LONDRA AIUTA WASHINGTON A SPIARE L'EUROPA

Il rapporto di un esperto incaricato dal Parlamento europeo lo conferma: le comunicazioni delle società europee vengono spiate.

Il primo sospetto era nato nel febbraio del 1998: un rapporto inviato alla Commissione per le libertà civili del Parlamento europeo dedicava due pagine ad un programma di spionaggio angloamericano iniziato nel 1947 e denominato "Echelon". Più esattamente, si tratta dell’intercettazione di tutte le comunicazioni (fax, telefonia fissa e mobile o satellitare), e in particolare delle comunicazioni commerciali e politiche, a livello dell’intero continente europeo. Data la mancanza di prove al riguardo, il commissario europeo Martin Bangemann aveva dichiarato in quell’occasione di non voler reagire a semplici sospetti, aggiungendo però che se questo sistema esistesse veramente, si tratterebbe di un’offesa intollerabile alla libertà della persona, alla concorrenza ed alla sicurezza degli Stati.

Ma il prossimo 22 febbraio la stessa Commissione per le libertà civili riceverà un secondo rapporto, redatto da un altro esperto, forte stavolta di una quarantina di pagine e di natura estremamente tecnica. C’è tutto: nomi, date, luoghi, tecniche di intercettazione, ambiti. Sì, per l’autore "Echelon" esiste, e costituisce un’offesa tanto più intollerabile in quanto proviene anche da uno Stato membro dell’Unione (che, in particolare, ha intercettato le comunicazioni di diplomatici francesi ed italiani) ed è un fenomeno in continua crescita.

La minaccia riguarda tutti i mezzi di comunicazione, ivi compresi computer, Internet, cercapersone e perfino i telefoni satellitari tipo "iridio" che, a quanto pare, hanno offerto la maggiore resistenza. Il ricorso alla cifratura, se non si tratta di tecniche di cifratura europee, è inutile: il rapporto spiega come società quali Microsoft, Lotus, Netscape abbiano consentito agli americani di annullare i dispositivi di cifratura inseriti nei rispettivi programmi.

Internet? E’ in trappola: gli americani hanno dotato nove nodi strategici su Internet di programmi per l’identificazione delle informazioni. E l’incredibile flusso di informazioni trasportato dalla "grande rete" non è superiore alle capacità di intercettazione delle spie anglofone.

Anche le linee telefoniche sottomarine sono oggetto di sorveglianza, soprattutto per quanto concerne le connessioni che legano l’Europa all’Africa attraverso il Mediterraneo. Infine, il rapporto esamina in particolare le modalità con cui gli USA hanno invitato gli altri Stati a contrastare la criminalità, quando in effetti il loro obiettivo era soprattutto la tutela degli interessi commerciali nazionali.

Le ripercussioni economiche sono tremende: il rapporto spiega come, nel 1994, le comunicazioni della Thompson CSF siano state intercettate dalla National Security Agency (NSA) americana, facendo perdere alla società un contratto di oltre 40 miliardi di franchi relativo alla sorveglianza in Brasile della foresta amazzonica. Nel rapporto si racconta inoltre come la NSA abbia mandato a picco, nel 1995, un contratto di oltre 200 miliardi di franchi fra Airbus e l’Arabia Saudita. Purtroppo, nessuna delle informazioni contenute nel rapporto è di prima mano — si tratta, per definizione, di informazioni segrete: tuttavia, l’esperto che l’ha redatto ha raccolto un insieme di fatti e dichiarazioni indubitabili. Quello che colpisce è lo scarso impatto che questo secondo rapporto ha avuto a livello dei media — visto che è stato completato nel mese di aprile dello scorso anno, prima di essere trasmesso al Parlamento europeo.

E in Belgio? In Belgio, come si ricorderà, Ecolo è stato il primo partito a reagire al rapporto preliminare del 1998. Le richieste di spiegazioni erano state avanzate da Paul Lannoye a livello europeo, e da Olivier Deleuze a livello federale. Sulla base del secondo rapporto, Paul Lannoye ha ripreso in mano il fascicolo e conta su Ecolo a livello federale. Ma poiché nel frattempo Olivier Deleuze è entrato nella compagine governativa, chi solleciterà sul punto il governo Verhofstadt?

D’altra parte, anche il Comitato R — Comitato permanente per la vigilanza sui servizi di informazione — ha iniziato un’autonoma indagine su richiesta dell’ex-presidente Véronique Paulus de Chatelet. I risultati dell’indagine non sono ancora noti; tuttavia, è chiaro che "Echelon" non è più un fantasma.

(Ndr: articolo pubblicato su Le Soir en ligne del 27 gennaio)