Quando Denise Bulgar, nel febbraio del 1993, uscì dalla macelleria di 1a qualità di A.R. Tym, a Liverpool, il figlioletto James era scomparso. Successivamente il cadavere del bambino, due anni, venne ritrovato mutilato sulla massicciata di una linea ferroviaria. I responsabili, due bambini di undici anni, sono stati individuati grazie ad una videocamera che aveva mostrato i due mentre uscivano dal centro commerciale insieme a James Bulgar. La videosorveglianza non è stata di nessun aiuto al piccolo James; tuttavia, il caso Bulgar costituisce, al contempo, la dimostrazione che grazie alle videocamere è possibile far luce su singoli reati e, quindi, scoraggiare omicidi, rapinatori e ladri potenziali. Le telecamere sono in funzione anche in Germania: nei centri commerciali, nei distributori di carburante, nelle banche. Non si è arrivati ancora, però, ad una videosorveglianza a tappeto di strade e piazze come quella che esiste in alcune città della Gran Bretagna. Nessun Paese europeo controlla con altrettante videocamere cosa succede per strada. Verosimilmente ci sono centinaia di migliaia di videocamere in Gran Bretagna; il 95% delle città inglesi utilizza videocamere nascoste per sorvegliare interi tratti stradali. E gli inglesi non ci vedono niente di male. Tutt'altro: secondo alcuni sondaggi, fra il 70% e il 90% dei cittadini britannici è favorevole alla videosorveglianza. Il consenso viene promosso attraverso trionfalistici annunci sulla riduzione del numero di reati dopo l'installazione di videocamere. In alcune città sembra che il numero dei reati sia sceso del 74%, mentre la percentuale di casi risolti è aumentata di un terzo. Si tratta di dati che appaiono però esagerati; secondo una ricerca, il numero dei reati è sceso in realtà del 20% appena. I primi passi della videosorveglianza in Gran Bretagna risalgono agli inizi degli anni '80, quando vi si è fatto ricorso per contrastare il vandalismo nei centri storici delle città. All'inizio degli anni '90, quando l'IRA fece piombare la popolazione londinese nel terrore e nell'angoscia con una serie di attentati dinamitardi, furono installate videocamere a tappeto nell'intero centro storico. Secondo alcuni dati, lungo Oxford Street (la famosa strada commerciale di Londra) ogni passante in media viene ripreso da una videocamera ogni 1,8 minuti. La tecnologia moderna permette di isolare singoli soggetti fra la folla e di verificare, attraverso il confronto di specifici parametri, se l'occhio della telecamera abbia inquadrato un criminale già ricercato. Tuttavia, molti sistemi per il riconoscimento automatico del volto non garantiscono ancora l'affidabilità desiderata, secondo quanto affermato di recente durante una conferenza in materia di protezione dati organizzata a Wiesbaden. Lo stesso dicasi per la cosiddetta "telecamera pensante" messa a punto a Leeds, la quale dovrebbe lanciare un allarme se una persona (ad esempio, in un parcheggio coperto) si comporta diversamente da come sarebbe lecito attendersi in condizioni normali. Sorvegliare il quartiere del Governo? In Germania il dibattito sull'impiego di videocamere nelle strade e nei luoghi pubblici è appena agli inizi. A Berlino si sta valutando se utilizzare la videosorveglianza per il quartiere del Governo. Brandeburgo, Meclemburgo-Pomerania, Schleswig-Holstein, Bassa Sassonia e, da poche settimane, anche la Sassonia hanno introdotto norme speciali per la videosorveglianza continuata di strade e piazze. L'Assia dovrebbe presto seguirne l'esempio, secondo l'intenzione manifestata dal governo regionale CDU/FDP. Negli altri Länder attualmente non è possibile il ricorso in misura generalizzata e permanente alla videosorveglianza; le videocamere possono essere utilizzate soltanto per indagare su gravi reati, ad esempio in materia di criminalità organizzata ovvero in rapporto a manifestazioni pubbliche - qualora vi sia la possibilità che vengano commessi reati ovvero sussistano pericoli per la sicurezza pubblica. Ad esempio, durante gli incontri di calcio gli hooligan sono sorvegliati sia da telecamere fisse installate negli stadi sia attraverso dispositivi mobili. In occasione di alcune manifestazioni, come quelle del PKK, vengono utilizzati anche elicotteri sui quali sono montate videocamere. Molte comunità locali in Germania, soprattutto le più piccole, riescono comunque a cavarsela anche senza videosorveglianza. Un sondaggio dell'incaricato per la protezione dei dati dell'Assia, lo scorso autunno, ha mostrato che solo il 6% dei comuni dell'Assia utilizza impianti video - generalmente per garantire la sicurezza di edifici, e soprattutto di parcheggi coperti. Un altro punto dolente è rappresentato dai controlli del rispetto dei limiti di velocità e dalla sorveglianza dei sistemi di smaltimento delle acque di scarico. Ha suscitato la riprovazione dell'incaricato per la protezione dei dati dell'Assia una città che ricorre alle tecniche video per regolamentare l'impiego dei propri dipendenti in occasione di servizi funebri; inoltre, sempre secondo le critiche espresse dall'autorità per la protezione dei dati, anche presso gli "sportelli del cittadino" le videocamere non sono indicate. In Germania non sembrano essere disponibili studi approfonditi sull'utilizzazione di videocamere nell'ambito della prevenzione e repressione di attività criminali. Uno studio relativo all'utilizzo di videocamere sul piazzale antistante la stazione di Lipsia segnala una diminuzione dei reati che cadono sotto l'occhio della videocamera, ma il tasso di criminalità nel suo complesso è rimasto identico. Soprattutto, a Lipsia non si è riusciti a porre fine allo spaccio di stupefacenti con l'ausilio della videosorveglianza - quando proprio questa era la finalità per cui si è deciso di installare videocamere sul piazzale della stazione. E' vero che lo spaccio non avviene più sul piazzale, ma si è semplicemente spostato in altre zone della città non sottoposte a sorveglianza. Finta sicurezza L'obiezione che i tutori della privacy muovono all'impiego della videosorveglianza di strade e luoghi pubblici su base diffusa e permanente è che essa costituisce una sorta di pedinamento continuo con effetti psicologicamente devianti, tali da trasformare cittadini consapevoli e autonomi in altrettanti ipocriti che vivono nel conformismo e nel terrore costanti. Questi rischi sussistono soprattutto qualora non sia possibile prevedere chi sia sorvegliato e per quanto tempo vengano conservate le immagini registrate. La polizia è favorevole alla videosorveglianza, con alcune limitazioni. Secondo il Capo della polizia di Wiesbaden, Frerichs, le videocamere da sole non sono in grado di arginare la criminalità. Né sarebbe utile avere telecamere nascoste dappertutto, perché non ci sarebbe un numero sufficiente di poliziotti per controllare le riprese e intervenire sul posto qualora le immagini mostrassero atti vandalici compiuti da adolescenti, aggressioni o spaccio di stupefacenti. Per dirla con il Capo della polizia, videocamere non sorvegliate garantiscono solo una finta sicurezza. Incurante di questi moniti, la maggioranza dei tedeschi si dice favorevole all'impiego di videocamere su strade e piazze pubbliche. Particolarmente forte è il consenso nelle regioni orientali della Germania, dove i cittadini sono stati spiati per decenni sotto il regime del SED [Partito socialista unitario tedesco]. Tanto che nessuno si è lamentato quando le riprese filmate dell'ingresso di un grande condominio nel Brandeburgo sono finite per errore nella rete via cavo dell'edificio. I tutori dei dati personali, che si sentono chiamati a difendere i diritti alla libertà personale contro le intrusioni dello Stato-controllore, in questo caso sono del tutto soli. (Ndr: articolo pubblicato sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung del 7 dicembre) |