LA MIGLIORE PASSWORD E' IL CORPO La ricerca stressante di codici e password potrebbe diventare fra breve un ricordo del passato, almeno se le cose andranno come pensa Tom Rowley, dirigente della Veridicom, un'impresa di Santa Clara in California. In futuro potrebbe bastare un'impronta digitale per prelevare contante, aprire porte, far partire l'automobile, attivare un portatile o fare ordinativi on-line. Rowley ritiene che si tratti di un metodo decisamente più comodo e sicuro dell'utilizzo di password o chiavi di accesso. Più comodo questo metodo lo è senz'altro, dato che gli utenti non devono portarsi dietro informazioni aggiuntive - ed è anche più sicuro, visto che per definizione le informazioni biometriche non possono essere copiate. E' vero che il cinema sembra suggerire che le impronte digitali possono essere copiate con facilità, o che gli errori non sono rari in questo campo; la realtà delle cose è però diversa. I dispositivi per la scansione delle impronte digitali dispongono di sensori in grado di misurare temperatura corporea e impedenza della cute; con percentuali di errore nell'ordine di un milionesimo è piuttosto difficile ingannare sistemi di questo genere. Tecniche per il controllo elettronico dell'identità sulla base di caratteristiche fisiche individuali (impronte digitali, grafia, voce, volto ovvero occhi - superficie dell'iride o retina) sono allo studio già da vari anni, e sono riconducibili al concetto generale di tecniche biometriche. Secondo alcuni ricercatori statunitensi sarebbe addirittura possibile utilizzare il patrimonio genetico individuale come codice di riconoscimento. Per lungo tempo le tecniche biometriche sono state considerate costose, e quindi adatte esclusivamente ad applicazioni in ambiti di altissima sicurezza. I costi stanno però scendendo, cosicché i metodi di riconoscimento basati sulla biometria divengono rapidamente parte della vita di tutti i giorni. Le tecniche biometriche sono particolarmente utili in quei settori ove finora si dovevano utilizzare password e codici segreti per garantire la sicurezza delle transazioni - ad esempio, nel caso di distributori automatici di contante, casse e nel commercio elettronico via Internet. Già entro la fine computer e apparecchiature elettroniche potranno approfittare di questa offerta. Veridicom, una creatura nata dalla costola dei Bell Labs del gigante americano delle comunicazioni AT&T, i cui principali investitori comprendono imprese famose quali Intel, Lucent e la stessa AT&T, sta lavorando a tecniche innovative ed economiche per la verifica delle impronte digitali. A differenza di altri concorrenti come Digital Persona, Identix e Biometrix Identification, che analizzano il polpastrello attraverso una costosa videocamera, nel prodotto messo a punto dalla Veridicom (Open Touch) vengono utilizzati chip al silicio a basso costo per rilevare la microstruttura della cute e memorizzare immagini tridimensionali dei solchi cutanei. Secondo l'opinione di esperti di mercato, questo procedimento non è soltanto più economico e preciso: ha anche i numeri per conquistare il mercato globale di personal computer e apparecchiature elettroniche. Acer, la società produttrice di computer, intende utilizzare i chip della Veridicom nel nuovo notebook. Travelmate entro la fine di quest'anno; anche Hewlett-Packard e Dell stanno sperimentando l'uso di Open Touch. Dispositivi per la scansione delle impronte digitali trovano impiego crescente in tastiere, mouse e monitor. Siemens sta lavorando ad un sensore di impronte digitali talmente piccolo da poter essere utilizzato anche sulle carte intelligenti [carte dotate di microchip]. Alcune ditte americane ed europee offrono già oggi apparecchiature per la scansione di impronte digitali; grazie ai progressi della miniaturizzazione, questi sistemi divengono sempre più economici. Una società californiana, Identicator Technology, ha commercializzato il Direct Fingerprint Reader, che permette ai dipendenti di accedere all'intranet della ditta dalla propria postazione di lavoro. La Pollex di Basilea intende commercializzare nel settore bancario un sistema di scansione delle impronte digitali. L'associazione fra impronte digitali e tessera bancomat dovrebbe garantire sicurezza e comodità del prelievo di contante dai distributori automatici. Non sarebbe più necessario lo sforzo di ricordare il codice segreto. Altre metodiche sfruttano la scansione di retina e iride, del palmo delle mani e del volto. IriScan e Sensar, due ditte entrambe con sede nel New Jersey, utilizzano un raggio laser per la scansione di iride e retina; il modello così ottenuto viene memorizzato e serve da codice digitale. IriScan e Sensar collaborano per diffondere i propri prodotti nell'ambito bancario. Citibank, NCR e Siemens sono alcune fra le società che hanno già deciso di sperimentare questa tecnologia. Secondo IriScan, presto anche i navigatori di Internet potrebbero utilizzare la tecnica di scansione iridea per validare gli acquisti compiuti on-line. La scansione dell'iride è indubbiamente sicura come metodica, ma anche nettamente più costosa rispetto alla scansione delle impronte digitali (il costo relativo oscilla fra 6.000 e 10.000 dollari). C'è poi un altro ordine di problemi: la necessità di fissare a lungo la videocamera laser (fino a 30 secondi) risulta spiacevole per molti utenti, Viceversa, per le impronte digitali bastano poche frazioni di secondo. Anche in questo caso è difficile ingannare il sistema: il computer collegato è in grado di riconoscere se si tratta di un occhio naturale, attraverso la contrazione riflessa dell'iride, ed inoltre effettua controlli di plausibilità. Oltre alla scansione oculare esistono da tempo anche sistemi per il riconoscimento del volto. La ditta Visionics di Jersey City, New Jersey, offre al costo di 100 dollari Facelt, un programma per PC che, associato ad una videocamera, utilizza come password la conformazione del volto del singolo utente. Sistemi di riconoscimento di questo tipo sono però sicuri solo in combinazione con altre tecniche biometriche o con chiavi di accesso più tradizionali. Ad esempio, possono venire ingannati nel caso di gemelli monozigoti. In Germania, sistemi di riconoscimento del volto sono stati messi a pulito soprattutto dallo ZN - Centro per la neuroinformatica - di Bochum. La fucina tecnologica tedesca utilizza per questi scopi la neuroinformatica. Il Face System creato dallo ZN, al costo di circa 20.000 marchi, è rivolto alla fascia elevata del mercato, e attualmente trova impiego presso i centri elaborazione dati degli organismi bancari e nel settore della ricerca. (Ndr: traduzione di un articolo apparso su Handesblatt il 9 marzo 1999) |