Ministero della Pubblica Istruzione - Programma di sviluppo delle tecnologie didattiche nel periodo 1997-2000

1. Premesse "al progetto" (ndr)

Il sistema scolastico italiano ha il compito di riconsiderare i propri obiettivi e processi formativi e diridefinirli, sia capitalizzando le esperienze acquisite, anche grazie alla sperimentazione, sia spingendooltre l'innovazione, affinche' lo pongano in condizione di rispondere, nel piu' breve tempo e al piu' altolivello di qualita' possibile, alle esigenze dello sviluppo sociale ed economico del Paese.
Per dare forza e il massimo della probabilita' il raggiungimento di tale fine, appare essenziale che iprocessi di cambiamento possano poggiarsi sulla definizione di un nuovo assetto negli studi.Quale che sia l'articolazione del nuovo assetto, un punto essenziale e irrinunciabile sara' pero' costituitoda quella cultura e quella operativita', necessarie al dominio della tecnologia e nello stesso tempo daessa supportate, che caratterizzano lo sviluppo del nostro tempo.
In particolare, in ordine a quest'ultimo aspetto, la Scuola non puo' farsi carico di assicurare a tutti ilivelli ai suoi allievi una formazione generalizzata e approfondita di quelle tecniche e di quelletecnologie dell'informazione e della comunicazione che coinvolgono oggi trasversalmente, in modoattivo e passivo, qualsiasi impegno operativo e che costituiscono oramai sempre piu' "requisito diammissione" alla vita attiva.
D'altra parte, quella che con espressione di sintesi viene definita la "multimedialita'" non puo' essereconsiderata solo in chiave di procedure e di strumenti tecnici, costituendo essa stessa una dimensioneculturale dalla quale non si puo' prescindere sin dall'inizio, nel processo di costruzione dell'uomo, delcittadino e del lavoratore.
Appare quindi essenziale per poter sostenere adeguatamente lo sviluppo qualitativo del sistemascolastico nella sua interezza, la realizzazione di un programma di diffusione della multimedialita' ingrado di incidere sulla struttura dei processi di insegnamento e di apprendimento.
Tale programma, e' bene evidenziarlo:
a) non intende caratterizzarsi come un intervento straordinario attraverso il quale affrontare unasituazione di emergenza; al contrario esso tende ad accentuare, accelerandolo, lo sviluppo fisiologicodel sistema formativo che peraltro, va precisato, specie in alcune sue componenti, gia' da tempo si e'aperto ai nuovi linguaggi dell'informatica e della comunicazione;
b) tende ad intervenire su tutti gli ordini di scuola; a cominciare dalla scuola primaria, anche per dareun riscontro tempestivo ad atteggiamenti e attitudini che si manifestano molto presto; l'intervento sidovra' realizzare attraverso progettazioni differenziate in relazione alle finalita' e ai bisogni culturali eprofessionali e alle metodologie dei diversi settori e ordini scolastici;
c) intende porsi come un quadro di indirizzo e di sostegno ad uno sviluppo che non puo' non trovare ilsuo riferimento progettuale ed operativo nelle istituzioni scolastiche, in piena coerenza con la lineadell'autonomia che il Ministero della Pubblica Istruzione sta portando avanti; l'azione del programma,quindi, in complesso, tutta l'attivita' ministeriale, sara' volta fondamentalmente a dare tono allosviluppo, a delineare ampi quadri di convenienza tecnica e finanziaria, responsabilizzando tuttaviaintegralmente le scuole per quanto riguarda le scelte progettuali e gli aspetti operativi;
d) non ignora, sul piano delle strategie relative alle risorse tecniche, che la velocita' dell'evoluzione inquesto settore e la possibilita' di veri e propri cambiamenti di scenario tecnologico, possono crearesituazioni di obsolescenza anche in una previsione a medio termine qual e' quella formulata; inconseguenza va considerato elemento caratterizzante del programma la verifica e la riprogrammazioneannuale delle scelte per aggiornare gli investimenti pregressi e per definire gli ulteriori interventi;questa considerazione va tenuta presente nella lettura del programma e nella valutazione delle scelte.

2. Obiettivi
Sul piano piu' definito della didattica e della sua qualita' e' oramai indiscusso che lo sviluppo delletecnologie didattiche e' sostanzialmente connesso a quello delle tecnologie dell'informazione e dellacomunicazione.
La intrinseca polivalenza di queste le rende utili nella formazione per fini molto diversi.La scelta dei fini potra' essere di volta in volta assoggettata a criteri di priorita' generali, fissati adesempio per i diversi ordini di scuola, o di decisioni particolari dei docenti, ma in un programma disviluppo e' impossibile, e sarebbe sbagliato, fare scelte unidirezionali.
Vale la pena di mettere in evidenza tre grandi categorie di obiettivi, con l'avvertenza che esse non sonomai del tutto disgiunte e che l'assunzione di una di esse non necessariamente esclude le altre, anche sepuo' cambiare l'enfasi data:
a) Educazione degli studenti alla multimedialita' e alla comunicazione
L'educazione alla multimedialita' e alla comunicazione include anzitutto un uso attivo e creativo delle tecnologie in connessione con la formazione di alcune abilita' generali, quali:
- l'espressione e la comunicazione,
- la ricerca, l'elaborazione, la rappresentazione delle conoscenze in relazione alle diverse aree del sapere,
- la comunicazione interpersonale e la collaborazione anche a distanza;
E' altrettanto importante educare i giovani alla fruizione e all'analisi dei messaggi multimediali e dei sistemi di comunicazione cosi' che essi possano:
- farne strumenti efficaci di studio e di crescita culturale,
- acquisire un atteggiamento maturo e critico nei loro confronti.
L'acquisizione di conoscenze e capacita' specialistiche non e' un obiettivo del programma di sviluppo, ma la comprensione degli aspetti funzionali delle tecnologie e dei principi scientifici sui quali esse si basano, oltre che essere un obiettivo della formazione generale di tutti i cittadini, e' anche un mezzo per favorire, soprattutto ai livelli scolastici piu' alti e per alcune applicazioni, una padronanza delle logiche e delle tecniche di impiego, utile peraltro per lo sviluppo di una solida professionalita'.
b) Miglioramento della efficacia dell'insegnamento e dell'apprendimento delle discipline
L'uso delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione puo' dare un notevole contributo all'efficacia del processo di insegnamento-apprendimento.
Si tratta di scegliere di volta in volta fra i numerosi strumenti che i docenti e gli allievi possono impiegare nelle diverse funzioni didattiche individuali e di gruppo, come la lezione, lo studio, l'esercitazione di specifiche abilita' e la soluzione dei problemi, la progettazione, la valutazione.
Affinche' questo obiettivo si realizzi occorre che i mezzi vengano scelti in modo coerente rispetto ai contenuti trattati e alle abilita' di sviluppare.
E' anche necessario che l'uso delle tecnologie sia connesso ad attivita' e contenuti pertinenti rispetto ai curricoli dei diversi ordini di scuola e che dia un effettivo contributo al raggiungimento degli obiettivi stabiliti per le diverse aree disciplinari.
c) Miglioramento della professionalita' dei docenti
La padronanza delle tecnologie didattiche e' evidentemente una condizione perche' essi possano introdurle nel loro lavoro.
I diversi progetti in cui si articola il programma dovranno dunque dare un adeguato spazio alla formazione dei docenti in questa direzione.
L'uso delle tecnologie non e' pero' solo un fine e un oggetto dell'aggiornamento, ma anche uno strumento utile per la professionalita' dei docenti: i nuovi sistemi di comunicazione, ad esempio, consentono la consultazione di banche di dati e la ricerca di materiali, lo scambio di esperienze, la consulenza e l'assistenza a distanza, il lavoro cooperativo; l'autoformazione e la formazione a distanza.
3. Articolazione dei progetti
Allo scopo di finalizzare in modo razionale l'uso delle risorse e di dare una certa sistematicita' agliinterventi, ma anche di mantenere la flessibilita' necessaria per tenere conto di esigenze e realta' diverse,e' bene che il programma di sviluppo sia articolato per categorie di progetti o, se si vuole, percontenitori in grado di assorbire possibili nuove varieta' di progetti.
Ogni categoria avra' i suoi obiettivi, le sue risorse e, se necessario, le sue modalita' organizzative.
Si propone di adottare la seguente struttura:
I - Progetti generali
I(a) - Unita' operativa per docenti
I(b) - Multimedialita' in classe
II - Progetti speciali finalizzatiIII - Progetti pilota I - PROGETTI GENERALI
Una prima modalita' di diffusione delle Tecnologie Didattiche nelle scuole e' quella che parte dalle lororichieste e si adatta agli obiettivi che esse si pongono.
Questa modalita' deve tenere conto: - del diverso stato di motivazione e di preparazione delle variescuole, - delle differenze fra ordini e livelli di scuola, - della varieta' delle tecnologie e della lororapida evoluzione.
Per questo si richiede: - una sufficiente articolazione degli interventi, - una gradualita' nell'erogazionedi risorse, - la commisurazione delle risorse da erogare alle singole scuole alla loro domanda reale inun dato momento.
La risposta alla domanda delle scuole, d'altra parte, non puo' avvenire sulla base di richieste formulatedel tutto liberamente, e quindi sostanzialmente imprevedibili, per le seguenti ragioni: - una domandatotalmente libera non creerebbe alcuna strategia, per quanto riguarda la struttura e la distribuzionedelle risorse, - anche perseguendo la strategia della risposta alla domanda delle scuole e' comunquenecessario fissare alcune priorita' e alcuni vincoli che, per i diversi ordini e livelli, garantiscono unacoerenza con le politiche generali, - molte scuole, almeno inizialmente, non sono in grado di formulareipotesi compiute, - l'istruttoria di domande del tutto imprevedibili sarebbe praticamente impossibile.
Si propone quindi di strutturare anzitutto l'azione di diffusione su obiettivi definiti dalle scuole in duediversi progetti che, nello stesso tempo:
- stabiliscono una strategia flessibile, ma razionale, di assegnazione delle risorse,
- si adattano a due fasi tipiche in cui le scuole si possono trovare: la fase "esplorativa" e di studio e lafase "applicativa".
Progetto I (a): Unita' operative per i docenti
Obiettivo:
L'obiettivo del progetto I (a) e' quello di consentire ai docenti gli strumenti per:
- ricevere una prima formazione di base sulla multimedialita',
- studiare le possibilita' applicative della multimedialita' nella didattica,
- esaminare materiali didattici e svilupparne dei propri,
- cooperare con altri docenti della scuola o di scuole distanti,
- coinvolgere classi o gruppi di studenti in alcune attivita' non sistematiche che richiedano l'uso dellamultimedialita'
Articolazione dell'intervento
Le scuole che vengono coinvolte nel progetto ricevono risorse finanziarie per le attrezzature e per laformazione.
Le attrezzature Il progetto prevede la costituzione di una unita' tecnico-operativa di consultazione,progettazione e sviluppo, che ha anche la funzione di centro di servizi multimediali, riservatoprincipalmente ai docenti, dai quali deve essere utilizzabile anche fuori dell'orario delle lezioni, e chepuo' includere:
- uno o due computer multimediali,
- un collegamento ad un fornitore di servizi telematici,
- almeno un sistema di cattura di immagini da testi e/o da fonti televisive,
- un sistema che consente di proiettare la schermata del computer,
- un televisore (eventualmente adibito anche allo scopo di cui sopra) e un videoregistratore,
- una medioteca.
La formazione
Per la formazione dei docenti, che includera' una prima fase, molto essenziale, destinataall'apprendimento dei metodi di base della multimedialita' e una seconda fase di studio degli strumenti edelle applicazioni didattiche, sara' assegnata alla scuola una somma che la scuola stessa decidera' comeimpiegare a seconda delle offerte formative esistenti nel territorio.
Il Ministero, comunque, fornira' modelli di attivita' formative differenziate per tipologia di scuola.
L'attivita' di formazione qui ipotizzata e' solo specificata, necessaria per l'acquisizione di unapadronanza di base dei sistemi multimediali e del loro impiego.
Il problema del rapporto fra tecnologia didattiche e formazione dei docenti, pero', non si esauriscenelle iniziative specifiche di accostamento alla multimedialita'.
Tale problema e' presente in molte attivita' previste dal Piano Nazionale di Aggiornamento, sia a livellolocale sia a livello nazionale.
Queste attivita', quale che sia il loro oggetto e la loro fonte di finanziamento, dovranno a loro volta:
- adottare l'uso delle tecnologie didattiche come un fatto normale e costante
- stimolare le attivita' diproduzione diffuse di semplici prodotti multimediali
- attenersi alle decisioni adottate nell'ambito delprogramma di sviluppo per quanto riguarda gli standard tecnologici ed organizzativi e i servizigenerali.
Tempi
Per il progetto si prevede una durata triennale ed esso coinvolgera' progressivamente tutto ilsistema scolastico.
Il numero delle scuole coinvolte per ogni anno dipendera' dalle loro richieste, ma anche dal numeroche, non avendo altre strutture o avendole incomplete o insufficienti, hanno effettivamente bisogno diaccedere a questo progetto.
Progetto I (b): Multimedialita' in classe
Obiettivo
L'obiettivo del progetto I (b) e' quello di consentire l'introduzione della multimedialita' nelle normaliattivita' curricolari.
Poiche' nei tempi prevedibili le risorse saranno comunque limitate, le singole scuole dovranno sceglieregli obiettivi didattici, le discipline e le classi su cui operare.
Il Ministero indichera' criteri e priorita', in relazione alle politiche di innovazione e ai problemi piu'rilevanti nei vari ordini di scuola.
Articolazione dell'intervento
Le attrezzature
Il coinvolgimento degli studenti in attivita' didattiche con l'uso delle tecnologie richiede evidentementerisorse superiori a quelle delle unita' previste per il progetto I (a).
Si pone, a questo proposito, il problema di definire la tipologia delle attrezzature e il loro assettoall'interno della scuola.
Per quanto riguarda la tipologia essa non differisce molto da quella dei laboratori del progetto I (a),salvo il maggior numero di computer e il loro eventuale collegamento in rete.
Piu' complesso e' il problema dell'assetto delle apparecchiature.
Dato per scontato quanto gia' detto in premessa, si possono dare diversi modelli non necessariamentealternativi (a seconda del numero di computer si possono adottare piu' soluzioni contemporaneamente):
a) l'attrezzatura di molte aule con una sola postazione multimediale da utilizzare come supporto allalezione e al dialogo docente-studenti,
b) la distribuzione di piccoli gruppi di macchine (1-4) in ambienti diversi nei quali le classi possonosvolgere attivita' dividendosi in gruppi di media dimensione,
c) l'allestimento di aule con molte macchine, nelle quali gli studenti possano svolgere, individualmenteo in piccoli gruppi, attivita' che richiedono una forte e continua interazione con le macchine stesse,
d) la creazione di centri-servizio multimediali ai quali non accedono classi intere, ma gruppi di studentiper lo sviluppo di loro progetti,
e) la costituzione di unita' mobili che consentano una certa flessibilita' di assetto,
f) il collegamento in rete delle diverse stazioni di lavoro, ovunque esse si trovino.
Le scuole dovranno essere rese consapevoli della possibilita' di assetti diversi fra i quali dovrannoscegliere a seconda degli obiettivi formativi e quindi dei metodi e dell'organizzazione didattica cheintendono adottare.
Il ministero fornira' comunque una guida e potra' dare criteri preferenziali per diversi tipi di scuola.
La formazione Il fatto che una particolare scuola chieda di accedere a questo progetto significa che uncerto numero di docenti dovrebbe essere gia' formato e che essi sono in grado di formulare unaspecifica ipotesi didattica.
La formazione si dovrebbe dunque limitare ad una eventuale coinvolgimento di altri docenti e sidovrebbe trattare essenzialmente di una attivita' svolta all'interno della scuola.
Vale quanto gia' detto nel progetto I (a) a proposito della costante presenza delle tecnologie didattichein tutto il piano di aggiornamento nazionale e locale.
Tempi
Si puo' prevedere, per questo progetto un inizio contestuale a quello del progetto I (a), ma una durataquadriennale.
Il numero di scuole e' soggetto alle stesse variabili del progetto I (a): ritiro della domanda delle scuole eloro stato attuale di sviluppo.
II Progetti speciali finalizzati
Lo sviluppo della politiche scolastiche e i processi innovativi possono richiedere interventi specifici perobiettivi particolari ai quali si intende dare un'altra priorita' a livello nazionale e per i quali l'uso delletecnologie didattiche puo' costituire uno strumento decisivo.
E' necessario quindi prevedere, accanto a quella dei progetti generali, anche una categoria di progettispeciali finalizzati.
I progetti speciali finalizzati non sono alternativi a quelli generali, ma si innestano in essi, destinandorisorse aggiuntive per gli obiettivi specifici che si vogliono perseguire, anche a sostegno delleinnovazione in atto.
Un primo progetto speciale che si intende promuovere e' il progetto speciale finalizzato perl'insegnamento della lingua straniera nella scuola elementare.
Questo obiettivo formativo e' uno degli elementi piu' fortemente innovativi dei nuovi programmi delleelementari.
L'uso di strumenti multimediali per l'insegnamento delle lingue, anche a questo livello scolastico, e'consolidato in molti sistemi scolastici.
Tali strumenti possono essere tanto piu' utili in mancanza di una disciplina specifica e di docentispecialistici.
Lo sviluppo di questo progetto sara' contestuale a quello dei progetti I (a) e I (b), dei quali, come si e'detto, costituira' una specificazione.
Il progetto, in via di sviluppo, prevede sia l'acquisizione di software specifici da parte delle scuole, siauna azione di formazione dei docenti mirata, aggiuntiva rispetto a quella di base prevista per tutti.
La Direzione competente offrira' alle scuole indicazioni, guide e servizi specifici.
E' gia' iniziato, da parte di una commissione di esperti, un lavoro di censimento e una schedaturaanalitica del software disponibile e utilizzabile dalle scuole per gli obiettivi connessi a questo progetto.
I risultati di questo lavoro saranno messi a disposizione delle scuole e costituiranno il primocontributo.
III Progetti Pilota
Le azioni dirette alla diffusione su vasta scala, anche se flessibili e capaci di tenere conto delledifferenze fra scuole, debbono necessariamente mantenere in una fascia prestabilita di standard lagamma delle soluzioni tecniche e delle modalita' organizzative.
Vi sono pero' altre esigenze di cui tenere conto e per le quali e' utile identificare altre tipologieprogettuali:
a) la necessita' di sperimentare in numeri limitati di scuole o, al limite, anche in una sola di esse,soluzioni tecnologiche, didattiche, organizzative diverse e piu' avanzate di quelle usuali, ma utili perpilotare le evoluzioni future.
b) l'esigenza di tenere conto di specifiche realta', che possono riguardare un territorio limitato, maanche una singola scuola, nelle quali si determinano - capacita' organizzative particolari che implicanospesso rapporti organici con soggetti esterni, - concentrazioni di risorse determinate o dallaaccumulazione avvenuta nel tempo o dalle offerte di soggetti esterni (enti locali, imprese, banche, ecc).
Sono quindi riservate una certa quantita' di risorse alla categoria dei progetti pilota.
L'origine e la struttura dei progetti pilota puo' essere varia: essi possono essere promossi dal Ministero,da singole direzioni o in forma interdirezionale, possono prevedere la compartecipazione o lacollaborazione di enti esterni, oppure possono nascere da iniziative alle quali il Ministero partecipa invari modi e con diversi gradi di responsabilita'.
La caratteristica dei progetti pilota, comunque, e' quella impegnare un numero limitato di scuole, diavere modalita' organizzative e soluzioni particolari e modalita' di verifica specifiche.
Il Ministero ha gia' promesso, sia nell'ambito delle aree di azioni delle Direzioni Generali sia nel primoanno di vita del programma di sviluppo, una serie di progetti che costituiscono il primo nucleo deiprogetti pilota.
Multilab
Coinvolge 141 scuole di tutti gli ordini e gradi in una iniziativa che ha lo scopo di sperimentaremodelli didattici, modelli organizzativi e soluzioni tecnologiche relative all'uso della multimedialita' ealla comunicazione.
Grazie a convenzioni con Dipartimenti universitari e istituti CNR specializzati in materia e allacollaborazione della STET si e' realizzato un collegamento in linea ISDN delle 141 scuole e sono statiformati in un primo momento 141 rutor, uno per scuola e successivamente circa 1600 docentisperimentatori.
Il progetto Multilab, che non e' in ogni caso il modello da replicare su larga scala, coinvolgimento unalto numero di scuole ed avendo gia' realizzato alcune condizioni, come il collegamento in rete e laformazione di un certo numero di docenti, potra' costituire un contesto permanente in cui inserire divolta in volta la sperimentazione di nuove ipotesi didattiche e soluzioni tecniche.
Rete
Il progetto RETE, nel quale sono coinvolte le Direzioni Generali Classica e per l'Istruzione Tecnica, e'rivolto all'uso del personal computer per lo sviluppo delle abilita' linguistico-comunicative (sia perl'italiano sia per le lingue straniere) nel biennio della secondaria superiore.
Il progetto adotta una soluzione organizzativa basata su circa 50 scuole polo, per ciascuna delle quali e'stata formata una equipe di tre docenti (italiano, lingua straniera, informatica) che assistono cometutor, ogni anno, un gruppo di docenti provenienti da cinque scuole vicine.
Polaris
Si tratta di un progetto avviato dalla Direzione Generale per l'Istruzione Tecnica in collaborazione conl'Istituto di Tecnologie Didattiche del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Genova, finalizzato allasperimentazione della formazione in rete telematica dei docenti.
Nel corso del primo anno di attuazione, il progetto ha gia' fornito utili indicazioni sul modo diproporre la formazione in rete in ambito soclastico.
Telecomunicando
Il progetto, sviluppato in collaborazione con STET-TELECOM-FINSIEL, vende coinvolte scuoleelementari, medie e dell'ordine classico.
Prevede l'uso della tecnologia ISDN per la trasmissione di voce, immagini in movimento e dati.Finalizzato a sperimentare l'uso delle videoconferenze finalizzato al lavoro collaborativo tra scuole.
L'Italia e le sue isole
Il progetto e' stato avviato dalla Direzione generale per l'Istruzione Classica, Scientifica e Magistrale incollaborazione con l'IRRSAE Sardegna e con l'assistenza tecnica del CRS4.
Vede coinvolti 70 istituti.
Lo strumento base e' stato il collegamento ad INTERNET delle scuole coinvolte; questa iniziativa hapermesso di dare una prima valutazione delle potenzialita' di INTERNET, fra le quali la postaelettronica e il World Wide WEB.
La Direzione e il CRS4, rappresentato dal prof. Rubbia, hanno firmato un protocollo di intesa.
Progetto MUSE
Avviato dalla Direzione generale per l'Istruzione Elementare in collaborazione con il CEDE, ilprogetto e' finalizzato all'uso degli strumenti multimediali per la formazione e l'autoformazione deidocenti sui temi dell'educazione musicale.
Progetto scuola media
Vede coinvolte 100 scuole della Direzione generale per le Scuole Secondarie di Primo Grado ed e' unprogetto finalizzato ad una prima formazione dei docenti all'uso delle nuove tecnologie informativenella didattica.
Teledidattica per gli alunni lungodegenti
Avviato dalla Direzione Generale dell'Istruzione Secondariadi I Grado, in collaborazione con Ministero della Sanita', ANCI, e TELECOM Italia, e' finalizzato agarantire agli alunni ospedalizzati della fascia dell'obbligo il diritto allo studio.
Prevede l'uso di stazioni multimediali che collegano il minore, degenere in ospedale, con classi discuola media "normale" in modo che esso possa partecipare alle attivita' ludiche e didattiche.
Progetto Milia
Avviato dalla Direzione Generale per gli Scambi Culturali, trattasi di un pacchetto multimediale per laformazione degli insegnanti di italiano - iniziativa di aggiornamento a distanza con particolareriferimento ai Paesi dell'America Latina, attivita' da svolgersi in collaborazione anche conRAI-International.
Progetto Deure
Avviato dalla Direzione Generale per gli Scambi Culturali, il progetto mira al collegamentomultimediale della BDP con scuole polo per la diffusione delle informazioni, della documentazione edassistenza per la partecipazione alle azioni del programma comunitario SOCRATE - progettoformazione docenti.
Progetto Globe
Avviato dalla Direzione Generale per gli Scambi Culturali, e' un progetto internazionale di educazionee scienza ambientale che raggruppera' studenti e scienziati per analizzare i temi ambientali mondiali.
Il programma prevede la formazione di docenti e la dotazione di apposite tecnologie alle scuole italianeprescelte per la partecipazione al programma stesso.
4. Procedure per i progetti I e II
a) Il ministero emette le opportune direttive ed istruzioni relative alle finalita' dell'iniziativa e invita lescuole che lo desiderano a richiedere la partecipazione alle diverse categorie di progetti.
Contestualmente verranno forniti:
- una guida che espone:
- gli obiettivi dell'iniziativa
- le priorita' per i diversi ordini di scuola
- le tipologie di attrezzature e i modelli di configurazione
- itinerari-tipo per la formazione dei docenti.
- una scheda in due versioni: piu' semplice per il progetto A e piu' complessa per il progetto B per ilquale la scuola deve formulare un progetto didattico.
b) Le scuole presentano le loro proposte e i loro progetti ai provveditori.
c) I provveditori, avvalendosi dei comitati di consulenza, operano una prima selezione e forniscono ilquadro delle richieste al Ministero,
d) Il Ministero, tenendo conte delle richieste, procede alla ripartizione dei fondi per livello scolastico eper provincia e alla loro assegnazione ai provveditorati secondo le normali procedure di assegnazionedei fondi per l'aggiornamento e per il funzionamento delle scuole.
5. Azioni generali di promozione, di supporto, di accompagnamento
Il Ministero accompagnera' il programma di sviluppo con una serie di azioni di tipo generaleindirizzate sia al coordinamento e all'armonizzazione delle varie iniziative, sia alla promozione diservizi e strutture generali che hanno un valore strategico per il programma e per lo sviluppo delsistema.
In particolare, e fatte salve altre possibili azioni di accompagnamento che dovessero rivelarsi utilidurante lo sviluppo del programma, si sottolineano alcune linee di intervento.
a) Creazione di una rete di scuole
E' necessario arrivare a costruire una rete, largamente basata sulla utilizzazione dei sistemi telematici,che coinvolga tutti i soggetti interessati e renda efficaci i processi di comunicazione, di condivisionedelle informazioni e dei prodotti didattici, e di cooperazione.
La costruzione di questa rete e' nello stesso tempo un risultato del programma di sviluppo delletecnologie didattiche e un suo strumento essenziale.
La rete sara' quindi avviata contestualmente ad esso.
Sono chiamati in causa problemi organizzativi complessi considerato che lo stesso panorama delletecnologie e dei servizi telematici e' in piena evoluzione.
Le soluzioni saranno necessariamente articolate ed evolutive.
Le strategie che si intendono adottare si muoveranno secondo due direttrici principali:
a1) il Sistema Informativo della Pubblica Istruzione evolvera' nei prossimi anni in modo da costituire una rete delle scuole, principalmente destinata a risolvere i problemi di gestione, una predisposta per diverse modalita' di comunicazione e di servizi e aperta al collegamento con altre reti; il progetto prevede che le singole scuole dispongano di attrezzature informatiche e di collegamenti specifici;
a2) le unita' operative per i docenti previste dal progetto 1(a) disporranno anche di collegamenti in rete, realizzati mediante i normali servizi telefonici e l'utilizzazione di servizi telematici, fra cui l'accesso a Internet, offerti da fornitori esterni;
occorre costatare che gia' oggi un considerevole numero di scuole ha creato questo tipo di collegamento usufruendo di fornitori di servizi telematici pubblici o abbonandosi a una vasta gamma di fornitori privati;
molte scuole hanno messo in rete loro pagine telematiche e alcune sono diventate esse stesse fornitrici di servizi; l'azione del Ministero, cui certamente compete una attenta e costante analisi del rapporto fra costi e benefici, servira' da una parte a favorire una circolazione organizzata delle informazioni utili allo sviluppo della didattica, e, dall'altra, a creare le condizioni affinche' le scuole possano accedere a servizi telematici a condizioni privilegiate o anche a favorire la creazione di servizi telematici nelle scuole e fra le scuole, apparendo utile sul piano culturale e tecnico anche la creazione di reti interscolastiche.
b) Servizi alle scuole per la formazione dei docenti.
Le strategie adottate per l'aggiornamento dei docenti puntano largamente alla formazione locale e inservizio e all'autoformazione.
E' pero' necessario che siano sviluppati e offerti alle scuole validi supporti per la formazione, come:
-l'organizzazione e la gestione di sistemi di colloquio e di scambio telematico fra scuole e con fornitoridi servizi,
- la produzione e la distribuzione di strumenti di autoformazione, - l'attivazione di sistemi diformazione a distanza,
- l'attivazione di servizi di assistenza e tutoraggio.c) Produzione, standardizzazione e diffusione della documentazione
Un fondamentale strumento peralimentare una innovazione cosi' diffusa e' costituito da una rete di informazioni e di materialifacilmente reperibili e particolarmente studiati per i docenti.
In questa linea di iniziative si collocano - la creazione di cataloghi generali dei materiali prodotti dallesingole scuole o nell'ambito di progetti coordinati, - l'elaborazione di guide e documenti informativi(sia a stampa sia su supporto telematico) rivolti alle scuole per favorire la loro capacita' diorientamento e di scelta e al mondo esterno, - la creazione di banche di dati, banche di materialididattici, pagine Web.
6. Monitoraggio e valutazione dei risultati
La complessita' delle azioni e l'entita' delle risorse del programma e' tale che un forte monitoraggio euna valutazione dei risultati in itinere, tempestiva ed efficace, ne sono una componente essenziale.
Il monitoraggio e la valutazione costituiranno un vero e proprio sottoprogetto.
Sara' necessaria sia una azione di valutazione interna, realizzata dai diversi soggetti del sistemascolastico coinvolti, e in particolare dal corpo ispettivo sia una valutazione esterna condotta daqualificati soggetti indipendenti appositamente incaricati.
7. Organizzazione
La complessita' di un programma cosi' ampio, pur con l'obiettivo della massima semplificazione deiprocessi e delle decisioni, richiede una attenta individuazione dei livelli e momenti di responsabilita'.
a) L'organizzazione centrale Il programma di sviluppo, che vedra' impegnata una vasta gamma disoggetti e di centri di decisione, sia a livello nazionale sia a livello locale, richiede un fortecoordinamento che garantisca la coerenza complessiva.
Questa e' la funzione degli organismi istituiti a livello centrale con il Decreto Ministeriale del 6 Agosto1996:
- Il Comitato di Coordinamento che ha il compito di definire, nella dimensione nazionale, i piani e leazioni, di seguirne e verificarne l'attuazione,
- il Nucleo Operativo che ha il compito di sviluppare e organizzare le azioni generali,
- le Unita' Operative delle singole direzioni che hanno il compito di adattare la strategia di programmaalle esigenze di settore.
Il Nucleo Operativo e le Unita' operative, oltre a predisporre tutti gli strumenti che garantiscono laconduzione armonica del programma, realizzeranno in proprio alcune azioni di supporto in grado disostenere l'azione autonoma degli istituti, ma, data la vastita' e l'articolazione dei compiti, ilprogramma dovra' avvalersi dell'azione di supporto di una grande varieta' di soggetti: universita' e entidi ricerca, agenzie, imprese, ma anche scuole capaci di offrire servizi.
Sono gia' in atto, sia per l'intero Ministero sia per singole direzioni, rapporti di vario genere (spessoprotocolli di intesa) con enti ed istituti: STET, RAI, Dipartimenti universitari (Dipartimenti di scienzedell'educazione di Roma III e di Firenze), Istituti di ricerca (CRS4, Istituto per la TecnologiaDidattiche e Istituto di Psicologia del CNR).
Questo genere di rapporti sara' ulteriormente sviluppato.
In questo contesto dovra' essere fatto ogni sforzo affinche' al programma afferiscano risorse finanziariee supporti da fonti esterne: enti locali, programmi dell'Unione Europea, privati.
L'azione di stimolo e di coordinamento che ne consegue e' un ulteriore impegno degli organismi digoverno del programma.
Per quanto riguarda l'utilizzazione dei servizi televisivi saranno definite, anche attraverso convenzionida stipulare nelle forme previste dalla specifica normativa, le iniziative, i progetti e le modalita' diutilizzo dei canali sia via satellite, sia per ponte radiotelevisivo, sia via cavo.
b) L'organizzazione decentrata
Una azione pluriennale, diffusa, e costante richiede un supporto localevario e affidato a diversi soggetti.
I provveditorati, che costituiscono uno snodo fondamentale dei diversi processi, dovranno:
- svolgere un lavoro istruttorio sulle richieste delle scuole e informare il Ministero sulla loro entita',
- gestire i finanziamenti sulla base dei criteri di ripartizione definiti dal Ministero,
- favorire l'aggregazione della domanda di formazione delle scuole che, nell'ambito di progettinazionali o locali, abbiano accumulato compiti e competenze specifiche,
- stimolare e favorire i rapporti con enti e soggetti esterni capaci di offrire a livello localecollaborazioni e risorse.
Gli Ispettori potranno fornire, nell'ambito di una azione coordinata, un supporto alle scuole, laconsulenza ai provveditori, una funzione di collegamento e studi di valutazione.
Gli IRRSAE potranno fornire alle scuole vari tipi di supporti, fra i quali servizi di guida e didocumentazione, oltre che condurre ricerche specifiche nel loro territorio.