LA CNIL DENUNCIA UN ARCHIVIO DISCRIMINATORIO NEI LABORATORI FARMACEUTICI

Un candidato all'assunzione veniva bollato come "omosessuale"

Una rapida ispezione negli archivi dei candidati all'assunzione dei Laboratori Servier è servita a confermare i sospetti della Commissione nazionale dell'informatica e delle libertà (CNIL): "Profilo negativo (omosessuale)" riporta infatti una delle schede esaminate, accanto al nome e all'indirizzo di un candidato all'assunzione per un posto di esperto aromatologo. Dopo aver constatato l'esistenza di altre annotazioni indebite nell'archivio non automatizzato della Servier, contenente circa 50.000 schede di candidati all'assunzione, la Commissione ha deliberato, lo scorso 8 luglio, di denunciare i fatti all'ufficio del pubblico ministero di Nanterre (Hauts-de-Seine).

"Taglia un po' grossa", "Difficilmente integrabile, statura, fisico", ovvero "Profilo non chiaro", sono alcune delle annotazioni leggibili nelle schede esaminate dalla CNIL. Senza controllare la totalità di questo gigantesco schedario, gli ispettori della CNIL si sono limitati ad un campione di trecento schede, fra la fine di maggio e l'inizio di giugno, presso i locali del gruppo farmaceutico francese a Neuilly-sur-Seine (Hauts-de-Seine).

Ordinate alfabeticamente, ciascuna di tali schede riporta nome, cognome e data di nascita del candidato, oltre al nome del responsabile dell'ufficio reclutamento che lo ha esaminato.

Sulle schede è anche riportato l'esito della procedura: la data di assunzione dell'interessato, ovvero i motivi della mancata assunzione.

In quanto motivo per rifiutare l'assunzione, l'annotazione "omosessuale" costituisce di per sé una violazione del codice del lavoro, il quale proibisce di escludere una persona nell'ambito di procedure di reclutamento a motivo dei suoi "costumi", come sottolinea la CNIL. Poiché la scheda è stata costituita nel 1995, il reato contestato (discriminazione a fini di assunzione) cade però sotto i colpi del regime di prescrizione (tre anni) previsto dal Codice penale.

Schedatura dei costumi

Tuttavia, la raccolta e la conservazione di informazioni del genere contrasta anche con la legge "Informatica e libertà" del 6 gennaio 1978: la schedatura di dati personali relativi ai costumi di una persona è vietata, a meno che l'interessato vi acconsenta espressamente ovvero sussistano motivi di interesse pubblico, sottolinea la CNIL nella denuncia presentata all'ufficio del pubblico ministero, precisando anche che questo reato non è soggetto a prescrizione.

Numerose voci nel questionario sottoposto dai Laboratori Servier ai candidati all'assunzione sono inoltre "prive di pertinenza ed eccedenti rispetto alle necessità dell'assunzione", secondo la CNIL, cui si è rivolta una persona che desidera mantenere l'anonimato.

Ogni candidato deve infatti indicare cittadinanza, situazione nei confronti degli obblighi di leva, professione del coniuge e dei parenti (genitori, fratelli e sorelle) e coordinate dell'attuale datore di lavoro. Senza attendere le conclusioni del procedimento penale, la CNIL ha chiesto alla società di modificare il questionario in modo da renderlo meno inquisitorio.

(Ndr: articolo pubblicato su Le Monde del 15 luglio 1999)