizione di vantaggio non separando chiaramente i costi ditrasporto da quelli di erogazione dei servizi Internet. In questadirezione, occorre studiare celermente un piano di abbattimentodei costi di connessione e di capillarizzazione dei punti di accessoanche al di fuori dei centri urbani.

Infine, sul piano delle norme, una strategia intelligentedovrà alleggerire al massimo il framework delle regoleche, in base alla delega prevista dalla legge 676/96, l'Esecutivosi accinge a varare per le attività su Internet. Regolestrette, leggi rigorose, complicate procedure di informativa econsenso, vincoli autorizzativi e concentrazioni di poteri perla certificazione delle firme elettroniche equivalgono alla mortedi ogni speranza di successo del commercio elettronico. Certezzedi transazione, garantite da organismi di categoria (infrastrutturebancarie per la componente moneta elettronica o infrastrutturedelle imprese o del commercio o dei servizi pubblici e privatiper la componente qualità e fedeltà dei servizie prodotti offerti e acquirenti), sicurezza contro violazionidelle informazioni protette o degli strumenti di pagamento, autolimitazionial trattamento dei dati personali da parte degli erogatori deiservizi, offerta di sconti e vantaggi di tariffazione e prezzia quegli utenti disponibili a ricevere informazioni commercialipossono essere le regole essenziali ed esclusive da applicarea Internet.

Ma attenzione a non colpevolizzare i provider peri contenuti immessi nei loro siti da coloro che ne affittano pagineWeb: il recente verdetto del giudice Wilhem Hubbert a condannadi CompuServe deve far riflettere.

* Componente del Collegio Garanteper la protezione dei dati personali