Le agenzie federali competenti per la regolamentazione di specifici settori hanno scelto una linea dura per la tutela dei consumatori nel redigere norme di attuazione delle disposizioni in materia di privacy contenute nelle importanti disposizioni di legge approvate nel 1999, le quali permettono lunificazione delle attività di prestazione di servizi finanziari. Le proposte relative al settore bancario, rese note lo scorso martedì, prevedono che nelle dichiarazioni programmatiche in materia di privacy rese dalle singole imprese ai clienti debba essere utilizzato un "linguaggio semplice, con spiegazioni sintetiche ed elenchi per punti, evitando laccumularsi di enunciati negativi e di spiegazioni macchinose". Le direttive giungono ad occuparsi di dettagli quali limpiego di caratteri di stampa ben leggibili, luso di margini ampi e di una spaziatura consistente. Queste e molte altre norme particolareggiate intendono tutelare i dati finanziari dei consumatori, secondo quanto previsto dalla legge che ha eliminato una serie di vincoli introdotti allepoca della Grande Depressione e che vietavano a banche, imprese di assicurazione e società di intermediazione mobiliare di accedere ai dati sulle rispettive attività. La legge consente infatti di creare una sorta di supermercato finanziario in grado di soddisfare tutte le esigenze, e al contempo dà ai clienti un certo grado di controllo sulla vendita e la distribuzione dei rispettivi dati personali. Oltre alle norme sulle modalità di redazione delle dichiarazioni programmatiche sulla privacy, le proposte illustreranno la necessità di consentire al cliente di tutelare i propri dati personali, forniranno una definizione generale delle categorie di imprese finanziarie tenute al rispetto di queste disposizioni e stabiliranno quali informazioni siano da ritenere confidenziali. Le agenzie federali si trovano a lavorare contro il tempo, perché le varie normative di regolamentazione devono essere perfezionate entro la metà di maggio. Dopo la ratifica della legge, il 12 novembre scorso, si sono svolti incontri almeno settimanali fra legali della Federal Reserve, dellOffice of the Comptroller of the Currency (Ufficio del Ministero del tesoro competente per la sorveglianza in materia valutaria), dellOffice of Thrift Supervision (Ufficio per la vigilanza in materia di risparmio), della Federal Deposit Insurance Corporation, della Securities and Exchange Commission (Commissione per i titoli e le attività di borsa), della National Credit Union Administration e della Federal Trade Commission (Commissione federale per il commercio). Ciascun organismo presenterà proposte distinte per il rispettivo settore di competenza, mentre il gruppo di negoziazione si è adoperato per garantire la coerenza della regolamentazione finale. "Su tutti i temi abbiamo trovato molti punti di accordo. Le proposte finiranno per essere molto somiglianti", ha dichiarato un funzionario della SEC. A fine gennaio FTC e OCC hanno pubblicato le rispettive proposte sul proprio sito Web. Il consiglio della FDIC dovrebbe esaminare le proposte in materia il prossimo mercoledì. Le imprese finanziarie hanno fatto pressione perché la normativa contenesse una definizione assai ampia di "attività finanziaria". Il motivo è che i maggiori complessi finanziari non volevano precludersi la possibilità di partecipare ad alcuna attività connessa. Il risultato è che, oltre a banche, intermediari finanziari, compagnie di assicurazione e imprese che gestiscono carte di credito, le disposizioni della legge in materia di privacy si applicano anche alle agenzie di viaggio, ai servizi di assistenza fiscale e ai distributori automatici di contante. Probabilmente sarà la proposta della FTC a suscitare le maggiori polemiche. La FTC ha infatti il compito di individuare e tenere sotto controllo attività finanziarie meno tradizionali che devono egualmente rispettare la normativa sulla privacy. Ad esempio, strutture che utilizzano il commercio elettronico, come le aste via Internet, agenzie di recupero crediti, agenzie di valutazione della solvibilità ed imprese di telemarketing che vendono prodotti finanziari: tutti questi soggetti temono di finire sotto la sorveglianza della FTC in materia di privacy. La proposta prevede che le imprese finanziarie informino la clientela sulle categorie di dati personali non accessibili al pubblico che esse condividono con imprese affiliate o indipendenti. Si definiscono "non accessibili al pubblico" i dati raccolti nel quadro di una richiesta del consumatore relativa alla prestazione di servizi e prodotti finanziari. (Ndr: articolo pubblicato su The Wall Street Journal Europe del 4 febbraio) |