LA RETE MOBILE RICHIEDE UN NUOVO CODICE DI VALORI

La rete mobile sta per giungere fra noi, ed è destinata a cambiarci la vita in modi assolutamente imprevisti.

La possibilità di collegarsi ad Internet dovunque e in qualunque momento, con il cellulare, con l’agendina palmare o con minuscole schede digitali rivoluzionerà il modo di comunicare, giocare, apprendere e produrre. In effetti, nascerà un nuovo equilibrio di potere nella comunità delle imprese a livello globale — con imprese che prospereranno o falliranno a seconda della capacità o dell’incapacità di entrare nel circuito del commercio elettronico mobile. Come sempre, la legislazione arranca rispetto agli sviluppi della tecnologia; non ha ancora preso posizione rispetto a temi legati alla "vecchia" economia di Internet basata sull’utilizzo dei computer, e già deve iniziare a confrontarsi con le problematiche sollevate dalla nuova rete mobile. L’Europa e il Giappone sono più avanti degli USA nello sviluppo della rete mobile, e saranno i primi a dover affrontare le questioni in gioco.

Quali sono le più importanti? In primo luogo, la tutela della privacy. La rete mobile comporta la possibilità di rimanere praticamente sempre on-line. Imprese, governi e singoli potranno in qualsiasi momento localizzare una persona e risalire all’attività che sta svolgendo. Fra un anno o due saranno disponibili sul mercato piccoli dispositivi per Internet dotati di minuscole telecamere e microfoni: ognuno di essi, e probabilmente saranno venduti a milioni, permetterà di diffondere in rete ogni conversazione, ogni attività, 24 ore su 24. Ricordate 1984 di Orwell, dove lo sguardo del Grande Fratello raggiungeva tutti da uno schermo onnipresente in tutte le stanze?

E’ chiaro che la politica deve dettare regole in previsione dell’avvento della società della rete mobile. L’Europa ha già deciso che il sistema dell’opt-in (cioè, l’adesione volontaria, ndr) è quello giusto per Internet. Il singolo deve poter scegliere su base volontaria se connettersi e fornire dati personali a siti Web, e deve essere richiesto il suo consenso se un’impresa intende vendere a terzi i dati personali che lo riguardano. Lo stesso principio può essere esteso anche alla rete mobile.

Anche le imprese dovranno modificare la propria politica. La rete mobile dà ai dipendenti la possibilità di lavorare senza soluzioni di continuità — in ufficio, a casa, in auto, sul treno, sull’aereo: dovunque. E’ una tendenza già evidente negli USA, ed è senz’altro destinata a diffondersi rapidamente anche in Europa e Asia grazie alle nuove tecnologie. I dirigenti avranno la tentazione costante di utilizzare la rete mobile per aumentare produttività e resa. Perché non chiamare il responsabile di progetto alle 9 di sera, mentre è a casa con i figli? Perché non lavorare nel fine settimana con il gruppo di progetto in Cina, Germania e gli USA? Perché non inviare dati al progettista capo mentre se ne sta in vacanza nella foresta amazzonica?

La risposta, ovviamente, è che si rischia il sovraccarico. I dirigenti dovranno imparare a tenere a freno il desiderio di sfruttare 24 ore su 24 le informazioni e le capacità dei migliori e dei più brillanti, altrimenti l’esaurimento del dipendente sarà assicurato. E bisognerà che i singoli imparino a "staccarsi" dalle maglie della rete mobile, ad abbandonare l’incessante comunicazione globale ed a trovare un po’ di tranquillità ed uno spazio privato dove pensare, rilassarsi e ristabilire il contatto con la famiglia.

Gli anni a venire promettono grandi cose in termini di comunicazione e commercio. Ma richiederanno politiche attente da parte di governi e imprese per evitare che si trasformino in uno stress da incubo.

(Ndr: editoriale pubblicato su BusinessWeek del 22 maggio 2000)