SITI WEB CHE CI DANNO UNA MANO A TUTELARE LA PRIVACY

Il Congresso americano inizierà fra breve l’esame di proposte di legge tese a proteggere la privacy dei consumatori su Internet. La probabilità che queste proposte siano approvate rapidamente è molto scarsa, trattandosi di temi complessi, che hanno importantissimi risvolti politici ed economici, ed in considerazione della continua evoluzione tecnologica.

Comunque, nel frattempo i consumatori possono fare molte cose per tutelarsi. Gran parte di queste contromisure saranno utili per chi fa acquisti online anche se la legislazione sulla privacy in materia di consumo verrà effettivamente approvata.

Al centro della controversia c’è l’impiego di "cookies", stringhe informatiche che i siti Web scaricano nel disco rigido degli utenti. I cookies raccolgono informazioni sui siti visitati, gli acquisti compiuti e le password create, oltre a tutti i dati personali comunicati durante la visita ai singoli siti. Non sempre i cookies sono un male. Quelli buoni fanno funzionare bene i siti Web e aiutano la gestione di funzioni come i carrelli elettronici durante gli acquisti online.

Buona parte del chiasso che si è fatto di recente nasce dalla possibilità di collegare informazioni in precedenza anonime con gli indirizzi dei singoli utenti (postali standard e di e-mail), che in taluni casi vengono riutilizzati o addirittura venduti a terzi.

Questa forma di interconnessione può comportare l’arrivo di messaggi e-mail indesiderati o l’invio di posta-spazzatura; più preoccupante è però la possibilità che vengano rivelate informazioni sensibili.

E’ possibile navigare in Rete senza essere sorvegliati? No, non del tutto; però è possibile muoversi per Internet di soppiatto. Alcune tecniche sono già in possesso dei singoli utenti, mentre altre sono state messe a punto dalle imprese, sempre più numerose, che offrono prodotti a tutela della privacy.

Anonymizer.com è stato uno dei primi, ma oggi ci sono letteralmente centinaia di quelli che vengono definiti "servizi di reindirizzamento" (remailers). Questi servizi provvedono ad eliminare tutte le informazioni identificative (nome, indirizzo di posta elettronica) dai messaggi e-mail prima di inviarli a destinazione.

L’Electronic Privacy Information Center (EPIC — www.epic.org) gestisce un elenco di remailer affidabili, e se si sfruttano i link presenti sul loro sito Web (privacy tools) si ottengono utili dritte. Ci sono anche programmi di cifratura, come quello della Zero-Knowledge Systems. Gli "infomediari" (come Enonymous e PrivaSeek) agiscono per conto del consumatore, raccogliendo informazioni personali e fornendo ai siti Web solo quelle ammesse dall’utente.

Questa estate inizierà ad operare online una nuova società di infomediazione, Youknowbest.com. La società, che ha sede a Celebration in Florida, opererà riunendo in sé le funzioni di inviato giornalistico a tutela del consumatore, responsabile personale per gli acquisti e cane da guardia. Permetterà ai consumatori di creare profili personali privati sul sito Web della Youknowbest, e di utilizzare il sito per chiedere informazioni — dai prezzi alle valutazioni sui servizi prestati, dal colore alla sicurezza — relativamente a migliaia di prodotti. Allo stesso tempo, i consumatori potranno accedere alle valutazioni di Youknowbest.com e di altri clienti sul rispetto dei requisiti in materia di privacy e sicurezza da parte dei singoli operatori commerciali.

Oltre ai vari programmi informatici ed alle imprese che sul Web si occupano di tutela della privacy, noi stessi possiamo contribuire a salvaguardare questo diritto.

Uno dei modi fondamentali per farlo consiste nel comunicare il minor numero possibile di dati personali, come ha dichiarato Jason Catlett — presidente di Junkbusters.com, una società che collabora con altre imprese nella messa a punto dei cosiddetti approcci consensuali al marketing.

"Non fornite la vostra identità online, o almeno, riducete al minimo le registrazioni della vostra identità su siti Web", ha suggerito, aggiungendo che "in base alla legislazione degli USA, non esiste praticamente alcuna tutela per i dati, ed il consumatore non dispone di rimedi giuridici in caso di abusi".

Il sito Web di Junkbusters (www.junkbusters.com) spiega in modo dettagliato come utilizzare il proprio browser per respingere i cookies, per segnalare i tentativi di invio di cookies o per accettare cookies solo da siti fidati. Junkbusters mette a disposizione anche un filtro per eliminare i banner pubblicitari che vengono utilizzati per tenere traccia dei singoli utenti.

Per chi ha nostalgia dei tempi in cui giocava a guardie e ladri, la Guidescope Inc. (www.guidescope.com) ha realizzato un prodotto che permette ai consumatori di "fare secchi" una volta per tutte gli annunci pubblicitari e, quindi, di eliminarli non soltanto sul proprio monitor, ma anche su quello di altri utenti Guidescope. L’annuncio messo al bando viene inviato ad un database centrale che funge da "lista nera". Quando altri utenti Guidescope visitano il sito Web da dove proveniva l’annuncio incriminato, quest’ultimo non comparirà più.

Catlett inoltre consiglia ai consumatori di dotarsi di indirizzi e-mail distinti: uno per i messaggi personali, uno per il lavoro ed un terzo per richiedere informazioni o prodotti. Quest’ultimo è quello cui si potrà rinunciare con maggiore facilità se la mole di messaggi e-mail indesiderati arrivasse a livelli insopportabili. Catlett non crede che le dichiarazioni della politica seguita in tema di privacy presenti su molti siti Web abbiano una qualche validità. "Sono generiche e spesso incomprensibili, e sono modificabili in qualsiasi momento", ha dichiarato, aggiungendo che se proprio si vuole andare a guardare queste dichiarazioni bisogna cercare i "bollini" concessi da organismi di controllo che attestano il rispetto da parte della singola impresa di regole concernenti la privacy dei consumatori.

Tom Geraghty, direttore del marketing alla Youknowbest.com, ha affermato che "per la maggior parte di noi, Internet è l’unico mezzo di comunicazione a doppio senso, ed è un mezzo di grande potenza. Tizio si compra la TV, e la RCA non sa qual è il suo programma preferito. Caio si compra il giornale, e nessuno può sapere quale sia la pagina che legge per prima. Il computer, invece, racconta in giro tutti i segreti della gente senza che nessuno se ne accorga. Il nostro punto di vista è che queste informazioni appartengono a noi, e non a loro".

(Ndr: articolo pubblicato su The New York Times on the Web del 7 giugno 2000)