ALLA RICERCA DI TRACCE SULLA RETE Le autorità giudiziarie e di polizia degli Stati del G8 concordano interventi congiunti per le indagini in materia penale. Nelle ultime due settimane è scoppiata una vera e propria guerra informatica negli Stati Uniti. Pirati informatici sono riusciti a disturbare le pagine Web di vari server governativi, tanto da costringere a isolarne alcuni dalla Rete, mentre agenti dellFBI hanno perquisito le abitazioni di quasi due dozzine di fanatici dellinformatica. Nel corso di una di queste operazioni la polizia federale ha sequestrato quasi 400 oggetti: oltre a computer e manuali di informatica, anche 300 Audio-CD. Il procuratore capo federale, Eric Holder, ha minacciato pene draconiane per i responsabili del sabotaggio. Resta però da vedere se lFBI riuscirà a bloccare tutti i malintenzionati dellinformatica. Ad esempio, il sito Web del Senato è stato preso di mira da un gruppo denominato MOD (Masters of Download Maestri del download), i cui appartenenti non sono cittadini USA. Le tracce informatiche conducono in Gran Bretagna; è da qui probabilmente che, già un anno fa, il leader di questo gruppo di pirati informatici è riuscito a inserirsi nella memoria di vari computer dellapparato militare statunitense, rubando una serie di carte topografiche e impadronendosi di software. Finora non è stato catturato. In ambito internazionale, i reati informatici divengono sempre più frequenti. Essi non comprendono soltanto gli atti tradizionali di pirateria informatica: i computer vengono utilizzati anche a fini di truffa ed estorsione, nonché per lo scambio di materiale pornografico concernente minori. Ad esempio, uno studente indonesiano, residente nei dintorni di Bonn, è riuscito a inserirsi nella rete di un fornitore di servizi Internet a Miami, caricando sul proprio computer 11.000 numeri di carte di credito. Lo studente ha offerto al provider la restituzione di questi numeri in cambio del pagamento di 30.000 dollari. Il provider si è rivolto alla polizia, che ha allertato i servizi segreti USA. Nel giro di otto giorni, grazie alla collaborazione degli istituti bancari, tutti i numeri di carta di credito in oggetto sono stati bloccati, e si è riusciti a identificare il mittente del messaggio ricattatorio. Lo studente è stato quindi arrestato con la collaborazione dellUfficio federale penale (BKA) : si tratta insomma di un caso classico di cooperazione internazionale. Questo tipo di interventi saranno considerevolmente potenziati. La Russia e le principali nazioni industrializzate dellOccidente intendono organizzare la lotta alla criminalità informatica attraverso listituzione di un gruppo di lavoro ad hoc. Presieduto da Scott Charney, investigatore capo in materia di Internet del Ministero della giustizia statunitense, il Gruppo di lavoro del G8 "criminalità informatica" ha creato un gruppo di contatto attivo 24 h su 24. La collaborazione è reciproca e non conosce confini: se, per esempio, le tracce di un caso segnalato in Germania conducono verso lAmerica, Charney è pronto personalmente, in qualunque momento, ad acquisire mezzi di prova individuati negli USA. Nella lotta contro i circuiti della pedofilia esistono forme analoghe di collaborazione già da alcuni anni. Il BKA collabora fin dal 1995 con le autorità doganali americane, che negli USA coordinano la lotta alla pornografia infantile. LUfficio centrale pornografia infantile (GA 37-22)" del BKA raccoglie e diffonde in rete tutte le informazioni pertinenti sotto qualsiasi formato: file di immagini, CD-ROM, video, stampati. A seconda dei casi, vengono istituite le cosiddette Task Forces, composte da appartenenti alle varie autorità interessate. La collaborazione con il BKA avviene attraverso un ufficiale di collegamento operante a Francoforte. Fino al 1995 la maggioranza dei casi in cui il responsabile si trovava in un Paese estero venivano archiviati, poiché in considerazione del loro numero non veniva ritenuta praticabile lipotesi di istituire un procedimento penale attraverso una rogatoria internazionale il che impediva qualsiasi effetto deterrente nei confronti di criminali potenziali. Lotta alla pornografia infantile La nuova interfaccia fra gli organi di contrasto alla criminalità degli USA e tedeschi si è dimostrata pienamente efficace. Navigando su Internet, i ciberpoliziotti di Monaco hanno investigato su vari siti che distribuivano materiale pornografico concernente minori. I destinatari di questo materiale risultavano però risiedere negli USA. In due casi lUfficio dogana degli USA ha condotto perquisizioni presso labitazione di questi soggetti. In un caso sono stati sequestrati un PC, numerosi dischetti e marijuana. In un altro caso, un "cittadino vigile" ha segnalato ai poliziotti via e-mail la pagina di accoglienza di un sito Web contenente disegni che mostravano minori in pose "erotiche". Dopo che il caso era stato segnalato dal BKA tedesco ai colleghi USA, lufficio dogana statunitense e lFBI hanno proseguito le indagini per oltre un anno; tali indagini hanno portato infine allarresto di due cittadini statunitensi nella Louisiana. Sinora sul tavolo di Scott Charney non giungono più di una-due richieste e segnalazioni internazionali al mese. Ma gli investigatori sono convinti che questi casi in futuro diverranno sempre più frequenti. Il nuovo Gruppo di lavoro del G8 si è quindi incaricato di elaborare anche un programma internazionale di formazione per lacquisizione delle prove, finalizzato a insegnare ai poliziotti come comportarsi con le apparecchiature di tipo informatico nel corso di sequestri e perquisizioni. Tutto ciò permetterà lammissibilità reciproca di eventuali elementi di prova. Il software utilizzato per la formazione viene già testato: attraverso una simulazione tridimensionale, i poliziotti imparano a perquisire una stanza, individuare oggetti come, ad esempio, agende elettroniche, e acquisire dati con valore probatorio. Tuttavia, la definizione di prassi comuni non è di per sé sufficiente, ed è per tale motivo che si sta cercando di ravvicinare la legislazione in vigore nei Paesi del G8. Lobiettivo è la possibilità di scambiarsi regolarmente elementi di prova nel rispetto delle disposizioni di legge. Durante lultima riunione del Gruppo di lavoro, tenutasi a Parigi, è stata elaborata una nuova proposta per lacquisizione di dati digitali a fini di prova. Essa si basa sui principi del "congelamento e successiva memorizzazione". Allo scopo di garantire laccesso ai dati di traffico di individui sospetti, i provider di Internet devono, su richiesta degli investigatori, registrare e congelare senza alcun indugio le comunicazioni di tali sospetti. Le autorità competenti potranno successivamente sequestrare ed analizzare i dati sulla base di un mandato emesso dallautorità giudiziaria ovvero dallautorità competente nei singoli Paesi. La proposta costituisce unalternativa interessante rispetto al programma di controllo per Internet elaborato a livello europeo e noto ormai come "Enfopol 98" un programma che in Germania dovrebbe essere recepito a breve attraverso una proposta di Regolamento di sorveglianza delle telecomunicazioni (TKÜV) che prevede, fra laltro, la creazione di uninterfaccia di sorveglianza presso ciascun provider Internet. Il Regolamento incontra lo sfavore unanime del settore imprenditoriale. La realizzazione di un sistema di sorveglianza semplice ed efficace costa ai provider fra 15.000 e 30.000 marchi, e la manutenzione corrente di tale sistema aggiunge altri 100.000 marchi ai costi annuali di gestione. Anche secondo Scott Charney un onere del genere è pressoché insostenibile da parte di queste imprese, generalmente di piccole dimensioni, e porterebbe come conseguenza indesiderata ad un mutamento delle strutture di mercato. Con la tecnica del "congelamento e successiva memorizzazione" è invece possibile agire in modo mirato sui singoli sospetti. Inoltre essa permette di evitare i problemi connessi alla protezione dei dati che potrebbero derivare dal coinvolgimento nelle indagini di soggetti del tutto estranei. Infine, i costi dovrebbero mantenersi su livelli accettabili, diversamente da quanto avverrebbe con la creazione di uninterfaccia di sorveglianza. Al momento si sta valutando se la proposta sia conciliabile con i principi del diritto tedesco. A parte lopinione espressa a titolo personale da un portavoce del Ministero dellinterno, il quale giudica la proposta "unottima idea", finora nessun Ministero tedesco ha preso posizione sullargomento. (Ndr: articolo pubblicato sulla Süddeutsche Zeitung dell' 8 giugno 1999) |